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risali negli anni

8 Novembre 2010

A suon di immagini

Ho appena finito di leggere (ma si addice il verbo leggere a un libro che si percorre come un museo o un palcoscenico?) Resonate di Nancy Duarte e voglio scriverne mentre idee, immagini e suggestioni risuonano ancora forti dentro di me. Anche se il sottotitolo è Present visual stories that transform audiences, io ne esco soprattutto con una sensazione di ritmo, quasi sonora.

Di Nancy Duarte molti di voi avranno letto Slide:ology, libro elegante, preciso e molto visivo, che ci ha fatto considerare le slide come una scenografia e le presentazioni come spettacoli da mettere in scena. A noi, aspiranti registi in azienda o all’università, quel libro spiegava molte cose per filo e per segno: quanto scrivere, con quali colori e quali immagini, come impaginare, titolare…
Slide:ology alla mano, io ho rifatto centinaia di slide mie e di altri e ho acquisito sane abitudini che ormai fanno parte del mio modo di lavorare.

Resonate è un’altra cosa. La sua autrice lo definisce il pre-quel del precedente e credo che abbia ragione. Nella mia libreria di Anobii l’ho classificato come Ispirational, perché di pratico insegna molto poco. Ci sono solo un paio di esempi di presentazioni aziendali, il resto ti proietta talmente verso l’alto che del tuo quotidiano ti scordi subito: presentazioni e discorsi di un grande direttore d’orchestra, un premio Nobel per la fisica, uno statistico eccentrico e geniale, Martin Luther King, Kennedy, Lincoln, Steve Jobs.

Eppure della tua presentazione che incombe ti scordi volentieri perché la comunicazione di questi signori viene analizzata, smontata e mostrata con metodi originali che traducono il parlato in diagrammi, paesaggi, immagini che si snodano lungo le due lunghe pagine. Come un iPad, giri continuamente il libro per seguire il ritmo delle linee e dei colori.

Quello che ti resta è ammirazione, entusiasmo, motivazione e fiducia nella capacità di un singolo di smuovere anima e cervello dei propri simili attraverso un lavoro attento, tenace e instancabile sulle parole, i suoni e le immagini.

Per essere il pre-quel di un libro sulle slide, la lezione più bella è che si può comunicare con efficacia anche senza mezza slide, ma con ciò che ci è più familiare, noi stessi.

Il libro si conclude con l’analisi della comunicazione di quattro artisti: Mozart e la forma sonata, Martha Graham e la rivoluzione nella danza, Alfred Hitchcock e la progettazione minuziosa e ossessiva del film, il poeta E. E. Cummings, che solo attraverso le lettere dell’alfabeto ha fatto risuonare i fogli bianchi di inediti effetti sonori e visivi.

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