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risali negli anni

8 Settembre 2009

Leggere sullo schermo: meno facile di quanto pensiamo

Attraverso il blog 60 Questions sono approdata al dossier La lecture change, nos cerveaux aussi del mensile francese di divulgazione scientifica Science et Vie.
Interamente disponibile online, fa il punto su come stanno cambiando le nostre abitudini di lettura (e il nostro cervello) da quando leggiamo sempre più su schermi grandi e piccoli.

Dopo cinquecento anni in cui ci siamo abituati a leggere su un libro, sfogliando pagina dopo pagina, ora il testo dilaga sui supporti più diversi.
Il nostro cervello si adatta, ma spesso con fatica, e gli studi sull’ergonomia cognitiva cominciano solo ora a darci delle indicazioni su cosa succede nella nostra testa quando leggiamo a gran velocità una pagina di wikipedia, un ebook, un messaggio di Twitter.

Non abbiamo mai letto e scritto così tanto, ma la nostra capacità di comprensione e assimilazione segna il passo.
Alla fatica di decodificare un testo (andatevi a vedere l’infografica con tutti i passaggi che fa il cervello per capire una singola parola) si aggiungono infatti nuovi impegni dovuti a:

  • la velocità e mobilità del testo (scroll orizziontale e verticale, animazioni)
  • convivenza di immagini e suoni all’interno di una stessa pagina, colori di testo, fondo e immagini
  • spazialità del testo (paragrafi, titoli, bottoni).

La lettura sullo schermo ci chiede inoltre di prendere continue decisioni che con il libro ci sono risparmiate: cosa approfondire, cliccare, copiare e incollare, salvare la pagina, proseguire e costruire il percorso di lettura…
E i link, con il loro irrinunciabile valore aggiunto in termini informativi, rendono quasi sempre più difficile assimilare ciò che si legge e possono portare a un vero disorientamento cognitivo.

Le ricerche indicano che l’ideale è leggere prima il testo in maniera sequenziale, senza interruzioni, in modo da farsi il quadro coerente senza distrazioni. Dopo, gli approfondimenti con i link saranno molto più proficui.

Anche la multimedialità, quando non è studiata e ben dosata, nuoce alla comprensione, perché gli effetti della ridondanza possono essere negativi. Lettura e ascolto simultanei aiutano solo nel caso di un testo molto semplice. La spiegazione di un’immagine funziona meglio per iscritto che non con l’audio, cosa che vale in genere per i testi complessi. La lettura del testo scritto segue il nostro personale ritmo, con tutte le pause di cui abbiamo bisogno, senza dover inseguire i ritmi dello speaker.

Siamo solo agli inizi degli studi di ergonomia cognitiva nella lettura da schermo, ma penso a quanto potranno essere utili per esempio per ideare testi scolastici di nuova generazione.
Capire meglio come leggiamo ci aiuterà a organizzare sempre meglio i nostri testi, ma riusciremo a stare ancora pazientemente sulle cinquecento pagine tutte uguali del nostro libro, dove non possiamo cliccare, associare, incollare?

Certo, conclude il dossier: il nostro cervello è plastico abbastanza, purché l’autore sia così bravo da tenerci incollati con il rigore del ragionamento, la piacevolezza dello stile, la credibilità del mondo narrativo che ha costruito.
D’altra parte, la scrittura di rivoluzioni ne ha già conosciute. Come quella di spaziare tra le parole e di introdurre la punteggiatura, che aiutò il passaggio dalla lettura ad alta voce alla lettura “silenziosa”.

0 risposte a “Leggere sullo schermo: meno facile di quanto pensiamo”

  1. Grazie del link.
    Cercavo, ed ho finalmente trovato, un sito in lingua francese alternativo ai soliti (Le Monde ed altri).
    Claudia

  2. Tutte cose che sembrerebbo di buon senso.
    Umberto Eco, credo più di dieci anni fa, si lamentava di come cercando l’orario dei treni da Amsterdam a Utrecht si fosse trovato a consultare l’orario delle ferrovie neozelandesi.
    Qulcuno richedeva (alcuni anni fa) come trucco del mestiere, che il contenuto di una pagina informativa sia contenuto tutto in uno schermo.
    Altri nascondono le barre laterali per non far distrarre gli utenti.
    Altri proibiscono i contentui multimediali in movimento (distraggono dalla lettura).
    Altri consentono i link di collegamento solo in fondo alla pagina….
    Questo per evitare distrazioni e perdita di concentrazione.

    Quello che mi stupisce è il fatto che dopo una ventina d’anni di Internet, ancora si sia di fronte a simili scoperte d’acqua calda. Ma allora di cosa abbiamo parlato in tutti questi anni? Su cosa abbiamo riflettuto? Non abbiamo davvero avuto tempo di fermarci a riflettere?

    Un saluto

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