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risali negli anni

19 settembre 2010

Storie da salvare

Ieri sera ero all’Auditorium di Roma con alcune altre migliaia di persone a sentire Alessandro Baricco che ha letto per un’oretta il suo nuovo libro con il racconto della storia di Don Giovanni.
Il libro fa parte di una collana ideata dallo stesso Baricco per “salvare le grandi storie della letteratura e trovare il modo per poterle raccontare ai bambini di oggi”.

Ogni libro ha nove brevi capitoli, che si leggono ciascuno in circa cinque minuti, la misura modulare per le letture serali al bambino prima che si addormenti.
Oltre a quello di Baricco stanno per uscire I promessi sposi raccontati da Umberto Eco, Il naso di Gogol raccontato da Camilleri e Cyrano raccontato da Stefano Benni.

Anche se non esaltante, la serata è stata molto piacevole. Ne sono uscita rafforzata in alcune convinzioni:

  • Baricco racconta le storie degli altri meglio delle sue
  • l’operazione editoriale dice di parlare ai bambini (non ne ho visto neanche uno nell’enorme Sala Santa Cecilia), ma mira ai grandi che i lunghi e impegnativi originali non hanno più il tempo e la voglia di leggerli; niente di male, anzi, vista la statura dei raccontatori, ma è interessante osservare che prima gli adattamenti si facevano solo per i piccoli e ora ne hanno bisogno anche gli adulti (come testimoniano le bellissime illustrazioni del libro, che però per bambini non sono)
  • Baricco dimostra ancora una volta di dare il suo meglio nella divulgazione e nel marketing della letteratura più che nella letteratura stessa (il logo della collana Save the story è veramente bello).

 

0 risposte a “Storie da salvare”

  1. Cara Monica,Leggo con molto interesse e divertimento i tuoi post! Il tuo blog mi è addirittura utile!!!Un parere su "Save the story". Sono d'accordo con te: Baricco dona il meglio di sè solo nella divulgazione, ancor meglio: nella divulgazione orale. è un bravo affabulatore, padroneggia tempi, pause e durate da vero oratore.Il logo non mi sembra granché e sulla "durata" dell'iniziativa editoriale, mi sbaglierò ma "a povero evento anche può giungere grande inizio".ciao!Lorenzo

  2. da professionista, dovrei vedere il brief da cui e' scaturito il logo, così non mi dice niente.parlare ai bambini? e gli dai una collana letta da altri?recentemente mi sono commossa perche' un padre andava a prendere un gelato con suo figlio….renditi conto…;)MHA!Baricco non mi e' mai piaciuto….

  3. Non conosco la nuova fatica di Baricco, se non attraverso il racconto di Luisa, ma ne approfitto per segnalare un'iniziativa che, a mio parere, ha veramente reso alcuni grandi classici "a portata di bambino"; si tratta della collana della casa Editrice Paramica dedicata all'opera lirica (Cenerentola, Aida, Il flauto magico, etc…).Ho avuto il piacere di conoscere questi meravigliosi volumi, con le loro curatissime illustrazioni, alla Fiera dei Libri per Ragazzi di Bologna del 2009, e di "sperimentarli" davanti ad un pubblico di piccoli lettori .Questi libri parlano veramente ai bambini, sia di tematiche tragiche (vedi Aida) sia di giocose commedie (vedi Il Barbiere di Siviglia)!!!Ciao!Giulia

  4. Giulia,grazie della segnalazione della collana sull'opera lirica.Lorenzo,dare il meglio di sé nella divulgazione di questi tempi mi sembra  tantissimo e per quanto riguarda Save The Story vediamo come va.Devo dire comunque che il volume che mi incuriosice di più sono i Promessi Sposi raccontati da Umberto Eco…Ciao a tutti.Luisa

  5. Splendido post: in poche e pacate parole dici tutto quel che c'è da dire sull'operazione editoriale, su alcune caratteristiche di Baricco, sul rapporto degli italiani coi libri e… sul modo in cui gli editori – paternalisticamente – lo confermano e rinforzano.Sono d'accordo su tutto.

  6. Ciao Luisa. Bel post! Mi hai fatto ricordare di quando ero più giovane e una mia ex-ragazza mi ammorbava con Baricco, che lei adorava. Mi son dovuto leggere anche Oceano Mare! Mi è piaciuto solo '900, un romanzo very smart (se non ricordo male nemmeno 100 pagine) dal quale Tornatore ha tirato fuori, e non so come ha fatto, un filmazzone di oltre 4 ore "La leggenda del pianista sull'Oceano", in cui si salvava solo Tim Roth. Condivido la tua osservazione sulla sua capacità di raccontatore, ricordo un bel programma in TV sull'Opera che mi piacque.Alla prossima!Alessandro.

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