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risali negli anni

3 Marzo 2007

Chi è il peggiore?


“Così mi imparo a non comprare più i giornali”, mi sono detta stamattina quando la mia amica Giovanna mi ha mandato per email la foto del paginone di Repubblica di ieri con la campagna della Regione Calabria firmata da Oliviero Toscani. Oggetto dell’email: Com’è possibile…

Apro, guardo, leggo, e l’incredulità di Giovanna è anche la mia.
Una tale orgogliosa rivendicazione di calabresità annunciata da un “si” senza accento? Un sì sbagliato, ma anche così visivamente piatto e stiracchiato?

Dubbio: il copy l’avrà fatto apposta? Quella dell’informalità sarà una scelta voluta… dati il font tipo courier new, il tutto minuscolo, la strisciata da evidenziatore?
Il dubbio rimane, ma una certezza si fa strada: se fossi una ragazza calabrese sarei furente.
Peggiori oggi e primi domani sì, ma ignoranti no! Parlate e scrivete per voi.

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71 risposte a “Chi è il peggiore?”

  1. ciao…se ne parlava giusto da me che son calabra e quindi modestamente “io lo nacqui” e anche qui

    Ti dico la mia: dopo un primo momento di orgoglio calabro che mi ha fatto dire “chi è questo cretino, come si permettono, cerca il blog, cerchiamolo su internet che gliene devo dire quattro”…poi ho capito che voleva essere una provocazione.
    Concordo, l’errore del sì senza accento è un errore grave…della serie…sempre ignoranti rimaniamo… si è discusso inoltre della scelta di pagare (penso fior di euro) Toscani piuttosto che agenzie creative locali (dai che sicuramente si poteva far lavorare qualche bravo gggiovane calabbbrese )….
    Però poi alla fine l’obiettivo di far parlare l’ha raggiunto…se era questo l’obiettivo…

  2. ciao…se ne parlava giusto da me che son calabra e quindi modestamente “io lo nacqui” e anche qui

    Ti dico la mia: dopo un primo momento di orgoglio calabro che mi ha fatto dire “chi è questo cretino, come si permettono, cerca il blog, cerchiamolo su internet che gliene devo dire quattro”…poi ho capito che voleva essere una provocazione.
    Concordo, l’errore del sì senza accento è un errore grave…della serie…sempre ignoranti rimaniamo… si è discusso inoltre della scelta di pagare (penso fior di euro) Toscani piuttosto che agenzie creative locali (dai che sicuramente si poteva far lavorare qualche bravo gggiovane calabbbrese )….
    Però poi alla fine l’obiettivo di far parlare l’ha raggiunto…se era questo l’obiettivo…

  3. ciao…se ne parlava giusto da me che son calabra e quindi modestamente “io lo nacqui” e anche qui

    Ti dico la mia: dopo un primo momento di orgoglio calabro che mi ha fatto dire “chi è questo cretino, come si permettono, cerca il blog, cerchiamolo su internet che gliene devo dire quattro”…poi ho capito che voleva essere una provocazione.
    Concordo, l’errore del sì senza accento è un errore grave…della serie…sempre ignoranti rimaniamo… si è discusso inoltre della scelta di pagare (penso fior di euro) Toscani piuttosto che agenzie creative locali (dai che sicuramente si poteva far lavorare qualche bravo gggiovane calabbbrese )….
    Però poi alla fine l’obiettivo di far parlare l’ha raggiunto…se era questo l’obiettivo…

  4. ciao…se ne parlava giusto da me che son calabra e quindi modestamente “io lo nacqui” e anche qui

    Ti dico la mia: dopo un primo momento di orgoglio calabro che mi ha fatto dire “chi è questo cretino, come si permettono, cerca il blog, cerchiamolo su internet che gliene devo dire quattro”…poi ho capito che voleva essere una provocazione.
    Concordo, l’errore del sì senza accento è un errore grave…della serie…sempre ignoranti rimaniamo… si è discusso inoltre della scelta di pagare (penso fior di euro) Toscani piuttosto che agenzie creative locali (dai che sicuramente si poteva far lavorare qualche bravo gggiovane calabbbrese )….
    Però poi alla fine l’obiettivo di far parlare l’ha raggiunto…se era questo l’obiettivo…

  5. ciao…se ne parlava giusto da me che son calabra e quindi modestamente “io lo nacqui” e anche qui

