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7 Gennaio 2008

Le storie di Internazionale

Il numero a cavallo dell’anno di Internazionale si intitola Storie e raccoglie gli scritti di alcune scrittrici di tutto il mondo, con bellissime illustrazioni come è nella tradizione della rivista.

Siccome sono storie che si possono leggere tutto l’anno, non l’avevo ancora sfogliato.
Se lo segnalo ora, è soprattutto perché contiene la traduzione italiana di un saggio molto bello di Zadie Smith sulla scrittura e la lettura che avevo già leggiucchiato sul Guardian mesi fa: Fail better, che si ispira ad alcuni versi di Samuel Beckett (Ever tried./Ever failed./No matter./Try again./Fail again./Fail better.)
L’ho di nuovo gustato molto, soprattutto le riflessioni sulla lettura e il lettore:

Leggere, se fatto come si deve, è difficile tanto quanto scrivere – ne sono davvero convinta. Chi equipara la lettura all’esperienza essenzialmente passiva di guardare la tv, vuole solo svilire la lettura e i lettori. La similitudine più calzante è con il musicista dilettante che sistema lo spartito sil leggio e si prapara a suonare. Deve usare le competenze acquisite con fatica per suonare quel brano musicale. Quanto maggiori sono le sue competenze, tanto più grande è il dono che fa al compositore e quello che il compositore fa a lui. E’ una nozione di lettura che ormai sentiamo proporre di rado. Eppure quando fai esercizio di lettura, quando passi del tempo con un libro, la vecchia morale dello sforzo e del compenso è innegabile. Leggere è un’abilità e un’arte.

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7 risposte a “Le storie di Internazionale”

  1. Grazie, me ne devo ricordare. Di chi è la traduzione del saggio di Zadie Smith? Perchè so che alle trad di Internazionale lavora anche la bravissima collega Marina Astrologo…
    [Ippe]

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