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24 Gennaio 2011

L’altra rivoluzione del libro

Potersi leggere un libro tutto di seguito, in una sola giornata, è un lusso e io oggi mi sono goduta questo lusso.

Così, Nella vigna del testo di Ivan Illich alla mano, mi sono sospinta stamattina presto fino alla soglia dell’era libresca – quella che si sta chiudendo –, dove nasce il libro come lo conosciamo oggi e pure l’editing come lo conosciamo oggi.
Soglia che non è affatto il famoso tardo quattrocento quando viene inventata la stampa a caratteri mobili, ma un bel po’ prima.

Quando appare Gutenberg tutto è già pronto. Lo stampatore di Magonza stampa, ma non rivoluziona il libro.
La rivoluzione vera era avvenuta tutta in pochi decenni del XII secolo, più o meno intorno al 1140.
Dalla lettura ad alta voce a quella silenziosa.
Dalla lettura monastica a quella scolastica.
Dalla registrazione della parola all’organizzazione del pensiero sulla pagina.
Dallo spartito al testo.
Dall’orecchio all’occhio.
Dal libro-pellegrinaggio al libro-magazzino.

Dalla lettura corporea a quella mentale.
Dal libro che si può percorrere solo dall’inizio alla fine al libro in cui si può entrare da più punti.
Intorno, le città che crescono e le università che nascono.

A scatenare la rivoluzione, una serie di piccole ma concomitanti innovazioni: l’uso della carta al posto della pergamena, l’adozione della scrittura corsiva, l’introduzione di elenchi alfabetici, titoli, paragrafi, sommari, indici per argomenti, uso di colore e diverse dimensioni del testo come “segnali”.

A fare la cerniera tra un’epoca e l’altra la figura di Ugo di San Vittore, che Illich ci fa conoscere solo attraverso le limpide parole del suo Didascalicon, il primo libro dedicato all’arte di leggere.

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0 risposte a “L’altra rivoluzione del libro”

  1. La scrittura è in continua evoluzione. Così come è ridicolo affermare che tutto è già stato scritto, così è assurdo pensare che il libro abbia assunto una forma definitiva. E non sarà, ancora una volta, solo la tecnologia a rivoluzionarlo ma anche il diverso sentire e percepire che ai nuovi tempi si associa.

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