Negli ultimi otto anni la presenza di termini inglesi nelle pubblicazioni aziendali italiane è aumentato del 773%: è il risultato di una ricerca svolta dalla società di traduzioni Agostini e Associati (via rassegna stampa Treccani).

Negli ultimi otto anni la presenza di termini inglesi nelle pubblicazioni aziendali italiane è aumentato del 773%: è il risultato di una ricerca svolta dalla società di traduzioni Agostini e Associati (via rassegna stampa Treccani).

E’ chiaramente colpa della diffusione inarrestabile dell’inglese se sul sito della Agostini e Associati, a questa pagina
http://www.agostiniassociati.it/marketing.php
si dice: “…il corretto posizionamento _della vostro marchio_ in 60 lingue,…”.
Domanda: che ci fa Agostini e Associati nella rassegna stampa Treccani? In altre parole, non comparendo tra le prime 30 società di servizi linguistici del mondo (l’unica italiana è, ahimè, Logos, sedicesima), quale autorevolezza si può riconoscere a A&A?
E perché parlare di “importazione” invece di “prestito”?
Performance, poi, è di derivazione anglosassone? E competitor?
Infine, 58 milioni di parole in 10 anni non sono un po’ poche per questo tipo di analisi, anche in considerazione di un possibile notevole tasso di ripetitività, nei clienti e nel lessico?
La domanda chiave, però, è: anche volendo prendere per buoni i dati, quanta responsabilità hanno gli autori dei testi, almeno quelli di marchette?
Risposta: i commenti sono sempre stimolanti come stimolante è la ricerca che abbiamo fatto come Agostini Associati tanto che il radiogiornale di Radio24 ne ha dedicato la controcopertina.
Non pretendiamo di essere autorevoli ma riteniamo di avere il materiale per poter svolgere una ricerca sull’Itanglese: i 58 milioni di parole sono riferiti al solo 2008.
Per poter vedere altri commenti vi segnalo:
http://www.agostiniassociati.it/itanglese-commenti.php
Spero di sbagliarmi, ma l' Italiano è una di quelle lingue destinate a sparire purtroppo!! In Francia e spagna l' infiltrazione di alcuni termini che da noi sono presenti oramai da decenni faticano a fare presa e si è fieri di utilizzare terminologie autoctone anche se un po ridicole.