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risali negli anni

11 Aprile 2007

Buone maniere per blog cattivi

Sono abbastanza sensibile al tema della maleducazione in rete, e sui blog in particolare.
Per maleducazione intendo l’aggressività, ma anche l’acidità e la malagrazia nel farti notare un refuso, la stupidità e l’inutilità di certi commenti.

“In fondo sei a casa mia, se stessi qui in persona, davanti a me, diresti le stesse cose, nello stesso modo?” mi viene sempre da pensare quando leggo qualcosa che mi dà sui nervi.

Ma non reagisco praticamente mai, sia perché nella blogosfera “pare brutto”, sia perché so che a volte la reazione non fa che peggiorare le cose e l’anonimato rende arroganti e infiamma le minuzie.

Il problema se lo stanno ponendo in questi giorni anche dei grandi e famosi del web, come l’editore Tim O’Really e il creatore di Wikipedia Jimmy Wales: i due stanno buttando giù dei set di linee-guida, con loghetti distintivi a seconda della maggiore o minore severità o tolleranza. Niente censura, niente di obbligatorio – dicono – per carità! piuttosto regole di comportamento della casa, come in albergo o in collegio.

Il quadro del dibattito e i link ai siti con le bozze di linee-guida li trovate in un interessante articolo del NYT di due giorni fa: A Call for Manners in the World of Nasty Blogs.

Per quanto mi riguarda, sarò pure sensibile, ma all’utilità di loghetti e cortesi inviti non credo più di tanto. Preferisco ancora la libertà, anche quella di mordermi la lingua e non precipitarmi su “delete this comment”.

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24 risposte a “Buone maniere per blog cattivi”

  1. Cara Luisa, Grazie del post! A queste cose stavo pensando, tristemente, anch’io proprio in questo periodo, tanto che stavo meditando di eliminare i commenti dal mio blog (e anche di chiudere il blog, a dire il vero).

    Ti dirò che sono un po’ deluso da tutto questo: cercavo di fare una discussione aperta su temi specifici e non ci sono riuscito. Possibile che la blogosfera italiana sia solo questo scambio di insulti anonimi, monologhi autoreferenzali, raccontini ammiccanti e citazioni reciproche pseduo-mafiose?? Ma sarà così anche all’estero? L’ho chiesto, candidamente, anche a Mantellini, per avere un parere e un confronto riguardo ai nostri colleghi non italiani.

    Per la cronaca: nessuna risposta (mah, forse avrei dovuto insultarlo per avrene…)

  2. Io penso che internet è l’unico posto dove ancora sia possibile tirare fuori ciò che si è realmente. Al di fuori seguiamo quelle regole comportamentali impostate dalla società. Nel bene o nel male, non a granchè di importanza. Spesso ho visitato blog, dove ci si scambia solo insulti, per una ideologia non condivisa. Mettere delle regole, servirà a poco, di regole ne abbiamo già parecchie e molte non vengono osservate cmq. Lasciamo che ognuno si possa esprire come meglio crede, anche insultando se è l’unico modo che conosce per comunicare. Saluti 🙂

    @02068449: No, perchè dovresti chiudere. E’ vero quanto dici tu, i blog spesso sono animati da insulti o da discorsi senza senso. Poi, ci sono blog più seri come il tuo, che inevitabilmente, se non parli di tette e culi non hanno molte visite, non per questo sono meno importanti anzi…

  3. I più vecchi, almeno dell’Internet, forse ricorderanno la netiequette. Chi non condivide lo spirito della Rete non ne segue le regole. Ma non è detto che un blogger sia necessariamente sensibile alle stesse regole. Più d’uno dei 70 milioni di blogger si irrita nel leggere commenti sgraditi, non solo ineducati o inopportuni. Si apre uno spazio pubblico e poi ci si aspetta che resti privato.

    Luigi Muzii

  4. Non posso che condividere il tuo approccio culturale: meglio la libertà di ricevere un insulto che certi palliativi coi quali non si riuscirà mai ad estirpare la profonda maleducazione che circonda alcune persone.

