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risali negli anni

28 Aprile 2010

Sensazioni nell’aria

Sarà perché oggi ho aperto ufficialmente la stagione “ufficio all’aperto” e lavoro da stamattina presto in mezzo agli uccelli che cantano e strillano, prima in un sole quasi estivo e ora sotto le nubi pesanti del temporale che tra poco arriva, ma la poesia del giorno della rivista Poesia mi è sembrata scelta apposta per me.
E per celebrare quelle sensazioni che il cambio di stagione ti fa percepire così intense solo il primo giorno, perché poi ti abitui e non le senti più:

Nel mese di maggio

Dal mio giardino si vedono così e non si possono
spiegare
l’accordo dell’azzurro rarefatto e quello del verde
che sale e si fa spazio in certe mattine di maggio
quando il calore viene sulle braccia scoperte
e tocca il tendine d’azzurro e il tendine di verde
che credevamo spenti, nella nostra testa di oggi,
tanti anni fa. In mattine così, la terra si piega
e si anima in cose inanimate come i sassi
nel brulichìo nascosto dalle foglie, nel nostro
essere muti e felici di non avere un nome.

Forse daremo un nome a questa luce sugli occhi,
alla rondine scolpita dall’aria mentre passa,
all’ombra durata un battito sulle nostre mani;
forse saremo infanzia e chiuderemo il pericolo
nel nome del pericolo e allontaneremo le nostre spalle
dalla città abbagliata e splenderanno amate dal caso
e dal vento le nostre impronte quando qualcuno
chiuderà
il cancello dietro a noi, e ci guarderà partire.

Pierluigi Cappello
Mandate a dire all’imperatore
Crocetti Editore 2010

Non conoscevo l’autore Pierluigi Cappello. Ora scopro che ha un sito, con altre bellissime poesie.

0 risposte a “Sensazioni nell’aria”

  1. ….nel nosto essere muti e felici di non avere un nome. Mi ricorda una celebre pagina di Uno, nessuno e centomila di Pirandello. Il protagonista, non più schiavo della " forma", privo d'identità, avverte di essere tutto ciò che vede e percepisce momento dopo  momento  : un albero, una nuvola, il vento. Dichiara che la vita non conosce nomi perchè la vita non conclude. I nomi appartengono ai morti, a chi ha concluso.Ciao

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