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risali negli anni

24 Dicembre 2009

Auguri al nostro io creativo

Sempre più, procedendo nella vita, l’io diventa un io con cui ci identifichiamo e che crediamo di poter definire. Diviene la fonte della nostra stessa identità sociale e personale. Della nostra riconoscibilità. Ci assegna un posto nel mondo e ci dice quali sono le nostre modalità di relazione e di reazione. E’ una sorta di archivio a cui in ogni momento possiamo attingere  per trovare le risposte e gli atteggiamenti da adottare. Già pronti. Già sperimentati. Noti. E incasellati. Basta ricordarli e rimetterli in atto, evitando la fatica di porci davanti alla situazione da affrontare come davanti a una novità rispetto alla quale la risposta è tutta da inventare – e dunque faticosa; e dunque rischiosa. Nell’io in cui ci riconosciamo tutto è già scritto. Ma proprio per questo, poco aperto al possibile. E’ un io che tende a ripetere se stesso, a cullarsi nelle reazioni già note, a chiudersi in difesa della coerenza. Un io recintato, che non permette di esporsi alle vibrazioni della vita e non lascia che i petali del nostro essere si schiudano.
Ma dietro questo io recintato c’è un “Io” ulteriore, che è pura esistenza e che non siamo noi a produrre. Precedente a qualsiasi condizionamento e definizione. Non intrappolato nella costruzione delle identità. Non toccato indelebilmente da nessuna esperienza. Non già definito una volta per tutte. Non ripiegato su di sé. Esposto. Arrischiante. Libero. Un “io” creativo, in cui ancora tutto è potenzialità, in attesa di dispiegamento.

Antonia Tronti, Impara da… Un itinerario tra yoga e preghiera cristiana, Servitium 2006

Questo brano è tratto da un piccolo libro cui sono molto affezionata, che mi accompagna da alcuni anni nel mio percorso di praticante di yoga. Lo ha scritto una giovane teologa italiana.

Per questo periodo di festa e per il nuovo anno i miei auguri di andare alla ri-scoperta del nostro Io più creativo, esposto, arrischiante, libero. Che c’è, anche quando lo abbiamo  perso di vista da tanto tempo.
Ci risentiamo intorno al 4 gennaio.

0 risposte a “Auguri al nostro io creativo”

  1. è un libretto bellissimo. ce l’ho anche io, l’ho acquistato al Monastero di Camaldoli.
    Felice 2010! E grazie per tutti i tuoi impagabili consigli, Luisa!
    paola segurini

  2.  Scrivere è un ottimo modo per disidentificarsi dall’Io: dopo una fase connotata dall’aggiungere (idee, contenuti, forme, strutture, parole) segue la fase del "togliere" (errori, ridondanze, orpelli, pesantezze). Alla fine rimane un testo essenziale e forse dalla sedia si alza una persona più libera.
    Auguri

  3. Grazie Luisa per questi auguri così belli e pieni di significato. Vorrei   scrivere qualcosa in  proposito, ma la mia condizione di disoccupata mi incupisce anzichè aiutarmi a tirar fuori la creatività necessaria alla ricerca di un lavoro. Poche cose condizionano la vita come l’essere  disoccupati. Niente cene con gli amici, niente concerti, teatri, cinema, libri, vacanze, giornate di studio. e aggiornamento professionale. Insomma, una vita grigia, da beccamorti.  Magari qualcuno può pensare che non esco perchè non mi va, o che sono depressa (forse a qualcuno fa anche comodo pensarlo).  Mentre invece ho voglia di fare e andare, potrei avere la valigia pronta in un attimo e invece sono qui a contare i centesimi per far fronte alle spese quotidiane. Ecco, la mancanza di lavoro porta a questo, la creatività, se ce l’hai,  sei costretta ad investirla nelle acrobazie tra spesa alimentare e bollette. E’ triste dirlo ma è così, una tragedia che chi ha un lavoro stabile difficilmente può comprendere. La cosa che più amareggia  è il sentirsi dire che il lavoro non ce l’ha perchè non lo cerchi quando magari hai fatto notte per inviare curricula e cercare tra gli annunci un lavoro dove non venga imposto un limite di età (altra questione spinosa).  Scusa Luisa per lo sfogo,  grazie ancora per gli auguri che ricambio da tua affezionata  lettrice quale sono. Cercherò in questo nuovo anno di impegnarmi di più  per trovare un lavoro, lo devo a mia madre che è pensionata e deve mantenere anche me, ma lo devo soprattutto a me stessa. E alle persone, anche lontane dal mio mondo, che in qualche modo mi sono vicine.