  5. Il problema esiste, così come esitono i troll, che una volta impazzavano nei newsgoup non moderati, e ora hanno trovato un nuovo pabulum di crescita nella galassia Blog. Perché il problema non è trovare qualcuno che ti dice, anche se magari in modo “concitato”, che non è d’accordo con te – il problema è che trovi anche chi, immmagino afflitto da gravi carenze e frustrazioni nella vita “reale”, si diverte a insultare chiunque e per qualsiasi cosa, a vanvera e senza nessun costrutto, alla sola ricerca di scatenare flame. E’ pur vero che si possono cancellare e ignorare, ma a volte sono diabolicamente abili nell’individuare tuoi punti deboli, e possono fare molto danno…
    Io ne ho fatto esperienza diretta, sino al configurarsi del reato di molestie e violazione della privacy, quindi è chiaro che il problema nel mio caso si è risolto, oltre che con una inutile querela, solo con la scelta di chiudere i commenti (anche perché i filtri offerti dalla piattaforma erano dei colabrodo, in pratica), cambio di casella etc. e comprensibili disagi conseguenti.
    Navigo in Rete da circa 10 anni ormai, e anch’io ricordo la netiquette: per esempio, istintivamente, chi di regola scrive tutto maiuscolo mi infastidisce, come stesse davvero strillandomi nelle orecchie. Il problema è, IHMO, credo, che rendendo l’accesso sempre più semplice e aperto a tutti, dalla vecchia comunità che raccoglieva soprattutto persone interessate alla condivisione di informazioni, e all’uso professionale della Rete (che si scriveva con la maiuscola) ora si è arrivati a una sepcie di arrembaggio geneale, e nel mucchio inevitabilmente troc
    vi sempre più troll, comprese addirittura , mi raccontava un consulente della polizia postale che persegue i reati in Rete, persone (a mio avviso sociopatiche, perché di certo normali no!) che usano addirittura un doppio nick, cioé al di là dellAvatar esibito, si creano una seconda personalità di fantasia, oltre al nick, con la quale si presentano poi alle persone con le quali fanno amicizia…

    La realtà è che internet è un po’ come il caso di una comune anarchica, dove tutto funziona solo se le persone interessate accettano spontaneamente di aderire ad un codice di comportamento prestabilito; purtroppo, chi vuole trasgredire, di fatto è pressoché sempre impunito, quindi temo che, o si ha una pazienza paragonabile a quella di san Lorenzo sulla graticole, o ci si fa venire un’ulcera, o infine si bloccano perlomeno i commenti anonimi, sempre che la piattaforma funzioni…e anche qui: quante persone spesso sono civili ma non loggate, magari per pigrizia, o perché “lurkano” solo e non vedono la necessità di loggarsi. Quindi in realtà anche il blocco anonimi magari fa perdere commenti interessanti.
    Di certo il problema c’è, e credo non diminuirà col tempo, né basterà ricordare il galateo ai cafoni…

  6. Post interessante ma che apre infinite discussioni sul cosa sia lecito o non lecito fare in rete. Non penso che le leggi applicate alla società possono essere applicate alla stessa maniera nel web. Dal momento che nel blog lasci i commenti aperti vuol dire che sei disposta/o ad ascoltare quello che il lettore ha da dirti. Naturalmente la lontananza del soggetto che commenta, da lui la sicurezza di poter scrivere quello che gli pare, cosa che altrimenti (faccia a faccia) non si azzarderebbe a fare se provvisto del minimo istinto di autoconservazione.

    PS per 02068449: Da quando in quà Mantellini si è erto a guru della blogosfera? questa me la sono persa!

  7. Se chiedo delle cose a Mantellini non è perché si sia erto a guru della blogosfera ma perché è uno di cui mi fido. Anche se, dopo lo scherzetto che mi ha fatto…
    🙂

  8. E’ proprio quello che ha afflitto gli autori della Magia della Scrittura, una settimana fa!
    Un'”intrusa” che si firmava con vari nomi si è permessa di criticare amaramente tutti gli sforzi di chi cerca di trasmettere emozioni, giudicando e criticando senza alcuno spirito costruttivo, e con modi che hanno irritato e deluso tutti quanti.

    E che fare? Cancellare i commenti? E la libertà di parola? Però la tentazione è tanta. La soluzione è ignorare il cafonazzo.

    In aggiunta in molti blog non è necessario registrarsi con un account, perché altrimenti potrebbe essere sufficiente scrivere una bella mail privata e ribaltare la persona in questione!

