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risali negli anni

15 Luglio 2007

L’ultima di Nielsen

Volete dimostrare al mondo e ai clienti che le vostre sono competenze di altissimo livello? Scrivete lunghi articoli ed evitate come la peste i post dei blog, scritti all’insegna della velocità e della superficialità.
Anzi, se non avete capito bene, ecco un’utilissima tabellina facile facile:

articolo

post

 

 

profondo

superficiale

originale

scopiazzato

basato sulla diretta esperienza dell’autore

ispirato da esperienze e idee altrui

I blog vanno benissimo per le intranet e per i siti per vendono prodotti a buon mercato, tipo i pistacchio da sgranocchiare, ma non per autorevoli siti di aziende B2B, che vogliono costruire con i loro clienti relazioni durature, basate sul rispetto.
Gli articoli possono anche essere pubblicati con una piattaforma blog, l’importante è che non assomiglino a dei post. Che siano chiusi, lunghi, senza link o alcuna connessione con la blogosfera. Non ne vale la pena. Segue, a dimostrazione, un calcolo completo di istogramma.
Meglio, molto meglio, stare lontani da quella plebaglia dei blogger, che si nutrono a dolci e wikipedia.
Meglio, molto meglio scrivere dei bei testi lunghi e approfonditi per i quali i potenziali lettori e clienti sono disposti a sborsare molti soldi.
Insomma, prendete esempio da me. Da anni, gratis non elargisco più nulla, se non luoghi comuni o sparate come questa.
E’ il succo dell’ultima Alertbox di Jakob Nielsen, datata 9 luglio 2007.

14 risposte a “L’ultima di Nielsen”

  1. (scusa la lunghezza, ma…)

    Hai perfettamente ragione su un paio di cose: molti guru si godono a bersi il cervello (nel senso che ogni tanto devono rovesciare il banco per far finta di essere più avanti e giustificare la propria parcellona) e tu fai bene ad elargire gratuitamente solo sparate e luoghi comuni (grazie!).

    Però questa idea di post un po’ più lunghi, medidati, argomentati e stilisticamente curati, non è del tutto peregrina. Almeno per un paio di buoni motivi.
    1. La blogosfera (?) è sempre più bersagliata da mitragliate di suppostine informative che diffondono i sintomi della bulimia cognitiva.
    2. Noi blogger di terza fila (provinciali, direbbe quel prezzemolino mediatico di Severgnini) siamo tanto affetti da narcisismo autoreferenziale che – più o meno consapevolmente – spingiamo il blog verso l’onanismo comunicativo.

    Dopo il diluvio informativo di questi anni gli attori delle scuole (il mio campo di azione) e delle aziende (il tuo?) rischiano di essere spossati dalla gragnola quotidiana di microcubetti di presunto sapere e forse saranno veramente più attirati da testi coerenti, da ragionamenti articolati, da fili di discorsi che recuperino – almeno in parte – un po’ di sano olismo.

    Buona vita. Agati.

  2. Grande Luisa i “siti per vendono” sono i “siti che vendono” vero? per i pistacchio da sgranocchiare suggerirei pistacchi, che ne dici?! un bacio, con tanto affetto Gio

  3. Quello che trovo irritante nell’articolo di Nielsen è la miscela di argomenti validi con generalizzazioni improprie (e non è credibile che siano originate da ingenuità). Come non essere d’accordo sul fatto che un articolo originale e ben argomentato abbia maggior valore di un post composto da un link e una frase che dice “guardatevi questo video/leggetevi questo articolo, è bellissimo!”… Quel che manca completamente all’argomentazione di Nielsen (e ne avrebbe fatto un articolo valido) è un tentativo di analizzare quali siano i comportamenti e gli strumenti stilistici in grado di dare un valore specifico al medium. Così com’è, la ritengo soltanto una logorroica e presuntuosa filippica.

