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risali negli anni

10 Giugno 2009

Farsi capire, otto anni dopo

Mi ero riproposta di scrivere della nuova edizione di Farsi capire di Annamaria Testa dopo aver letto il libro per benino, riga per riga, capitolo per capitolo, matita alla mano.
La prima edizione, quella del 2000, l’avevo letta così, anzi l’avevo proprio “studiata”. Del resto il libro nasceva dall’esperienza di Annamaria nelle aule universitarie.

Avevo già letto La parola immaginata e i racconti di Leggere e amare, due libri che mi erano piaciuti moltissimo.
Il primo, soprattutto, era stato una specie di faro nella mia affannosa e fino ad allora infruttuosa ricerca di riferimenti nel campo della scrittura. Imparai un sacco di cose ma la vera lezione fu capire che forse anche il mio strano ed evanescente mestiere lo si poteva raccontare agli altri, in maniera semplice e appassionata. Con la mia decisione di raccontarlo poi in un sito quella lettura ci entrò parecchio e mi servì da sprone. Non avrei mai avuto il coraggio di farlo in un libro, ma le pagine del web mi sembrarono il luogo giusto per i miei primi tentativi.

Quindi divorai anche Farsi capire, più tradizionale nella scansione (dalla teoria alla pratica della comunicazione), più ampio (c’era proprio tutto dentro: teoria della comunicazione, creatività, storia della retorica, consigli pratici), ma anche un po’ meno compatto rispetto a La parola immaginata e poi a Le vie del senso. Ricordo che nella prima parte saltai qualche pezzetto e mi concentrai soprattutto sulla seconda, terreno evidentemente allora più sicuro per la copywriter consumata che aveva già prodotto il passaparola di Perlana e Liscia, gassata o Ferrarelle?

Quando ho aperto la nuova edizione non ho potuto fare a meno di aprire anche la prima e il divertente gioco del confronto mi ha preso la mano, per cui eccomi qui a scriverne subito.

Prima di tutto, è un vero nuovo libro nel senso che l’autrice non ha furbescamente aggiunto uno o due capitoli alla fine, come sempre più spesso si fa oggi, ma lo ha riscritto otto anni dopo. Otto anni in cui ha approfondito i temi della creatività e del web e in cui lei stessa ha ideato e realizzato un sito.

Il nuovo libro è più coerente, sicuro e leggero: meno citazioni dai teorici della comunicazione, teoria più stringata nell’esposizione ma non nei contenuti, più immagini, e soprattutto tanti più esempi dal lavoro e dalle letture di questi anni, da Kapuscinski a Obama.
Tutte le novità si innestano sul solidissimo e indovinato impianto della prima edizione: ogni capitolo con la presenza forte della voce narrante di Annamaria e gli schematici ed efficaci Riassumendo finali, più il ricco capitolo Testi e siti: qualche suggerimento (ben dieci pagine di indicazioni, molte inedite per me).

Questa volta il libro esce in edizione economica, una scelta che apprezzo tantissimo: oltre 400 pagine costano 11 euro, e le parole non appaiono stipate ma sono leggibilissime.


0 risposte a “Farsi capire, otto anni dopo”

  1. Con l’estate pure io invertirò i ritmi di lavoro…. meno produzione e più pannolini. Speriamo che Lia mi dia il tempo di leggere e seguire i tuoi preziosi consigli. Grazie

  2. Grazie per il consiglio! Ti dirò che mi piace anche molto come è stato impostato il sito http://www.nuovoeutile.it nato sotto la supervisione di Annamaria. L’ho scoperto grazie ad una tua segnalazione e devo dire che seguendolo con costanza riesci ad imparare davvero tanto!

  3. Prendo nota. Farsi capire è ancora molto difficile nella pubblica amministrazione. Io ci provo sempre a scrivere in modo chiaro e semplice, ma, ahimé, vengo gentilmente invitata ad essere più oscura e formale 🙁
    Salutissimi, Annarita

  4. Grandissima recensione per un grandissimo libro.
    Rimpiango solo di non aver avuto ancora il tempo di fare un confronto analitico fra le due versioni: deve essere divertentissimo e interessantissimo osservare nel dettaglio come Annamaria ha riscritto, fatto editing, cambiato, tolto, aggiunto…

  5. Sono una ragazza neolaureata in Lettere Moderne con il desiderio di muovere i primi passi nel mondo della scrittura professionale. La triade di libri consigliata sembrerebbe essere interessante, e avendo del tempo libero a disposizione prima di tuffarmi nel mondo del lavoro, ne prendo nota sperando di imparare alcuni trucchi del mestiere. 😉 Nel frattempo sto leggendo “Il mestiere del copy” di Michelangelo Coviello. Qualcuno di voi lo ha già letto?

  6. Il mestiere del copy di Michelangelo Coviello? Sì, l’ho letto. Così come ho letto Farsi Capire della Testa. Sono testi che fanno molto per chi vuole scrivere in maniera professionale.

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