    Kika

  9. Circa il commento 9: non è vero che non si possono stabilire cose lecite o meno in rete, a differenza della realtà: l’illecito, in rete, è già stabilito, e spesso non si allontana molto dall’illecito “reale”: non vedo perché se non puoi dare un ceffone a uno sconosciuto per strada, lo puoi fare coprire di insulti pesanti, o pubblicare i suoi dati anagrafici compresi di indirizzo e telefono di casa, in rete, quando persino in posta, mentre paghi il canone TV, chi è in coda dietro di te deve rispettare la linea gialla…
    i reati esitono, con gravità diverse, esistono ben identificati crimini informatici, ed esiste una forza di polizia, che come detto è quella postale, che li persegue. La difficoltà sta nel mezzo internet, che rende le indagini più complesse, e l’individuazione del responsabile più difficile (per esempio, il mio molestatore scriveva a casa e poi usava una chiavetta USB e un Internet point per postare). Poi sono d’accordo che, come in tutti i codici di comportamento, compreso quello della strada, molte volte prima delle regole, vengono l’elementare rispetto dell’educazione e del buon senso. Il punto è che, se sai di essere impunito, e nella vita sei una mezza calzetta, la tentazione di diventare Superman in rete diventa bella forte, e purtroppo i mezzi per individuarti e impedirti di nuocere sono pochissimi, e il più delle volte finiscono col penalizzare la vittima, anziché il persecutore!
    D’altra parte, persone rozze, aggresive e maleducate diventano, per quel che vedo, sempre più diffuse anche nel mondo accanto a noi, quindi il problema è molto più vasto – internet è solo uno dei luoghi dove allignano, favoriti da un anonimato che se sei un minimo abile, può diventare totale e ti permette di dare il peggio di te.

  10. #12 Kika: curioso e, sinceramente, divertente, dal mio punto di vista. Anch’io sono uno degli autori del libro La Magia della scrittura, ma diserto ormai da un anno quel blog, giacché per aver fatto a suo tempo una semplice e legittima domanda di tipo, diciamo così, informativo- organizzativo, (che se ci fosse stato un moderatore o un figura simile di riferimento, avrei sicuramente rivolto privatamente a lui, invece di usare il blog), segnalandola come OT, rispetto al post sotto al quale stava, e ho ricevuto risposte di una irosità, maleducazione e cattiveria acida da restarne attonita per lo stupore.
    Io ne sono rimasta così disgustata, come persona, da decidere di cancellare la pagina dai miei preferiti e disinteressarmene totalmente; forse, se i modi e i criteri d’interazione con il prossimo sono rimasti gli stessi, qualcun altro ha trovato altri modi per esprimere eventuali sue contrarietà.
    Parrà strano, e fortunatamente è raro, ma proprio con quel blog, paradossalmente, dal momento che avrei dovuto trovarmici un po’ come a casa, ho avuto modo di sperimentare che talvolta anche certi “padroni di casa” possono essere gratuitamente maleducati quanto gli intrusi.

  11. Pardaflora, conosco quel post a cui ti riferisci.
    Si tratta, per chi volesse saperlo, di un post di ottobre, meno di un anno fa, periodo in cui dici di aver abbandonato la Magia. Forse era già successo qualcosa in precedenza? 🙂

    Sottolineo anche che chi ti ha risposto con irosità e indifferenza, era una persona che si firmava sotto diversi nomi e che, casualmente, ha preso di mira te e annalisa, proprio come sta facendo ora da ormai due settimane buone. E sicuramente non si tratta di un autore della Magia.
    a chi crea e collabora a un blog, non piace di certo creare conflitti, tantomeno un blog dove la buona relazione è una delle parole d’ordine.
    Spero quindi che questo tuo rancore non ti impedisca di andare a visitare ancora una volta un luogo di dialoghi piacevoli e di informazione sempre interessante e soprattutto disinteressata.

    Spero mi vorrai rispondere.
    a presto
    🙂

  12. Presumo che l’utente anonimo sia Luisa: il mio non è rancore, era ed è semplice autodifesa, dato che come accennavo allora, e non certo per autocommiserarmi ma per spiegare il perché ella domanda, era solo un tentativo di ritornare alla normalità, e chiedevo informazioni per poterlo fare, in relazione alla formazione e quindi al rimettermi un po’ in pari, diciamo così, rispetto al tempo passato. Di fatto, non ricevevo da molto, salvo un episodio unico dopo quel mio intervento, la newsletter del sito, anche se ignoro ciò sia dovuto al fatto che essa non viene più scritta, oppure il mio nome sia sttao cancellato dall’elenco dei destinatari.
    La netta sensazione che ebbi allora, e che mi resta e mi ha allontanato, dato anche che con qualcuno degli autori c’erano rapporti che io scioccamente ritenevo un minimo d’amicizia, oltre che di lavoro, ma che non si sono più fatti vivi neanche per sapere se fossi viva o morta, è che avendo dovuto entrare in malattia (e sono tutt’ora in ballo, come chi voglia visitare il mio blog può facilmente leggere, avendo rischiato serimente la pelle anche un paio di settimane fa) io fossi già come “morta”: cosa che avevo già visto accadere ad altri, malati ed emarginati di conseguenza, e che trovo, al di là della scrittura o di qualsivoglia lavoro, una cosa di una crudeltà e insensibilità incredibile e inaccettabile. Poi ci si stupisce che molte persone esitino a parlare di loro gravi problemi di salute, quasi e ne dovessero vergognare…
    E dato che ho già tanti problemi, decisi che andare a prendermi le cattiverie e gli insulti gratuiti sul blog del libro al quale anch’io ero stata invitata a collaborare, fosse solo caricarmi di un’inutile sofferenza psicologica in più.
    Tutto qui: ti assicuro, non ho energie da sprecare in inutili rancori…