    Ti dico la mia: dopo un primo momento di orgoglio calabro che mi ha fatto dire “chi è questo cretino, come si permettono, cerca il blog, cerchiamolo su internet che gliene devo dire quattro”…poi ho capito che voleva essere una provocazione.
    Concordo, l’errore del sì senza accento è un errore grave…della serie…sempre ignoranti rimaniamo… si è discusso inoltre della scelta di pagare (penso fior di euro) Toscani piuttosto che agenzie creative locali (dai che sicuramente si poteva far lavorare qualche bravo gggiovane calabbbrese )….
    Però poi alla fine l’obiettivo di far parlare l’ha raggiunto…se era questo l’obiettivo…

  6. ciao…se ne parlava giusto da me che son calabra e quindi modestamente “io lo nacqui” e anche qui

    Ti dico la mia: dopo un primo momento di orgoglio calabro che mi ha fatto dire “chi è questo cretino, come si permettono, cerca il blog, cerchiamolo su internet che gliene devo dire quattro”…poi ho capito che voleva essere una provocazione.
    Concordo, l’errore del sì senza accento è un errore grave…della serie…sempre ignoranti rimaniamo… si è discusso inoltre della scelta di pagare (penso fior di euro) Toscani piuttosto che agenzie creative locali (dai che sicuramente si poteva far lavorare qualche bravo gggiovane calabbbrese )….
    Però poi alla fine l’obiettivo di far parlare l’ha raggiunto…se era questo l’obiettivo…

  7. mah, nn sarei così severo: parecchi “SI” si sono già visti, nel “bel paese dove ‘l sì suona(va)”, per es. su cartelloni per referendum, elezioni e sim. a un linguista credo basti che la comunicazione riesca in quanto nn ambigua, e qui – come sui cartelloni già visti, q.meno in veneto dove abito – ambiguità nn c’è. più in generale, lo scandalizzarsi per l’errore ortografico m’è sempre sembrato un portato della pedagogia linguistica tradizionale, la cui rigidità fu messa in questione a partire dalle “Dieci tesi per l’educazione linguistica democratica” (1975):
    http://209.85.129.104/search?q=cache:P7FgZoAQjmIJ:www.progettolingue.net/seminItalianoL2/DocumGiscel.rtf+tullio+de+mauro+ortografia&hl=it&ct=clnk&cd=8&gl=it&lr=lang_it
    a scanso d’equivoci, aggiungo che un/una calabrese in Toscani meglio (orto-graficamente) accentata non avrebbero guastato.
    cordialmente
    stefano borgarelli

  8. Daccordo, di errore si tratta.Quello che è intollerabile, facendo venir fuori tutto l’orgoglio calabro possibile, è che il Signor Toscani ha commentato così :”Ma secondo lei quanti calabresi si accorgeranno dell’accento che manca?”, in risposta ad un cronista; o ancora :”Vorrà dire che voi non avete l’accento”. Detto ciò, volontario o no che sia l’errore, le giustificazioni susseguitesi al dibattito offendono non poco il mio orgoglio calabro e, a differenza di chi ha postato l’intervento precedente, la mia voglia di dirgliene quattro non è svanita per niente!..In sostanza, tra banali provocazioni e errori grammaticali, agli occhi del paese risultiamo “Cornuti e Mazziati”.
    Rosanna

  9. Grazie per l’appoggio Catepol..entro a far parte anche tu di un lungo elenco di persone…almeno non avremo problemi x i turni degli appostamenti…;-)
    Rosanna

  10. questa campagna sta facendo parlare parecchio e per ragioni diverse. ma ultimamente non è solo questa nell’occhio del mirino.
    pare che la creatività si stia dissolvendo a poco a poco e il fatto che in rete si parli bene o male dei soggetti non faccia che peggiorare la situazione: anche se le critiche avanzano, il fatto stesso che le chiacchiere facciano presto il giro del mondo ha un effetto tale da creare comunque risonanza. speriamo che tutto questo non venga usato come giustificazione alla mediocrità!

  11. ciao passovo di qui. Bello il tuo blog e anche quello che scrivi. io non penso k i peggiori siani i calabbresi e neamche gli altri. se ti va passa dame e aggiungimi al tuo elenco amici. un bacione

  12. Vorrei ribadire una delle cose dette da Catepol: possibile che ci si debba rivolgere a Toscani per una campagna orribile e non ci si possa rivolgere alle risorse locali, giovani e sicuramente in grado di scrivere gli accenti quando necessario?

  13. toscani è un presuntuoso, che non ha saputo dare altro alla pubblicità che il suo egocentrismo e la sua mania di protagonismo. le sue false campagne pubblicitarie sociali altro non erano che campagne pubblicitarie a scopo di vendita, e quindi di lucro. i soldi che ha guadagnato facendo pubblicità lo hanno arricchito oltre i suoi meriti, ma lui continua imperterrito a sputare sul mondo della pubblicità e su chi ne fa parte, e le persone che sputano nel piatto in cui mangiano mi hanno sempre fatto ribrezzo. non basta essere un buon fotografo per essere un buon pubblicitario, come non basta fare il copywriter per saper scrivere in italiano corretto.