  4. Solo una cosa: io scrivo quasi sempre commenti ai blog che frequento, molto lunghi e articolati… sentendomene in genere discretamente in colpa.Ma se c’è una cosa da dire, credo vada detta in modo chiaro ed esasustivo. Ora sono finalmente giustificata… Mamma mia, che bello!
    Grazie!!
    🙂
    😀

  5. Neanch’io scrivo cose nutrendomi di dolci e e wikipedia (al limite, wikipedia è più
    veloce di untesto per controllare una data sulla quale ho dei dubbi…).
    In momenti di crisi “esistenziale” al massimo vado a riesumare i miei appunti universitari…. fa piacere non essere la sola a provare insoffereza per dolci e wikipedia: come diceva De André, “per stupire mezz’ora , basta un libro di storia” e mi pare che la lezione la abbiano imparata persino in troppi…
    Blogosfera e libertà vanno bene, ma quanto inutile rumore di fondo generano… forse tornare a un internet per chi lo usa per lavoro, distinto da chi lo usa per gioco o diletto, non sarebbe una pessima idea.
    E ora lapidatemi…

  6. Lanciai, ormai parecchi anni fa, un sorta di motto araldico del web writer che piacque molto al nosto comune conoscente Ale: “in principio era in Verbo , e il Verbo era Dio, e il Verbo era presso Dio”. E’ ovviamente l’inizio del Vangelo di Giovanni, il più esoterico e intrigante…Credo che niente renda meglio l’importanza e il senso della parola sul web, ancora a distanza d’anni…

  7. Mi è piaciuta moltissimo l’ironia di questo post: trovo che – come in tutte le cose – si debba trovare il giusto equilibrio tra post “veloci e paratattici” e lunghi articoli da pubblicazione scientifica.

    La Rete è un grande mare pieno di fascino ma come tutti i grandi mari può nascondere insidie: luoghi oscuri dove non vige il rispetto per la lingua, per la cultura, per le fonti.
    Ma se impariamo questo rispetto può essere una gran fonte di conoscenza.

    Siamo noi che ci scriviamo ad avere questa responsabilità a mio modo di vedere.
    Personalmente, grazie ai miei blog e ai blog degli altri ho imparato moltissime cose!.

    Complimenti all’autrice del quaderno sulle Metafore che ho trovato davvero ben fatto e comprensibile. Il suo stile ortografico mi ha davvero convinto!

    Francesca Sanzo

  8. Non sopporto chi spara sentenze!il tono di chi si mette in cattedra già mi fa nascere dentro un “pregiudizio” su ciò che dirà. difficile da superare!…Il caro JaKob dovrebbe imparare invece a dire la sua e a lasciare che siano gli altri a giudicare e scegliere. Si vede che non ha mai letto il tuo blog cara luisa!!!:-)) la tua affezionatissima simonetta

  9. Per non essere fraintesa, pochi post fa scrissi che mi pareva sovente il “guru” di turno se ne uscisse con una visione riveduta e corretta, così da parere nuova, della solita zuppa. Personalmente penso che solo le vie del Signore siano infinite, certo non quelle della scrittura professionale! Ma capisco anche che chi ha un piedistallo da difendere, lo faccia; se bene o male, poi, è un altro discorso.
    Che però ci sia davvero un imponente rumore di fondo, spesso “nutrito a dolci e Wikipedia”, è un dato di fatto; e che sovente questo rumore copra contenuti decisamente più solidi, è altrettanto vero.
    Per esempio, tenuto conto della longevita di questo blog, e ancor più dell’omonimo sito, dal quale è nato, ogni volta che mi capita di leggere che qualcuno lo ha scoperto, sinceramente mi stupisco!
    Possibile siano tutte persone che si sono accostate solo da pochissimo alla Rete?
    Perché dal mio punto di vista stiamo parlando del decano dei siti e dei blog sulla scrittura professionale nel nostro paese, il primo che mi viene in mente, quello che consiglierei immediatamente a chi mi chiedesse un consiglio su dove andare in cerca di strumenti professionali e consigli realmente utili. E per di più, gratuiti!E scusate e è poco…
    Certo, ci sono i giovani; certo, il mezzo è meno diffuso di quel che chi lo usa quotidinamente, probabilmente si ricordi, ma – ho scoperto per caso il tuo sito e il tuo blog?!
    Forse, mi vien da pensare, perché sommerso in mezzo ai tanti siti autoreferenziali, con quattro articoli sulla scrittura, il più delle volte scopiazzati con un fine lavoro di copia e incolla, per poi finire con il listino delle proprie prestazioni?
    Davvero non capisco…

  10. Cara Luisa, allora forse è il caso di fare un po’ di autocritica. Non sei stata tu a “pompare” per anni Jacob Nielsen e il suo elogio della brevità?

  11. Nielsen ha scritto cose che per molti sono state non dico una rivelazione, ma di certo un aiuto non piccolo per capire la comunicazione sul Web. Poi, è evidente che la sua posizione non lo mette al riparo da errori.
    Se è davvero un tipo in gamba, tra qualche tempo tornerà sull’argomento, rettificando la propria posizione.

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