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risali negli anni

6 febbraio 2008

Brividi

L’articolo di Michele Smargiassi su Repubblica di oggi sull’analfabetismo dei laureati fa venire i brividi… ci torno sopra appena ho un attimo. Intanto leggiamocelo.

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13 risposte a “Brividi”

  1. E’ tutto vero. Io che da anni faccio corsi di scrittura al Politecnico mi ritrovo spesso a fare lezioni di grammatica da elementari. Per non parlare di Scienze della comunicazione.
    Ma non ci sono solo giovani italiani che superano maturità e laurea senza sapere dove mettere le h. Ci sono anche non pochi studenti stranieri che si laureano da noi senza imparare una parola di italiano. Vorrà dire qualcosa?

  2. … e vogliamo parlare dei laureati che si proclamano giornalisti? i cui pezzi, privi di soggetto e con i verbi accordati a sorteggio, si vedono tranquillamente pubblicati su qualsiasi rivista? con splendidi paesaggi dove abbondano alberi che degradano verso valle? per tacere poi della punteggiatura, con unici segni buoni per tutto, le virgole, distribuiti un tanto a riga…
    la situazione è, per quanto riguarda me, che scrivo per campare, tanto sconfortante che spesso medito di cambiare mestiere.

    viste l’assennatezza e l’intelligenza dei suoi commenti, aspetterò con interesse i prossimi post sulla questione.
    grazie, a presto
    clarissa

  3. La cosa tristemente ironica è che sulla homepage di Repubblica di oggi appare, oltre al link a quel bell’articolo, anche questo :

    “A Palermo tre giovani finiscono in manette dopo quando la vittima, una giovane donna, si rivolge ai carabinieri.”

  4. Una studentessa che mi ha scritto un’e-mail per chiedermi qualche informazione, qualificandosi all’inizio con cognome e nome, conclude così:
    Cara dottoressa, la ringrazio a priori per la sua disponibilità

  5. Frequento l’università e i miei esami sono imbarazzanti, un insulto all’intelligenza!

    Ti chiedono di essere analfabeta, di rispondere alle domande con una crocetta.

    Oltre al non saper scrivere, c’è il non saper parlare. Gli esami orali sono sempre più rari.

    Di che cosa ci meravigliamo?

    Laura

  6. Ebbene sì, una triste realtà che noi studenti sentiamo molto presente… e temiamo di farne parte.
    Grazie a Dio quest’anno hanno permesso anche a noi “linguisti” (ci insegnano anche l’arabo ma non ci insegnano a scrivere in italiano) di frequentare un corso di scrittura (con la prof.ssa Cosenza).
    Ben venga, ben venga!

  7. mi capita spesso di correggere, da diplomata in ragioneria!, testi di altri, laureati, e provo imbarazzo; un po’ per me (sarò presuntuosa? non sarà che famigliari è diventato più corretto di familiari – è antiquato, aggiornati !?!) e un po’ per loro, che hanno avuto la fortuna di poter studiare e non ne hanno approfittato fino in fondo… Visto che il giudizio altrui è però sempre caratterizzato dalle etichette, mi ringraziano, se non dico nulla della mia formazione, e si indignano se invece confesso candidamente che non ho lauree di alcun tipo…. penso che crescere sia sapere che non sai, e che hai ancora molto da poter imparare, non trova? Perché non si riparte con l’umiltà?
    Antonella

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