  14. Confesso che a prima vista ho pensato, è un provocatore, l’errore è cercato e il far parlare è voluto. Anche se da tempo Toscani predica tanto e bene, e poi fa uscire campagne da brivido, come quella recente per una marca di abbigliamento per l’infanzia, con bimbe poco meno che prostitute.

  15. ieri sera, domenica, ho guardato in tv, rai 3, l’inchiesta sulla politica in Calabria, in particolare la parte sulle elezioni per il Sindaco di Catanzaro. nonostante conosca abbastanza bene l’umus essendo nato e cresciuto in quella città, sono rimasto basito. un resoconto sociale che brucia l’anima, sembra provenire da un luogo lontano sotto molti aspetti ancora medioevale. per cui la disgressione su accento: sì o si, la ascolto sì, ma è pur sempre da piccolo salotto.

  16. anonimo #14: non ti sei accorto su che blog sei finito? e soprattutto, visto che sei “nato e cresciuto da quelle parti”, sei rimasto “basito” da che? e non è l’unico caso, quello di catanzaro. ma dove vivi?
    il sindaco di vibo

  17. da anonimo 14 ad anonimo 15.
    conosco da quasi 4 anni il sito mestiere di scrivere. ne approfitto intanto per ringraziare la dott. Luisa, mentre sul blog ci sono capitato per caso cercando informazioni sul portale italia.it. stamane sono tornato e con mia sorpresa ho trovato e letto il nuovo post. ho risposto d’istinto e velocemente e mi scuso del risultato. avevo in mente un motto: più etica e meno estetica. ho solo sbagliato il luogo e il tempo. mica poco.

  18. sono molto immediata
    ma l’errore x caso non lo ha fatto il correttore di bozze o chi firma l’anteprima di stampa ??? oppure questa figura non c’è
    toscani ècreativoe spiritoso e quindi ha dato una risposta creativa (speriamo che non ha fatto c’entro ,comunque dato il livello culturale degli studenti forse è vero )
    pina

  19. Il dibattito è acceso. Allora rabbrividisco al fatto che l’importante è che se ne parli, bene o male che sia. Una campagna di comunicazione sociale non può avere come obiettivo soltanto quello di attirare l’attenzione. E lo sanno bene sia i mittenti che coloro che hanno realizzato la campagna, tanto che si sono nascosti dietro il commovente obiettivo di dissipare il pregiudizio verso noi calabresi. Dolce e Gabbana può permettersi di provocare con la sua pubblicità che tocca l’animo delle femministe più intransigenti perchè altro non fa che far parlare della sua marca, dei suoi capi, altro non fa che incrementare i suoi guadagni. Ma la nostra regione che cosa ha guadagnato? Qualche protesta, qualche sguardo indifferente, qualche risata. Una campagna di comunicazione sociale istituzionale, pur proponendo nuovi linguaggi, deve essere riconoscibile per i suoi cittadini e tanto responsabile da non poter dimenticare un accento.
    Ester

  20. L’errore grammaticale, che credevo intenzionale- è stato il primo indizio per un’interpretazione della pubblicità: “La Regione Calabria ha deciso con il patrocinio dell’Unione Europea di auto-denunciare il suo scarso sviluppo culturale… Che interessante presa di coscienza, ho pensato, in attesa di vedere i “si” dei lombardi, dei laziali, dei sardi…”
    Ho appreso successivamente che il “si” in questione è de’ Toscani, che è un errore grammaticale vero e proprio, che la pubblicità avrebbe l’obiettivo di sollevare dal pregiudizio il popolo calabrese, che è nata come risposta a certe classifiche europee sulla povertà e che io avevo quindi completamente frainteso il messaggio: “Che interessante risultato per una pubblicità…” ho ancora pensato escludendo a priori la mia inettitudine intellettuale.
    Ma la campagna pubblicitaria non è rivolta a me che sono calabrese, ma a chi si informa sulle statistiche europee, a chi scrive correttamente, a chi ha pregiudizi nei confronti dei calabresi, sarà per questo che non l’ho compresa senza ulteriori spiegazioni e discussioni.
    Due quindi sono i contenuti, il pregiudizio e l’arretratezza, due gli obiettivi: sconfiggere il pregiudizio dimostrando l’arretratezza, e dimostrare che si vuole vincere l’arretratezza attraverso il pregiudizio…insomma, non potevano fare due campagne diverse per due problemi così complessi?
    Non riesco ancora a com-prendere tutto, ma c’è una cosa che so per certo: qui a nord dove ho deciso di crescere sono io ad avere più di tutti pregiudizi nei confronti del caldo, stanco, ammalato sud.
    Non ci rimane che aspettare, pare, l’agonia e la dolce dipartita per festeggiare l’entrata della Calabria nel Regno dei Cieli, per il momento, in questa vita di sofferenze, pare che la Regione Calabria ci voglia ancora ultimi.
    Rosa

