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risali negli anni

16 Febbraio 2011

Il serissimo gioco del racconto

Avevo tutt’altri programmi oggi, ma sono contenta di avere divorato un libro che con i miei doveri professionali non c’entra apparentemente niente.
Un libro dal titolo sobrio e preciso: A scuola di narrazione. Come e perché scrivere con i bambini di Luisa Mattia, autrice che i lettori del Mestiere di scrivere già conoscono.

Narrazione viene prima di scrittura, perché una buona parte del libro è dedicata allo “scrivere senza scrivere”, cioè all’attività più naturale dei bambini, il racconto, “un modo di pensare, vivere, comunicare, per dare un senso alle cose”. E a come prestargli attenzione, capirlo, dargli modo di espandersi:

ll racconto infantile è una modalità naturale di conoscenza del mondo e di formalizzazione delle esperienze e del pensiero. Si tratta, dunque, di una una sapienza infantile che la scuola può riconoscere come risorsa e valorizzare come espressione e comunicazione.

Veniamo alla scuola. L’autrice ha insegnato a lungo nelle scuole elementari, ha ideato e coordinato progetti narrativi “con” i bambini in tutta Italia e rivendica con forza una “zona franca” senza censure e verifiche, un vero luogo di scambio tra insegnanti e bambini:

Da un lato vi è l’adulto che avendo alle spalle una struttura lessicale, grammaticale, ortografica consolidata si può permettere di destrutturarla; dall’altra vi è il bambino che sta imparando e che lo fa in toto, senza distinguere tra regole grammaticale ed espressività.

Ma… e la didattica della lingua italiana? Dove si va a parare se si scrive in una zona franca rispetto alle consuete regole valutative della scuola?
Dove si va… Si va dentro la scoperta del linguaggio e delle sue possibilità, si va dentro la splendida struttura della lingua italiana. Si va, inesorabilmente, dentro la lingua che costruisce pensiero e dunque si arricchisce, si prova, si consolida, si propone per nuove possibilità.

Una terapia preventiva per conservare dentro di sé l’aspetto giocoso di lettura e scrittura anche quando diventano attività obbligatorie. Alcuni questo gusto lo perdono per sempre, altri lo riscoprono faticosamente da grandi.

Il libro offre a insegnanti e genitori innumerevoli spunti, letture, esempi, racconti e serissimi giochi per scrivere insieme ai bambini praticando tutti i generi narrativi. Ma è interessante per tutti perché racconta anche cinquant’anni di pedagogia italiana facendoci incontrare straordinari maestri di adulti e bambini.

Uno giganteggia e aleggia su tutti e tutto: Gianni Rodari, raccontato dal vivo nell’ultimo capitolo da una maestra romana, Maria Luisa Bigiaretti, esperta di “giocare a parole in una scuola anti-trantran”.
Un libro bellissimo, vitale e incoraggiante, tra i pochissimi che si sono meritati le cinque stelle nella mia libreria di Anobii.

0 risposte a “Il serissimo gioco del racconto”

  1. Luisa Mattia terrà un seminario dal titolo
    Autobiografia dei bambini. E tu chi sei?
    Perché e come condividere con i bambini l’esperienza di un diario
    dal 18 al 20 marzo presso la Libera Università dell'Autobiografia di anghiari
    Per informazioni ed iscrizioni http://www.lua.it

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