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risali negli anni

31 Agosto 2009

Tante parole per nulla

Ieri la Stazione Centrale di Milano era un vero bivacco e dopo un po’ ho capito perché: la stazione è in ristrutturazione, le sale d’aspetto erano chiuse (tranne il Club Eurostar), i due unici sordidi baretti non offrivano neanche un posto a sedere.
Nel weekend con bollino rosso, quello del grande rientro, solo poche e scomodissime panche nella stazione della seconda città italiana. In compenso le parole sul cartellone che sbarrava la sala d’attesa erano davvero tante, complicate, in gran parte inutili:

La sala d’attesa è chiusa per il completamento dei lavori di riqualifica della Stazione.
Invitiamo i gentili passeggeri a voler usufruire delle panche posizionate nelle aree comuni.
Al termine dei lavori saranno introdotte nuove forme di accoglienza in Stazione per offrire alla clientela possibilità adeguate e diffuse per l’attesa.

0 risposte a “Tante parole per nulla”

  1. La scarsa attenzione verso i cittadini che fanno uso dei pubblici servizi è talmente consustanziale alla cultura amministrativa di questo paese che i pessimi esempi fioriscono copiosi spontaneamente. E ci dicono in silenzio che tutte le prediche sulla centralità del cliente sono vane, in quanto vissute appunto come prediche, da ascoltare (da buoni cattolici) distrattamente la domenica e dimenticare per il resto della settimana. Ciao Luisa.

  2. Ero anch’io ieri in stazione a Milano e concordo in pieno.
    Quale accoglienza? Dopo un rocambolesco viaggio, sei catapultato a Milano in una baraonda umana, senza nessuna assistenza nè servizio.
    Penso sia una delle peggiori stazioni in cui mi è capitato di andare.
    Comunque bentornata a casa.
    Elisa

  3. Già solo i termini “riqualifica” e “usufruire” mi lasciano sospettoso. E le “possibilità adeguate e diffuse” che mai saranno, e dove bisognerà cercarle?
    Grazie per questo piccolo esempio di inconsistenza delle informazioni.

    Gp

  4. Anche a Napoli è la stessa cosa. E non so se hai notato quegli spuntoni (non saprei come definirli) che aiutano a sviluppare doti da fachiro per i pochi coraggiosi che volessero sedersi sulle “basi” segnaletiche alla testa del binario.
    Mara

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