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risali negli anni

28 Febbraio 2008

Avverbi velenosi

L’uso degli avverbi andrebbe concesso solo a chi sa farne buon uso. Ci vorrebbe un esame apposito.
Agli scrittori professionali, agli aspiranti tali, ai tecnici prestati al marketing, bisognerebbe invece proibirlo. Così non fanno danni. In tutte le discipline, si comincia dalle cose semplici, poi pian piano si passa a quelle più complesse. Gli avverbi sono tra queste. Per usarli bene, bisogna sapere che farsene.

Lo so, la mia è una posizione estremista, ma provate a passare una giornata a riscrivere, semplificare, tagliare testi che dicono in venti righe quello che può benissimo essere detto in cinque. E molto, ma molto meglio.
Ho buttato al cestino una quantità di avverbi che nemmeno ricordo, e uno su tutti: opportunamente.
E’ un’epidemia.
Ma chi ha cominciato e come si è propagato il virus?

  • una soluzione ERP di mercato, opportunamente parametrizzata e personalizzata
  • dati opportunamente elaborati a fini statistici
  • password opportunamente distribuite
  • una manifestazione opportunamente destagionalizzata

Ci mancherebbe altro che si non si agisse opportunamente! Soprattutto quando si magnifica qualcosa su una brochure o su un sito.
Per non parlare dei limitatamente, frequentemente e… normativamente.

Sarò stanca e avrò le traveggole, ma i lunghi avverbi di modo mi sembrano stasera tanti serpentelli che si insinuano ad avvelenare il testo. Per far male a chi scrive e a chi legge.

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14 risposte a “Avverbi velenosi”

  1. il tuo articolo sugli avverbi casca opportunamente a fagiolo. Soprattutto quando, frequentemente, si ha a che fare con testi che inopinatamente contengono molti avverbi.
    Cordialmente
    Alessandro

  2. Mi pare giusto.
    L’avverbio, lo strumento più raffinato dello scrittore. Già, l’avverbio altera il significato del verbo e fa ci amare malamente, sentire debolmente… ma anche rubare o tradire opportunamente.

  3. …che perdita di tempo usare gli avverbi , inquinano la frase e i contenuti, vengono usati per “truccare ” parole inadeguate , penso che una ricchezza di linguaggio non ha bisogno di avverbi
    l’uso degli avverbi dilata la conversazione penalizzando il vero contenuto e se si usa un’analisi economica: un costo del tempo senza ritorno….
    pina

    • Si,lo so cosa intendi: che la paura non e8 giictifusata perche8, il Rischio non esiste, visto che, in definitiva, non si puf2 morire o sopravvivere . Sono d’accordo con te, ma lo sono adesso che si parla in maniera generica e quindi uso la logica. Ma quando in ballo ci sono, ad esempio (ma non solo) i sentimenti, i rischi sembrano reali, minacciosi, tanto terribili da illudere la mente che, se fallirai, sarai spacciato. Perche8 quando le emozioni prendono il sopravvento la logica non trova pif9 spazio.E’ vero che e8 tutto sbagliato, ma purtroppo succede cosec e io continuo a credere che alla base ci sia soprattutto una fiducia in se stessi troppo scarsa (dovuta anche a quanto scritto nel commento precedente).Parlarne fa bene, si impara ad ammettere, e accettare, di aver fatto dei grandissimi errori proprio per non essere stati capaci di rischiare (che, alla luce di quanto stiamo discutendo, tradurrei in un pif9 realistico osare ).Conto che mi serva soprattutto per agire diversamente, puntando pif9 alla felicite0 piuttosto che ai doveri.ciao!

  4. Io, invecemente, da quando ho sentito Antonio Albanese, aggiungo gli avverbi, avverbiamente, dappertuttamente.

    J. che è triste perché Clelia M. è latitante da un po’.

  5. Io trovo usurato l’avverbio praticamente, magica parolina creata apposta per guadagnare tempo quando si parla! Basta provare ad ascoltare un’interrogazione, un esame, la risposta ad una domanda inaspettata…è un meraviglioso fiorire di praticamente!

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