  21. non voglio affatto distogliere l’attenzione dal contenuto di questo interessante blog, ma ho una frivola curiosità che devo soddisfare: Pina, tu lavori per Toscani, dì la verità…

    perdonate l’intrusione,
    Rosa

  22. Sgrammaticature? Sono reduce da una capatina nel blog di Carlo Panella. Mioddio.

    Toscani ha centrato il bersaglio. Mi pare che la calabresità sia al centro dell’obbiettivo – da Fortugno, all’inchiesta di Iacona – in modo complesso, un po’ come l’idea del diavolo nel Faust. “Una parte di quella forza che vuole sempre il male, ma compie sempre il bene”.

    Il concetto arriva, IMHO, a prescindere dagli accenti.

  23. Incivili, malavitosi,inaffidabili, peggiori…noi non siamo così o almeno non la maggior parte dei calabresi!..perciò Toscani non ha centrato un bel niente..l’unico effetto ottenuto è una spesa di novecentomila euro per la prima parte della campagna..credete davvero che la calabresità sia tutto questo?..se fosse così, perdonatemi,..state veramente male!
    Rosanna

  24. cacchiu cacchiu, iu iu. ancora con la storia che la maggioranza non è così, blablabla, blablabla. ma allora iacona, dove stava, nel canton ticino?

  25. caro bla bla bla..forse dovresti anche partecipare ad un blog che aiuti la gente a leggere bene!..per caso negli interventi precedenti c’è scritto che abbiamo una classe dirigenziale e politica tra le migliori del mondo?per caso c’è scritto che il nostro sistema sanitario funziona perfettamente?per caso c’è scritto che abbiamo una percentuale di disoccupati o precari effimera?..non mi pare dunque, l’inchiesta di iacone come mille altre che sono state fatte, vanno più che bene perchè nessuno nega i drammi della calabria. Quello che invece negheremo a vita è la rappresentazione di banali luoghi comuni tramite una campagna pubblicitaria “pubblica” che non rappresenta affatto la calabresità..che francamente è tutta un’altra cosa!

  26. Scusa, Rosanna, non hai capito. Non esiste giudizio nel mio giudizio. Io sono del nord, e se facessero una campagna pubblicitaria che allude/va a tangentopoli, alla follia consumistica, alla violenza nascosta, ai sassi dai cavalcavia, al fatto che a Milano ci sono più delitti che a Napoli, a Cogne, a Erba, agli assassini di Lecco, ai delitti familiari, alla famiglia che viene smascherata mostrando la sua inquietudine di fondo, non lo considerei uno smacco alla mia ‘gens’. Ma una bella sfida intellettuale. E la considerei una campagna azzeccata, sempre ragionando sul Faust.

    Toscani s’è preso un bell’onere comunicativo. Onore a lui, e molto intelligenti gli amministratori che gliel’hanno pagata.

    Capisci cosa intendo?

  27. suscettibile la calavrisella! tu fai interventi, parli al plurare, dai preziosi consigli per imparare a leggere. ma non mi fai capire cos’è la “calabresità”. e, visto che stai su questo sito, leggi, stampa, ripeti ad alta voce. certo, sugli appostamenti non hai nulla da imparare…

  28. Lorenzo, non mi risulta che Toscani abbia fatto beneficenza, quindi evitiamo se possibile queste considerazioni , ne converrai, un po’ fuori luogo.
    Ci tenevo a ricordarti che, secondo i commenti e le oggettive spiegazioni date dallo stesso Toscani e secondo il modo in cui la campagna dovrebbe essere letta, gli attributi di “malavitosi, peggiori, inaffidabili, incivili…” non sono “allusioni” ad una realtà, ma indici di un PREGIUDIZIO (che non avrebbe, cioè, un fondamento reale) e che la stessa campagna si propone di eliminare.
    I delitti di Cogne, Lecco… che tu citi sono fatti reali. Porti cioè esempi che sono decisamente “fuori tema”.
    La tua risposta mi induce a pensare con amarezza che tu stesso sia vittima di questo pregiudizio, cioè mi sembra che non ti sia chiaro il messaggio della campagna e che dai ragione a chi, come me, pensa che non sia per nulla efficace.
    In breve è una campagna che non toglie i pregiudizi a chi li ha già e fa confondere obiettivi, cause e mezzi, in fondo è anche bruttina, in definitiva si tratta di un disastro comunicativo.
    Sottoscrivo in pieno le chiare intuizioni di Ester che porta la discussione verso sentieri davvero interessanti e le chiedo: perché si è dato un tale onere comunicativo ad un “pubblicitario commerciale” dalle grandi idee -nessuno toglie meriti-, ma non propriamente competente nella comunicazione sociale?
    Perché si confonde la comunicazione pubblica con quella per i detersivi se hanno obiettivi diversi?
    Io trovo questo molto pericoloso.

