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risali negli anni

7 Settembre 2008

Radici. E sradicati.

L’altro giorno ci avevo dato solo una sommaria occhiata, ieri me lo sono letto dall’inizio alla fine e confermo: È più facile scrivere bene che scrivere male di Massimo Birattari è un libro straordinario, fatto di una leggerissima densità dall’inizio alla fine.
Densità di idee intelligenti, esperienze dirette, brani letterari scelti e analizzati con amore.

Vi trovate Galilei, Gadda, Calvino, Meneghello, Ungaretti, Montale, Gianni Brera… no, non è un libro di scrittura creativa, ma un “vero” manuale di scrittura professionale.
Vero, perché fa capire in modo semplice che anche i brevi testi di una lettera al cliente, una comunicazione aziendale, un articolo per la newsletter di una Asl o un lancio di agenzia saranno tanto più chiari, efficaci e interessanti quanto più la cultura del loro autore affonderà le sue radici in quello sterminato e nutriente humus che è la letteratura. Più profonde e ramificate le radici, più lucidi e succosi anche i piccoli frutti.

Galilei maestro di argomentazione, Ungaretti di sintesi, Montale di figure retoriche, Gadda e Brera di felici contaminazioni, Manganelli di illuminanti ossimori.
È stata una lettura vivificante e consolante, dopo un giro deprimente nei blog dei più acclamati business writer americani.

La ricerca e la proposta della formula magica, della sigla vincente ormai impazza: oltre il classico KISS (keep it simple, stupid) le 4 C (clarity, cut, color, carats) su Copyblogger, AIDA (attention, interest, design, action), ACCA (awareness, comprehension, conviction, action), 4P – Picture, Promise, Proof, Push, Star-Story-Solution sul blog del guru Bob Bly.

0 risposte a “Radici. E sradicati.”

  1. Penso (con molta sincerità ed umilità) di averne bisogno. Ci faccio un pensierino. Colgo l’occasione, cara Luisa, per complimentarmi per l’articolo apparso su “internet Magazine”: chiarissima come sempre. Virtualmente, Antonello

  2. Ciao Luisa,

    cosa ne pensi di “L’ italiano. Lezioni semiserie” di Beppe Severgnini? Hai avuto modo di leggerlo? Dall’introduzione mi dà l’impressione di essere piacevole e leggero pur trattando un argomento “semiserio”!

    Mi fido dei tuoi giudizi… Buon lavoro

    Eleonora

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