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risali negli anni

12 Giugno 2008

Il plain language del gelataio

Ieri, seduta al tavolino di una delle migliori gelaterie romane, non ho potuto fare a meno di ammirarne una soluzione comunicativa un po’ originale.

Un discreto cavalierino al centro di ogni tavolo riportava da una parte la comunicazione formale: I tavoli sono riservati al servizio con cameriere. Dall’altra la comunicazione popolare, in plain language: Non ci siede al tavolo con coni e coppette.

Certo, forse bastava la seconda, magari meno perentoria, oppure la versione in italiano e quella in inglese, ma l’idea della “versione spiccia” mi ha divertita.

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0 risposte a “Il plain language del gelataio”

  1. Scusa Luisa, non centra niente, ma colgo lo spunto per notare quanto sia costoso sedersi ad un tavolino della capitale per bersi un caffé o altro e riposarsi dopo la lunga camminata del turista. D’altronde in molte guide turistiche straniere viene chiaramente consigliato: “non sedersi ai tavolini perché costa come un pranzo”. Perché non riusciamo ad avere il mondo che vorremmo, pieno di bar con terrazza e prezzi modici, per esempio?

  2. Le coppette e i coni si prendono nelle migliori gelaterie, poi si va a sedere a bordo fontana, su una panchina o su un gradino. C’è solo l’imbarazzo della scelta: le location sono tutte di sogno e tutte gratis 🙂

    Luisa

  3. Ne avrei fatto uno solo, magari un po’ più lungo ma decisamente più simpatico…per esempio:
    “Gentili clienti, i tavoli sono riservati al servizio con cameriere, perciò i coni e le coppette non bastano per potersi accomodare liberamente… ma se provate il nostro meraviglioso banana split o l’affogato al cioccolato più buono di roma, vi forniamo anche un cuscino!” 🙂

  4. Mai che ci fosse, neanche una volta, scritta una delle paroline magiche “Per favore” o “Grazie”.
    E dire che persino mio figlio di tre anni riesce a dirle facilmente e in modo appropriato.
    Ciao!
    Chiara

  5. Ciao Luisa,
    chissà che non si riesca a breve a prendere un gelato insieme sul terrazzo di casa nostra, sedute a un tavolo senza cavalierini…spero di sentirti presto!

  6. La versione “parla come magni” la trovo simpatica, mentre la formale fa venir voglia di sedersi al tavolo, chiamare il cameriere e dirgli “un cono, please!”

  7. Ciao Luisa,
    tempo fa girava per e-mail una foto di una saracinesca romana su cui c’era scritto, in un inglese impeccabile, qualcosa come “I turisti sono gentilmente pregati di non parcheggiare qui davanti”. E più sotto la versione spiccia per i connazionali: “Avete rotto li cojoni!”.
    Io preferisco sempre le versioni spicce 🙂

    Voglio farti tanti complimenti sinceri per il tuo blog, è tra i miei preferiti. Oggi ho comprato “Il mestiere di scrivere”, lo leggerò presto e magari avrò anche la presunzione di recensirlo sul mio blog 😉

    A presto,
    Andrea

  8. Non credevo che questo piccolo post avrebbe avuto tanti commenti. Ero persino indecisa se scriverlo, perché mi sembrava davvero una minuzia.
    E’ che trovo la realtà quotidiana molto ricca di spunti istruttivi per lo scrittore professionale.
    Per certi versi rimpiango molto il periodo in cui andavo tutti i giorni al lavoro in metropolitana.
    Alla sera avevo sempre qualcosa da scrivere. Qualcosa che avevo letto sui muri o su un volantino, oppure ascoltato.

    Luisa

  9. Roma è un mondo a se, un po’ come Napoli. Qui la comunicazione necessita di livelli e di approcci differenti, sia quella scritta che quella orale. Così nascono esperimenti creativi di grande efficacia, messaggi multilevel, piccole perle di quotidiana retorica. Metafore e neologismi per “ingaggiare” il dotto e l’uomo della strada, per attrarre o per divertire, come i cartelli appesi al collo di Pasquino. Tra gli altri citerei il pannello integrativo fatto in casa, letto sotto uno dei tanti divieti di sosta della capitale: “Vale pé tutti!!!”

  10. I motori di ricerca sono fantastici…
    oggi ero in cerca di notizie sulle gelaterie romane e mi è capitato il tuo blog.
    Ho letto ed ho sorriso per una comunicazione così veloce ma di impatto non indifferente…
    e veramente divertente!
    ciao, liù

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