    Ancora Rosa

  29. Rosanna, non ho capito il tuo ragionamento sulla beneficenza. Chi ha parlato di beneficenza? Toscani non sarà un genio, ma è uno dei pochi in italia che fa/dice cose, e ha realizzato anche comunicazione sociale.

    Io non ho nessun tipo di pre-giudizio. E non do giudizi. Però anche la Calabria – terra che conosco benino, nella sua magia ma anche nella sua durezza – è piena di fatti, non tutti edificanti.
    Non mi risulta che molte regioni abbiano il loro presidente minacciato di morte perchè sta provando a cambiare le cose. Interpretata nel “contesto”, la promozione di questa amministrazione suona caustica, autoironica, e maledettamente efficace.

    Il contrario di Cuffaro che fa lo scemo con la Coppola in testa su You Tube. Essendo il contesto di “segno” opposto, e vista la nomea, la sua è irriverenza, mancanza di rispetto verso le vittime di mafia. Altrettanto efficace sul piano comunicativo, purtroppo.

    Se provassi a non moraleggiare, forse ci capiremmo di più.

    peace&love

  30. perplessa, ho letto tutti i commenti prima di azzardare un mio parere.
    Intanto, il discorso della pubblicità che punta l’indice su una sgrammaticatura in modo intenzionale: beh, questo implica che tutti, proprio tutti, siano in grado di colgiere la sgrammaticatura del caso e riconoscerne la valenza. Invece non è così.
    Secondo: a mio parere una pubblicità deve colpire, intrigare, magari far riflettere, MA non costringere ad acrobazie mentali. La devo poter capire, se non alla prima, almeno alla seconda (o, nel peggiore dei casi, alla terza visione).

    Questa mi sembra inutilmente provocatoria e… boh, vuota. Non mi lascia nulla. Quindi direi che il bersaglio è stato solo sfiorato, facendo parlare della campagna,. Ma non centrato.

    Saluti

  31. lorenzo mi dispiace ti rivolgi alla persona sbagliate, non sono io Rosa!
    alle tue osservazioni è giusto che risponda la persona che ha postato il commento. Per quanto mi riguarda capisco le tue ragioni ma non le condivido. L’idea poteva anche essere accettabile per una comunicazione pubblica, la realizzazione però ha fatto solo dei danni. Per l’ennesima volta ribadisco che nessuno ha mai negato l’esistenza di problemi anche piuttosto gravi, noi siamo i primi che vorremmo rilanciare l’immagine dei calabresi ma non è questo il modo!

  32. per la serie non si finisce mai di imparare:…Tu non hai neanche idea di quante doti e conoscenze servano per gli appostamenti..a tuo giudizio, caro bla bla bla, almeno sono brava in qualcosa..a differenza tua che fai il finto intellettuale nascondendoti dietro commenti anonimi!..saprai scrivere o leggere meglio di tanti altri ma di sicuro ti mancano doti da sfoderare sul campo, soprattutto il coraggio di sostenere le tue idee firmando le pillole di saggezza che posti.
    Rosanna

  33. perchè rosanna non sei un utente anonimo? per me potresti avere anche i peli sul petto e chiamarti mario rossi, ma una cosa è certa: hai una testolina vuota che non ti fa comprendere che un utente anonimo non è necessariamente uno che non ha il coraggio di firmarsi. semplicemente, non lo vuole fare, e saranno pure cavoli suoi. può essere un finto intellettuale. un muratore, un operaio, un professore, un travestito, un ladro, un poliziotto. è il bello della rete, calavrisella mia. da oggi tu per me sarai sempre “chiacchiere e distintivo”.
    ps: sugli appostamenti, ribadisco, per me sei la maestra, cell’hai nel sangue…
    … e per te sarò “supposte di saggezza”