  13. Mi spiace per i tuoi problemi di salute di cui avevi parlato anche allora.

    Riguardo la newsletter, stai sicura che il tuo indirizzo non è stato cancellato. Spesso capita che i tempi di pubblicazione siano un po’ lunghi, e che il tempo per inviare la news non ci sia. Anche io sono iscritta da tempo e ne ho ricevuta solo una delle tante che sono state pubblicate.

    Meno male anche che non sprechi energie in inutili rancori, anche perché, ripeto, la cattiveria gratuita ti è stata fatta da anonimi scortesi.

    Riguardo alla tua richiesta di amore (se posso chiamarla così), forse non è stata colta, non per maleducazione, ma forse per pura disattenzione. Anche se questo non la giustifica :-). Del resto, anche io avrei voluto partecipare all’incontro di Folgaria, ma per motivi logistici è stata fatta una selezione tra gli autori NON del blog, bensì del libro Magia della Scrittura.

    Più o meno sono le stesse persone, ma per esempio non tutte quelle che hanno pubblicato un capitolo di quel libro, scrivono ora nel blog. Mi spiego?

    Comunque, vado a leggere il tuo blog, e ti auguro di stare bene!

    Kika

  14. A Lapardaflora: ti leggo attenta e sensibile al tema dell’educazione, e qui ti ritrovo nel venticello della calunnia, che non giova alla comunicazione, né tantomeno alla professionalità. Riassumo: io- come te, e come Luisa che ci sta ospitando- sono una delle autrici della Magia. Io – come te e come tutti gli altri- non sono sempre stata invitata agli incontri. Su questo verteva la tua domanda, inserita a commento di un post: “Perché non sono stata invitata lì? Perché non sono stata invitata lì???”. E vedi, Parda, tu insistevi nel chiederlo a me, che ero semplicemente l’autrice del post, ma avrei io potuto risponderti?
    Non avrei potuto.
    Tu giustamente sarai solita chiedere il perché di un’azione a chi l’azione la decide, la compie, ne è responsabile, vero? Ecco. Al di là della tua polemica sull’aspetto organizzativo (moderatore, figura di riferimento e simili), i fatti sono che io ti ho sempre risposto per quel che mi riguarda, e ricordo anche piacevoli sintonie (i commenti del resto sono lì, a testimoniarlo), ma su questioni per me inintellegibili non posso né voglio farlo: parlo e scrivo solo di ciò che so.
    E a questo punto, che ci sia il moderatore o il gestore del blog è indifferente: se non ti sai fare una ragione del mancato invito, chiedi ai promotori del progetto Magia: sei una delle autrici/autori, hai quanto meno il loro recapito mail.
    A questo punto resta da dire che chi ti ha poi risposto, adeguandosi e oltrepassando –ne convengo- un grado di irosità e malanimo che però era già visibilmente palpabile, l’ha fatto con un nick, e non so chi sia. Che sia un autore della Magia è un’illazione, Parda.
    Fondata? Tu stessa ricordi qui, e lo hai fatto sul tuo bel blog, ora chiuso ai commenti in risposta alla folle acrimonia di un tuo detrattore, le infauste derive degli anonimati, quando mossi da irosità e invidie.
    Ecco perché, per ritornare perfettamente on topic, non sono affatto d’accordo con la libertà a tutti i costi: lo dici anche tu: incrina conversazioni, professionalità, persone. E a mio parere è frutto di un pericoloso equivoco, e qui riprendo Michele Serra, tra democrazia e demagogia.
    Detto questo, io spero di leggerti e rispondere ancora ai tuoi commenti intelligenti e puntuali. Un abbraccio.

