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risali negli anni

23 Novembre 2010

Meno parole, più emozioni

Lunedì sera ho visto per la prima volta Vieni via con me. I vari pezzetti li avevo visti anche prima, ma in rete, disordinatamente, facendo altre cose e soprattutto dopo averne già sentito parlare.
Gli ascolti stratosferici mi hanno incuriosita e ho capito che mi mancava qualcosa. Così ho deciso di vedere la trasmissione, almeno per una volta, dall’inizio alla fine.

L’ho trovata interessante – per il format, il linguaggio, il  ritmo –, ma non entusiasmante.
Devo dirlo: le cose che mi sono piaciute di più in fondo non sono state le parole, né i famosi elenchi.

Non ho invece staccato gli occhi dalla scenografia con le immagini che cambiavano in continuazione, dalla spazzatura napoletana dietro le parole di Saviano alle onde del mare quando cantava Fossati, fino alle geometrie di sfondo a Renzo Piano. Grandiose, perfette, con ritmi perfetti.

Ovvio che mi sono piaciute perché facevano da sfondo alle parole, senza le quali non avrebbero avuto senso. Mi è tornato in mente Resonate, il libro di cui vi ho parlato qualche post fa, e tutte le considerazioni dell’autrice sulla funzione persuasiva delle immagini nelle presentazioni e di come possano far detonare una storia raccontata dal vivo.

Infine ho trovato magnifiche le coreografie con la folla dei ballerini straccioni, soprattutto quella finale. Non c’era bisogno di una parola in più.

Insomma, mi è sembrato che quello che funzionasse di più non fosse tanto il contenuto, à la Fazio e quindi abbastanza scontato, ma la forma, quel costante sottrarre parole per immettere emozioni che passavano soprattutto attraverso gli occhi e i corpi.

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0 risposte a “Meno parole, più emozioni”

  1. … ..infatti quando le parole ..il racconto era "Tanto "…le emozioni venivano meno ….
    bello il ritmo …
    come sempre grazie dell'analisi ….perfetta ..mi ha permesso di esprimermi

  2. A me una cosa che ha colpito della trasmissione di Fazio e Saviano – per restare nell'ambito di una riflessione sulla parola – è stata l'assoluta cilecca della lista di Fini, completamente fuori registro.
    Quando, nella seconda puntata, Fazio lo annunciò dopo l'intervento di Bersani, fui percorsa da un brivido di eccitazione per la scelta spregiudicata. Sono però bastate poche frasi, perché mi rendessi conto che Fini stava clamorosamente sprecando un'occasione di comunicazione: era fuori posto, fuori registro, inchiodato a un unico modo di esprimere le sue idee – inchiodato al suo mestiere.

    Donata

  3. Ops, mi rendo conto che nel tuo post di ieri (forse l'unico che mi sia sfuggito da quando ti leggo!) avevi messo in guardia proprio dal criticare Bersani e Fini… pazienza! E comunque, certo, stendere liste non sarà facile, ma:

    1. se qualcuno ti scrive i discorsi, magari è un po' meno difficile
    2. la lista di Fini non era debole, o retorica, o insignificante – era completamente fuori registro.

    Ciao Luisa, a presto
    Donata

  4. Sono d'accordo. Curioso che anche Marco Travaglio e Andrea Scanzi abbiano detto di non essere entusiasti della trasmissione, magari anche per altri motivi ma il succo era quello.

  5. non sono d'accordo sul 'contenuto alla Fazio', che in realtà non so nemmeno cosa possa essere e cosa c'entri con gli elenchi. Allora potrei dire che è 'alla Fazio' molto di più il contorno.
    A me invece la presentazione di argomenti su cui riflettere in forma di elenchi mi ha molto emozionata, senza parole di troppo da aggiungere, solo elenchi da ascoltare e da far risuonare dentro ognuno di noi, in contrapposizione agli spazi parlati di Saviano. Il balletto finale è stratosferico.

  6. Penso che quello che c'è di entusiasmante nella trasmissione sia proprio ciò che viene detto, il fatto che venga detto, in questo momento storico.
    La tua analisi appare un po' tecnica e fredda, distaccata e superiore. In sostanza, pecca di quel difetto che attribuisci a Vieni via con me.
    Certo, le immagini di sfondo aiutano, su questo hai detto bene, come sempre mi hai dato uno spunto di analisi in più su un argomento.. 🙂

    Andrea Ballanti

  7. Buongiorno Luisa,
    per una volta non sono d'accordo con lei. La sua analisi riguarda solo il contenitore e non mette in risalto la vera novità del programma: il contenuto.
    Quello che è incredibile – a mio parere – non è quante pause fa Saviano durante il suo monologo o la scelta del monologo stesso o le liste di Fazio, è piuttosto la denuncia di certi fatti in TV in prima serata.
    Una giusta analisi del programma deve considerare tutti gli aspetti e valutare poi nell'insieme, da lontano. Altrimenti finiamo per ingrossare le fila dell'Italia destruens che deve criticare sempre e comunque.

    Tiziana

  8. Sono perfettamente d'accordo con gli ultimi due commenti, e soprattutto sul fatto che questo post sia un po' troppo freddo e distaccato… come a non voler partecipare al contenuto, ma a considerare solo il contesto… e per un'autrice che fa del contenuto il suo mestiere, mi è sembrato davvero poco "alla sua altezza"… molti tuoi post rimangono tra i miei feed, ma questo non merita assolutamente…

  9. Anche io per la prima volta mi trovo in disaccordo con una tua analisi…che forse non può dirsi tale e non pretende di esserlo, ma che 'pesa' allo stesso modo.

    Vieni via con me è un programma di denuncia: per quanto sia una macchina per far soldi come tanti (?) programmi di successo, la lettura che bisogna darne è in primis 'etica', e poi estetica.

    Bruna

  10. Grazie, Luisa.
    Mille volte potrei dirle grazie per un’idea, per un suggerimento, per qualche cosa che viene dal suo lavoro e dal suo sito. E grazie per le piccole perle di arte che spesso ci regala. Ma questa volta il grazie mi viene da dentro, per aver detto ciò che io penso e che cercavo di non dire perché non ho visto le trasmissioni per intero e perché intorno a me anche quelli che “sono sempre contro” questa volta erano ben allineati nel plauso generale. Voglio anche dichiarare che non sono contro Saviano, non mi sento  distruttiva e che non  ho  alcun motivo per poter essere snob, per sentirmi superiore, per giudicare con distacco. Semplicemente non mi associo all’ovazione.  A questo punto però voglio aggiungere che mi spaventa che venga ammessa solo un’analisi a senso unico.
    elisabetta

  11. anch'io sono d'accodo con Tiziana e con Bruna. il programma ha fatto successo perché si è avuto il coraggio di esprimere certi concetti in un periodo in cui la tv offre prevalentemente una visione distorta ed edulcorata della realtà. invece c'è tra le persone ce ne sono moltissime che non si sentono rappresentate, che hanno voglia di ascoltare un'altra verità, che hanno voglia di scendere in piazza. non capisco l'espressione "a la fazio", e fatico a bollare il suo lavoro come "scontato".
    anch'io non mi dilungo in lodi sperticate per la trasmissione, ma ne apprezzo comunque i contenuti ed il modo in cui ci sono stati presentati. non li ho trovati affatto scontati. 
    grazie comunque per gli ottimi contributi che periodicamente mi trovo a leggere sul tuo blog. 

    Daniele

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