  34. mi pare un compromesso più che accettabile caro suppostone…resterò in attesa, tra un appostamento e l’altro, dell’ennesima brillante pillola…
    Rosanna

  35. la verità supposta fa male, chiacchiere e distintivo-mariorossi-calavrisellamia?
    suppostamente tuo, cetto la qualunque

  36. Sottoscrivo l’intervento di Rosa: “Perché si confonde la comunicazione pubblica con quella per i detersivi se hanno obiettivi diversi?” e trovo anch’io la cosa molto pericolosa. Da calabrese d’hoc, devo dire che questa campagna non mi piace. Se si mirava a far parlare della Calabria allora lo scopo è stato centrato. Ma se si pretende di superare dei pregiudizi, pubblicizzandoli non credo proprio che sia la scelta giusta. A prescindere dal valore artistico di Toscani, che si è fatto pagare fior di quattrini, e dalle intenzioni della giunta Lo Iero che erano sicuramente buone, questa campagna risulta tremendamente offensiva. Perchè la Calabria ha tanti problemi, ma nè più nè meno del resto d’italia. Finiamola col fare della ndrangheta e di tutto il resto un fatto regionale, su siamo seri. E’ facile per il ragazzo del nord (non ricordo il nome) affermare che se fosse stata indirizzata alla Lombardia l’avrebbe interpretata come una sfida. Noi calabresi, e soprattutto quelli emigrati come me, abbiamo sopportato anni e anni di pregiudizi. Ma adesso mi sembra che siano discorsi un pò provinciali, visto che siamo in una realtà europea da un bel pò di anni. E ancora più provinciali se usati come campagna promozionale, di una terra che non ha bisogno di tali esortazioni per essere visitata, tanto è bella. Senza campanilismo.
    Marina Crisafi

  37. Anche la comunicazione pubblica, se fatta bene, può essere comunicata come si fa per i detersivi. Gli slogan istituzionali difficilmente arrivano al destinatario. Toscani si può discutere quanto volete, può piacere o meno, ma fa parlare. Ha raggiunto il suo scopo, stop. E’ riuscito a mettere al centro i calabresi, senza tirare dentro la solita storia di terra bellissima eccetera eccetera.
    Il ragazzo di cui non ricordi il nome (e c’hai messo più a usare le parentesi che a fare lo “sforzo” di scrollare), si chiama Lorenzo.
    Gennaro

  38. Caro Lorenzo, con grande simpatia rispondo che forse non sono capace di scegliere le parole giuste per tradurre i miei pensieri…
    e che non riscontro alcun moralismo nelle mie idee. Trovo davvero noioso dover rettificare, invece di portare avanti un discorso, quindi potresti provare a rileggere i miei commenti , se ti fa piacere, per potermi rispondere ad hoc sulle argomentazioni che presento?
    Mi viene davvero difficile comunicare con chi confonde due persone diverse, due diverse posizioni su uno stesso argomento, insomma aiutati e soprattutto aiutami.
    Gentile Marina, la Calabria è una terra bellissima. La ‘ndrangheta è il problema, ma la ‘ndrangheta penso che non sia solo un’associazione criminale organizzata, penso che sia anche una specie di “comportamento”. Ma chi rifiuta di parlare dei problemi della calda terra? non certo io che ne sono fuggita, almeno per ora…
    peccato che il blog sia su una campagna pubblicitaria che non vuole manifestare i problemi della Calabria ma i pregiudizi sulla Calabria…

    aridaglie Rosa

  39. Gennaro, non so quali informazioni tu abbia sulla campagna, ma lo scopo di Toscani non era quello di “mettere al centro i Calabresi”.
    e poi..al centro di cosa? 🙂
    Rosa

  40. Rosa, al centro della campagna perché i calabresi sono i soggetti della sua idea. Non i lombardi, i calabresi. Ho dato solo la mia visione personale di quello che potrebbe essere una efficace comunicazione pubblica, che non deve essere necessariamente “istituzionale”. Tu hai la tua idea, io resto della mia. Era più facile scrivere uno slogan azzeccato con mare, monti e villaggi turistici. O no?
    Gennaro