    Annalisa

  15. Annalisa, io ho un ottimo ricordo della tua gentilezza e correttezza, e sei sempre stata più che cortese, nei nostri rapporti: per amore di precisione, però, la mia domanda non era indirizzata a te come persona, ma semplicemente si trovava OT sotto l’ultimo post pubblicato, non sapendo dove altro scriverla, e non era perché non ero stata invitata “lì “(e da quel che ricordo, non avevo percepito che la cosa funzionasse ad inviti, ché in quel caso me ne sarei stata zitta), e se così è stata interpretata, evidentemente non sono stata capace di spiegarmi bene, ma perché, rispetto non solo a quella, alla quale per altro non avrei potuto neppure partecipare, sempre per la salute, ma in genere ad altre iniziative formative, come era invece successo per il passato anche con la newsletter, oltre ai resoconti non si davano anche informazioni sulla possibilità di partecipare, e organizzativamente la cosa mi pareva un po’ strana. Tutto qui.
    Per esempio, sarebbe bastato scrivere nella pagina del blog: la pubblicazione della newsletter è più impegnativa del previsto: abbiate pazienza! (a proposito di comunicazione chiara ed efficace) e io non avrei avuto il dubbio di essere la sola a non riceverla da mesi…. ho esperienza umana di lavoro nel volontariato, e capisco benissimo le difficoltà di conciliare impegni inderogabili con altri di buona volontà, diciamo così.
    Poi, visto che davvero ho visto diventare trasparenti persone che avevano ammesso di avere problemi gravi di salute, e quindi diventare quasi dei morti viventi, forse visto che la mia situazione qualcuno la conosceva, e che ho raccolto sfoghi piangenti di colleghe, che per un cancro, ad esempio, si sono viste diventare addirittura oggetto di mobbing, perché non reggevano più i ritmi di lavoro precedenti, dovendo magari andare a eseguire i cicli di chemioterapia in ospedale, forse il sospetto è venuto anche a me, complici lo sconforto e la stanchezza, ma anche per considerazioni personali che preferirei evitare qui, ma che ritengo legittime e ragionevoli.
    Non ho mai chiesto “amore”, tutt’al più educazione, quella che ti insegna la mamma quando sei piccolo, perché l’amore credo che siano altri i contesti nei quali sia giusto cercarlo, ma spiegavo solo perché ero fuori dal “giro” da un po’ e magari poteva farmi bene provare a tentare di rimettermi in gioco e quindi m’informavo. Quello che chiedevo, soprattutto dopo le risposte villane, era il rispetto di essere tratta come gli altri: mi pareva così non fosse, e che le risposte ricevute lo confermassero ampiamente. Se come pare ho sbagliato, me ne spiace
    Circa i miei interlocutori non fossero autori del libro, non lo so: per l’acrimonia con la quale mi è stato rinfacciato che abbassavo, domandando dove potessi trovare un calendario di iniziative aperte, o qualcosa di simile, il livello del blog, pensare agli autori della Magia è stato piuttosto scontato. Tanto più che nessuno è intervenuto a gettare acqua sul fuoco, almeno finché non ho smesso di frequentare il blog…
    In precedenza, con la magia non era successo niente, se non che intervenivo solo quando mi pareva di avere qualcosa da dire che potesse avere un qualche interesse, e quindi spesso mi limitavo a leggere. Che poi abbia avuto la sfortuna di incontrare un troll, in tutt’altro ambito, e che in più occasioni si è vantato di torturarmi per il solo divertimento di farlo, non avendogli io fatto nulla, nemmeno conoscerlo, è un altro paio di maniche, ed è successo in forma più o meno grave, a molti autori di blog. Infatti sempre più i commenti anonimi sono cassati, e più di un blog che conosco è divenuto privato, scelta che trovo ancora più triste del rassegnarsi a chiuder i commenti, come ho finito col fare io.

    Se ho confuso l’anonimato di Kika con Luisa, mi scuso con Luisa, ma intanto anche a me è successo di commentare loggata con Splinder, e vedermi poi apparire come anonima, non essendo proprio la piattaforma una delle sette meraviglie informatiche! e poi, commento non firmato su di un blog… credo che pensare al padrone di casa sia la cosa che viene per prima in mente… anche qui ho commesso l’ennesimo errore, pare, ma non volevo offendere nessuno, e mi scuso anche di questo.
    Spero ora di aver chiarito tutti i lati oscuri di questa “losca” vicenda, che certamente ha sottratto più spazio di quel che meritava.

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