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2 Marzo 2011

I Ching del marketing

Non ho ancora ben capito di cosa parla il nuovo libro del guru del marketing Seth Godin Poke the box. Ma i suoi post di questi giorni mi hanno incuriosita, soprattutto questo:

La maggior parte delle persone è convinta di essere incapace di prendere iniziative.
Di avviare un progetto, un articolo di wikipedia, un blog, un viaggio in famiglia. Di dare vita a qualcosa in prima persona.

Però quasi tutti sono convinti di saper correggere, dare pareri, criticare.

Insomma, trovare qualcuno che ti corregge i refusi è facilissimo.

Alcuni, pochi, sono dei veri vandali, felici di aggredire in forma anonima, aggiungere graffiti o inutile rumore di fondo.

Se il tuo progetto richiede individui che si alzino in piedi e dicano: “Ne sono convinto, questo è il progetto, questa è la mia idea originale, questa è la mia tribù”, allora puoi aspettarti che la maggior parte delle persone consideri la tua offerta ma poi non la accetti.

La maggior parte delle correzioni su Wikipedia sono minimali. La maggior parte dei tweet, tra tanti miliardi, sono reazioni e risposte, non iniziative. Prosperano i siti di domande e risposte perché tutti sanno rispondere a una domanda e sentono di poterlo fare, se è abbastanza specifica. Piccoli passi, non balzi o assunzione di rischi intellettuali.

Il mio parere è controverso: non credo che il problema abbia molto a che fare con la capacità innata di intraprendere. Credo piuttosto che abbia a che fare con la convinzione che è possibile e che puoi farlo. È appena un decennio che le porte si sono spalancate e già la maggior parte delle persone ha subito il lavaggio del cervello e crede che tutto quello che deve fare sia correggere i refusi del mondo, non progettarlo.

C’è poca… poca gente capace di dire “vai!”

Godin si fa un vanto di postare tutti i giorni e i suoi post sono popolarissimi, anche perché brevi e lapidari, come i suoi libretti. Molti lo considerano un parolaio furbacchione, una penna facile che però non approfondisce nulla.

Se cerchi consigli pratici o indicazioni concrete non ci trovi molto, ma spesso le sue sintesi sono felici. Io lo leggo con uno atteggiamenti un po’ da I Ching: i suoi post a volte intercettano bene i tuoi stati d’animo professionali, confermano quello che non avevi ancora messo bene a fuoco, ti ispirano nel lavoro.

Il post che ho tradotto ha stanato oggi il mio spiritello intraprendente, nascosto dietro quello correttivo e criticone, e mi ha fatto abbordare con slancio non una ma tante pagine bianche che alla fine di questa lunga giornata sono fitte fitte di testo.
Domani so da dove ricominciare.

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0 risposte a “I Ching del marketing”

  1. Ciao,
    hai messo perfettamente a fuoco una sensazione che provo anch'io quando leggo i post di Godin, grazie! Leggerlo con un atteggiamento da I Ching penso sia il modo ideale.

    Ciao!
    Francesca 

      

  2. I ching! Geniale! Io ho comprato il libro per il kindle. Solo perché aveva messo su quel meccanismo di ribassi con il numero di utenti iscritti alla newsletter. Sarà nulla, ma ha dimostrato qualcosa. Adesso però sono a metà del libro e mi pare che segua lo stile dei suoi post. 

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