    Letizia
    Forlimpopoli

  4. cara Letizia , prova a trovare  le alternative ai tuoi no….
    Niente cene con gli amici…   trova nuovi amici fuori dalle cene
    niente concerti… ma i concerti sono anche gratis …..e ce ne sono ogni settimana
    teatri    ….. anche questi danno rappresentazioni dove si può pagare … e nel tuo caso puoi evitare offerte troppo alte …
    cinema ci sono videoteche accessibili anche a meno di 2 euro
    ibri… passa alcune ore in libreriua o nella biblioteca della tua citta 
    giornate di studio, aggiornamenti professionali . …con internet puoi ascoltare e vedere incontri e seminari ….
    Insomma restano solo i viuaggi da poter programmare non per adesso ma più in là…..
    forse ho semplificato , ma ilmio motto è "dove finisce la realtà comincia la fantasia"
    tanti auguri

  5. grazie per aver voluto condividere questo pensiero. mi ha fatto bene in questo periodo di ripiegamento su di me e difficoltà a scrivere, a me che scambio spesso la scrittura con la libertà di muovermi in uno spazio dai confini troppo ristretti. ti leggo da tanto e ciò che hai scritto sul mettere a disposizione parole per chi legge e condividere con gli altri  (vedi il tuo bellissimo scritto sul blog e sul perchè scrivere un blog) sono quelle che più ho impresse nella mia mente. ecco l’ho detto finalmente. ce l’ho fatta. ti auguro un anno pieno di quelle passioni ed idee che metti nelle tue parole. francesca

  6. Sono Letizia e ringrazio l’utente anonimo per le alternative suggerite. Per fortuna comprende da sè che si tratta di semplificazioni, perchè di fatto tra amici di solito si va  a cena fuori o anche solo a mangiare una pizza, a meno che  non si frequentino  gli amici in parrocchia o all’oratorio. Film e seminari gratis  online, da soli insomma, niente piacere di condividere con altri le impressioni su una mostra, un film,  o uno spettacolo. I concerti gratis, poi,  sono davvero rari, oppure ti dimentichi i concerti che vorresti vedere e vai ad ascoltare qualsiasi cosa (magari di qualità  ma che non rientra nei tuoi gusti musicali) pur di andare.  Se ti impegni a cercare il gratis in ogni cosa  magari lo trovi. Anche i pranzi, se vai alle mense pubbliche,  li puoi fare gratis……faccio questo esempio un po’ estremo per dire che   gli amici che lavorano non organizzano le uscite basandosi su ciò che non si paga, quindi dovrei andare quasi sempre da sola. Ripeto, lo stile di vita condizionato dalla disoccupazione è davvero difficile da capire per chi non si trova in questa situazione.  La via  è quella di impegnarsi ancora di più per  trovare un’occupazione  e ritrovare la dignità di non dover cercare sempre le cose gratuite perchè avere un lavoro significa non solo non chiedere aiuto ma poterne dare, nel limite dellle proprie possibilità, a chi ne ha bisogno. E superare lo scoglio dei sensi di colpa che scaturiscono dal trovarsi  disoccupati, quel sentirsi un po’ cretini nel non riuscire a trovare un lavoro,  ascoltare  scemenze e luoghi comuni che vogliono la donna mantenuta da un marito,  nell’amarezza del dover dipendere da una pensionata (mia madre) che a stento riesce a far fronte alle sue spese. 
    Grazie a Luisa per aver dato  spazio alla  discussione sul suo blog e un caro augurio per il nuovo anno.

    Letizia
    Forlimpopoli
     

  7.  Come ultimo regalo dell’anno, il tempo mi regala l’incontro con questo blog.
    Mi piace molto: è un regalo in carta d’oro e contenuto di pane: ricco di sapori.
    Tantissimi auguri!
    Emanuela

  8. Buon anno, grande donna!
    Questo è il luogo prezioso dove anche tu sai, che ritorno sempre; perchè è intelligente, generoso e ha un cuore.
    Grazie per tutto quello che mi hai già insegnato e per ciò che sicuramente imparerò  in questo 2010 e oltre..Lunga vita a te, lunga vita al Mestiere di Scrivere!
    Con tanto affetto, Nishanga

  9. Di solito leggo gli oroscopi per farmi una sana risata. Quando ho letto quello di Massimo Gramellini sul mio segno (il Leone) per il 2010, sono rimasto senza fiato.

    "Indossa il più bel vestito spirituale che hai, perché stai per addentrarti in un territorio affascinante e sconosciuto: te stesso. Per salire ancora, devi prima scavare. Ciascuno di noi custodisce un talento unico e irripetibile, ma pochi lo cercano e quasi nessuno lo trova. Perciò troppe vite sono infelici e si intontiscono di emozioni superficiali e sostanze psicotrope. Ma tu sei un Leone e saprai fare silenzio nel tuo cuore per andare a caccia dentro di te e trovare finalmente la ragione vera per cui sei venuto al mondo."

    Chissà perché mi è tornato in mente leggendo il brano che hai proposto di Antonia Tronti. Qualcosa in comune c’è.

    Buon anno,
    Renato

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