  41. “Scusate, mi manca la lingua”…ripeteva il mio amico saharawi appena arrivato in Italia. Lo ripeto ancora una volta io, bloggista per caso, approdata in terra straniera.
    Se guardo fuori dalla finestra ogni movimento dell’occhio incornicia vedute diverse, voglio allenare come l’occhio anche il pensiero. Le mie non sono “visioni”, sono “vedute” che vorrebbero arricchirsi di nuove immagini.
    Ma le immagini qui non le vedo scritte, Genna’..
    Per quanto riguarda il tema sulla comunicazione sociale e che anche tu hai evidenziato, così come ancora prima MonicaBionda, ti confesso che posso avere solo un parere superficiale perchè non sono un’esperta: un’azienda di birra, non so, che propone una comunicazione corretta sull’uso dell’alcol ha molti meriti. Ma, un ente istituzionale ha una responsabilità che l’azienda di birra non ha. è un esempio superficiale appunto, ma il commento di Ester era molto chiaro e mi sta facendo riflettere sempre più…
    Ne approfitto per salutare l’oramai amica Rosanna.
    Rosa

  42. Se la regione Calabria decide di commissionare a Oliviero Toscani una campagna sociale chessòio sulla birra, sulla ‘ndrangheta o sulla morìa di vacche in Calabria, forse dovrebbe aspettarsi un prodotto “forte”. La responsabilità è sua, certo, ma era più facile scegliere un pubblicitario politicamente corretto o Mino Reitano, per esempio. Le mie “visioni” sono i sorrisi dei ragazzi che comunicano ironia più di ogni altra cosa. Anche gli ultimi saranno i primi, più o meno – cito a memoria -, mi sembra efficace. E’ inutile nascondersi e pensare che gli altoatesini, i friulani o chi si sente di mandare avanti la baracca italiana, ed è questo quello che pensano molti di loro, siano convinti che la Calabria e i suoi ragazzi diano un contributo importante alla causa. Neanche io sono un esperto, ma credo che mille spot sociali su alcol, droga o incidenti stradali, anche realizzati bene, non salvino – purtroppo – neanche una vita. E se ci riuscissero, avrebbero “centrato” l’obiettivo. Toscani ha smosso comunque qualche coscienza, se poi ha suscitato ilarità, sticazzi, non ha comunque provocato indifferenza. Per me il sorriso dei ragazzi conta più di mille parole. E non sono calabrese e soprattutto non sono amico di Rosa 😀
    Sono Gennaro

  43. Nella scena di un film in cui una macchina passa di corsa maciullando un corpo di donna il rumore che senti è quello di un cocomero schiacciato…
    Se intendi dire che il testo rende quel sorriso ironico, e penso non possa essere altrimenti perchè un tale sorriso potrebbe essere usato per altri mille messaggi carichi di stati d’animo diversi, io posso anche provare a vedere il tutto col tuo punto di vista… ma sinceramente non mi suscita nulla se non un sorrisino d’accompagnamento e un “E ora….?” e soprattutto mi sembrerebbe tutt’altro che provocatorio…
    E poi quell’erroraccio…io non sono allenata a scrivere, non so farlo, ma mi disturba riconoscere un errore…
    è molto interessante ciò che dici ancora sulla pubblicità sociale, quasi mi sembra che tu mi abbia dato una risposta ai miei quesiti: se le campagne sociali non portano risultati (questo poi non so dirlo) il problema è che non dovrebbero idearle più i “pubblicitari commerciali”.
    Non sono contro Toscani e la sua equipe, non voto per forza la sinistra perchè sono di sinistra..
    Non so..
    Rosa

  44. Noi siamo ospiti di Luisa Carrada. L’erroraccio è il punto, ed è partito tutto da lì. Se ti disturba riconoscere un errore di altri, cerca di riconoscere prima i tuoi. Di giudici su internet e nella vita ce ne sono pure troppi. I pubblicitari commerciali che tu virgoletti, forse autocitandoti, non fanno i comunicatori sociali: ti vendono il villaggio, l’automobile, il telefonino, le rate della vita. Ma questa è un’altra storia e io non sono amico di Toscani, né tuo amico. Sto cercando di farmi capire, e tu aridanghete. Le campagne sociali, nella maggioranza, non sono in grado di portare risultati – e questo sono in grado di dirtelo – ma non conta la qualifica di pubblicitari commerciali, politicamente s/corretti o marziani. Conta la creatività, associata all’intelligenza e alla professionalità. Se non tutti sono in grado di capire, buon villaggio e, all’anno prossimo. Anche perché Luisa potrebbe cominciare a incazzarsi… bye bye
    Gennaro al villaggio all inclusive/open bar/che vuole l’animazione

