scegli cosa leggere tra quasi 2.000 post

scegli per tema

segui il filo di un tag

Abby Covert aggettivi Alphonse Mucha Amos Oz Annamaria Testa appunti architettura dell'informazione ascolto aziendalese Bice Mortara Garavelli black list blog Bruno Munari burocratese Caravaggio carta vs schermo chiarezza comunicazione comunicazione politica consapevolezza conversevolezza copywriting creatività Dan Pink Daniel Kahneman diario Diego Velázquez disconnessione don milani dueparole ebook Economist editing editoria Edward Tufte Elias Canetti email facebook Federico Badaloni fotografia Garr Reynolds George Orwell Gerry McGovern Giacomo Mason Gianni Berengo Gardin Gianni Rodari Giorgio De Chirico Giorgione giornalismo Giotto Giovanni Bellini Giuseppe Pontiggia grammatica guerrilla marketing Guy Kawasaki incipit inglese intranet Isabel Allende ispirazioni Italo Calvino Jakob Nielsen Jhumpa Lahiri John Maeda Jonathan Franzen leggibilità lessico lettura liste longform Luca Serianni Luca Sofri maiuscole manuali mappe mentali Marcela Serrano maria emanuela piemontese Mario Calabresi Mario Garcia marketing marketing del turismo Martin Lindstrom Martin Luther King Maryanne Wolf Massimo Mantellini mobile momenti mostre musei Nancy Duarte Neil MacGregor netiquette neuromarketing Patrizia Cavalli Paul Auster piramide rovesciata poesia powerpoint precisione preposizioni presentazioni public speaking punteggiatura retorica revisione Riccardo Falcinelli ricordi ripetizione ritmo Roberto Cotroneo Roy Peter Clark scuola semplificazione Seo Seth Godin silenzio sintassi sintesi speech writing Steven Krug Steven Pinker stile storie storytelling tagline TED terremoto Tim Berners-Lee tips titoli Tiziano Vecellio tono di voce traduzione Umberto Eco usabilità visual design web writing yoga

risali negli anni

29 marzo 2010

Cornici

Io le chiamo le “frasi cornice”. Sono le frasette introduttive rituali che nei testi delle aziende e delle amministrazioni spesso aprono i capoversi.
Incorniciano le informazioni più importanti e tolgono loro evidenza, perché la nostra attenzione è massima per le prime parole. Un’attenzione che così in qualche modo va sprecata.

Se si tagliano le frasi-cornice in fase di revisione, al contenuto non succede nulla. Anzi. Fate la prova.
Ecco un piccolo repertorio dai miei lavori di editing di questi giorni:

  • a tal fine
  • ciò posto
  • al riguardo
  • in quest’ottica
  • in tale quadro
  • ciò premesso
  • tanto premesso
  • in questo senso
  • in questo ambito
  • più in particolare
  • in questo contesto
  • in questo scenario
  • in questa prospettiva
  • in merito alla questione
  • per opportuna informativa
  • come indispensabile corollario
  • con la presente si comunica che
  • in considerazione di quanto precede.

0 risposte a “Cornici”

  1. Ma certe volte bisogna le cosiddette frasi cornice hanno una loro specifica funzione:fungono da congiunzione per collegare frasi diverseservono a riempire una pagina altrimenti troppo vuota. Che fatica riempire alcune righe di aria fritta perché il tuo boss non accetta di firmare documenti di due righe.GM

  2. A tal fine vorrei ricordare che, ciò posto, talora per opportunità informativa potrebbero, come indispensabile corollario, tornare utili, più in particolare quando, in merito alla questione del riempire il testo, l'autore dovesse trovarsi a corto di materia prima.Ma che bello tagliarle, fortunata 😉

  3. Una volta in cui non avevo idea di come raggiungere il limite minimo di 2000 parole, ho scritto un essay di Diritto Comunitario pieno di "As a matter of fact", "truth be told", "It is an established fact", "It is a well known fact", "But there is no denying that" et caetera similia.Il mio tutor me lo ha restituito commentando che, per non essere di madrelingua, dimostravo un'apprezzabile repertorio di riempitivi ("padding")… potevo, per favore, decorare l'insieme con qualche scampolo di Diritto Comunitario?Sono cose che, quando succedono davanti a un gruppo di quindici persone sghignazzanti, ti curano drasticamente le cattive abitudini!Chiara 

  4. È un'abilità deviante, ma a volte funzionale.

    Mi sono laureata anche grazie alle frasi cornice! I primi cinque minuti di ogni interrogazione spesi ad intortare il professore: “si, certo, dunque, in merito alla sua domanda, potremmo dire che… anche se, scusi professore, la questione meriterebbe una breve digressione, indi per cui, vorrei richiamare la sua attenzione, dire che… bla bla bla”.

    Provo imbarazzo a ripensarci, ma di fatto partivo in quarta e intanto mettevo a fuoco la risposta vera, di sostanza.

    È un mezzuccio, ma come resistere? Sigh.

    Ale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *