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risali negli anni

13 Novembre 2007

I mille occhi del bambino Bruno

“L’uomo di Munari è costretto ad avere mille occhi, sul naso, sulla nuca, sulle spalle, sulle dita, sul sedere…”

ha scritto Umberto Eco del nostro più grande designer del novecento.
E in effetti passare un paio d’ore tra le creazioni di Bruno Munari, come sono riuscita a fare domenica pomeriggio, significa moltiplicare i punti di vista, avere la sensazione di affondare lo sguardo – come un periscopio – dentro i volumi chiusi delle cose, oltre la superficie dei materiali e gli orizzonti delle stanze e delle case, oltre il tempo, scambiando preistoria e futuro.

Quello che si riesce a vedere e che improvvisamente appare così chiaro, sono forme e verità semplicissime, talmente semplici che la prima cosa che ci si domanda è: “Ma come ho fatto a non pensarci anch’io, a non vederlo prima?”
Tanto più che gli oggetti di Munari – un libro, un quadro, una forchetta, una lampada, una porta o un portapenne – non sono sogni o visioni, ma oggetti funzionalissimi, di cui sentiamo immediatamente il bisogno.
Tanto più che questi oggetti rispondono a bisogni molto speciali: essere sereni, riuscire a sorridere e a meravigliarsi, vivere momenti di bellezza e felicità nella vita di tutti i giorni.

Un libro, quindi, può anche essere illeggibile, fatto solo di fogli colorati e di fili e palline. Ma che importa? Non deve trasmettere informazioni, ma anticipare ai bambini – prima ancora che siano in grado di leggere – che nei libri troveranno tantissime sorprese. Una funzione da poco?

Un libro può anche avere le dimensioni e la morbidezza di un materasso, ma un materasso colorato da sfogliare e in cui il bambino può fare un pisolino e un breve sogno.

Una scultura può essere bidimensionale, fatta di un cartoncino colorato formato A4, stare tra le pagine di un libro e prendere vita solo quando la si piega. La sua funzione? Rallegrare un’anonima stanza di albergo durante un viaggio.

Anche le scritture impossibili di popoli sconosciuti formano interi alfabeti completi e coerenti, assolutamente plausibili come le più azzardate ma credibili realtà della fantascienza.

Nella porta di ingresso di una casa possono essere integrati oggetti che parlano degli abitanti in maniera ancora più esplicita del campanello con il nome, come le corde tese di un violino per la porta di un musicista.

Per vedere tutte queste belle e semplici cose, ci vogliono tanti occhi come ricordava Eco, ma occhi che abbiano saputo conservare stupore e candore da bambini.

Per questo Munari ha dedicato ai bambini tutta la sua vita e in tutta la sua vita non ha mai smesso di giocare con rigore e leggerezza.

MunArt, il miglior posto in rete per conoscere Bruno Munari >>

11 risposte a “I mille occhi del bambino Bruno”

  1. Io non so disegnare, non sono un’artista, ma ho sempre amato molto Munari per questa sua grande creatività che io penso sia utile anche nella vita di tutti i giorni, per inventare starde nuove, nuovi modi di essere, per vedere gli altri da un altro punto di vista, un problema, insomma tutto. Per me è un maestro di vita. Giulia

  2. oggi sono andata a sfogliarmi tutti i libri in esposizione alla libreria Corviale a Roma…e, pur conoscendo il maestro e amandolo da tempo, mi sono ancora una volta emozionata e stupita come una bambina
    simonetta

  3. Quando qualcuno dice:
    questo lo so fare anch’io,
    vuol dire
    che lo sa Rifare
    altrimenti
    lo avrebbe già fatto prima.

    ( Bruno Munari )

  4. Haiku
    Un Ikebana
    di parole

    ( Bruno Munari )

    Quando il progettista
    è povero di idee
    spesso usa materiali
    molto preziosi.

    ( Bruno Munari )

    L’uovo ha una forma perfetta
    benché sia fatto col culo.

    ( Bruno Munari )

  5. L’editore che ha in catalogo i libri più belli di Bruno Munari è Corraini di Mantova, ma non è facile trovarli in libreria. Vi consiglio di sfogliare il suo catalogo direttamente dal sito http://www.corraini.com o, se potete, di recarvi da lui per vederli e toccarli con mano. Ciao.

  6. Sulla mia scrivania il piccolo grande libro “Fantasia” di Bruno Munari ha un posto privilegiato, è obbligatorio leggerlo e rileggerlo. Nella libreria i libri che ho sempre amato: ”Nella notte buia” e molti altri, edizioni limitate di Corrraini.

    Mi piace ricordare il laboratorio per bambini Giocare con l’ Arte alla Pinacoteca di Brera (1977) 🌸

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