  45. Dal momento che sono la prima ad aver usato il termine “istituzionale” lo spiego. Dai post letti, immagino sia stato frainteso. La comunicazione istituzionale è QUI intesa come prodotta da un’istituzione pubblica.
    Cara ROSA, è ancora difficile parlare di “propriamente competente nella comunicazione sociale” mentre è prassi diffusa affidarsi ad agenzie di comunicazione “commerciale” da parte di enti pubblici.
    Così qualcuno si diletta ora nell’una ora nell’altra.
    Paradossalmente il problema è che ancora è nulla l’applicazione del modello d’impresa alla comunicazione pubblica e sociale. Per esempio, in riferimento alla pubblicità qui oggetto di discussione, in un comunicato stampa della Regione Calabria si legge: “Dopo mesi di lavoro, ricerche sul territorio, viaggi nel mondo delle nuove generazioni che ormai approdano ad un linguaggio schietto e comune, superando gli stereotipi dei “grandi” e, quindi, realizzando una maggior coesione “tra italiani” Oliviero Toscani ha messo in cantiere il suo progetto…”. Senza mettere in discussione gli sforzi del signor Toscani, mi sembra però che la ricerca preliminare alla campagna sia stata superficiale, dal momento che si doveva fare non solo in Calabria ma soprattutto in altre regioni d’Italia dove vivono i destinatari della campagna, dove vive il pregiudizio secondo i suoi mandanti. Credo bisognava fare una ricerca su come gli altri percepiscono i calabresi aldilà del pregiudizio dell’esistenza di un pregiudizio.
    Dal punto di vista del prodotto, invece, le strade tra i due modelli comunicativi si separano.
    Gli enti pubblici, come tutti i soggetti di ogni tipo di comunicazione ma ancor di più, devono sensibilizzare avendo oneri di responsabilità non indifferenti. Converrai nel dire basta con messaggi paternalistici, ufficiali (ECCO FORSE AVETE INTESO ISTITUZIONALE COME UFFICIALE) e dunque banali e nell’applaudire a nuovi linguaggi. Ma, nella pubblicità di un ente come una Regione, i termini “responsabilità” e “rispetto” di tutte le sensibilità acquistano un significato più profondo perché nella pubblicità sociale non deve riconoscersi il consumatore ma il cittadino. Allora è forse questa la questione di difficile interiorizzazione da parte dei pubblicitari abituati a vendere un’idea associata ad un prodotto che ha un prezzo sul mercato, cioè la promozione di un’idea, con l’intento di sensibilizzare a questa nuova idea, che sottende costi di altro tipo, non propriamente economici o comunque di un’idea che sicuramente non ha un prezzo e non è facilmente acquistabile tra gli scaffali di uno store. È chiaro che la questione del linguaggio diventi di gran lunga delicata. Bene, qualcuno ha parlato di efficacia comunicativa di questa campagna. Alla luce delle mie considerazioni, mi sembra che 1) non ha adeguatamente identificato destinatari e adeguato i mezzi di diffusione verso questo target di persone piene di pregiudizi (già qui affermano tutti di non averlo); 2) è fine a sé stessa, visto che al massimo rappresenta la calabresità nei confronti del pregiudizio, evidenziando come i calabresi si percepiscono quando vengono proiettati al di fuori del loro territorio; 3) non è riuscita efficacemente neppure in questa operazione, dato l’errore grammaticale, e poi dichiarazioni esplicitano un obiettivo diverso…ahimè; 4) dice bene Rosa: “disastro comunicativo”, dov’è la provocazione?; 5) riuscirà, oltre a far rumore, a “muovere” coloro che hanno pregiudizi nei confronti dei calabresi?
    CARO LORENZO, eventi come Cogne o Erba confermano il pregiudizio solo a chi già lo possiede, così come gli eventi di Locri o Napoli. Spero con il cuore, ma leggendo alcuni post dubito, che questi fatti non contribuiscano a dare giudizi di valore sulle persone.
    CARO GENNARO, non dovevano essere rappresentate le bellezze della Calabria, se non per promozione turistica. Concordo con MARINA per quanto riguarda l’idea del pregiudizio, fine a sé stesso, ma se avessero fatto una pubblicità innovativa e con propositi di efficacia sociale (non state a ripetermi che l’efficacia è stata quella di far parlare perché sapete già come la penso, altrimenti rileggete il mio post precedente) avrei comunque applaudito. Un esempio concreto? La rappresentazione di un pubblicitario nell’atto di realizzare una campagna per contrastare il pregiudizio sui calabresi, che scrive “I peggiori? Si, siamo calabresi”, si accorge dell’errore e pensa a mò di fumetto “ma i calabresi non se ne accorgeranno” (parole di Toscani)… “gli ultimi saranno i primi” Regione Calabria…ecco contrastare le due frasi, ecco la provocazione, ecco l’ironia, ecco la riflessione, ecco lo smuoversi di qualche coscienza, caro GENNARO.
    Ester

  46. Non è mia abitudine nè mia intenzione imporre il mio punto di vista. E poi quale strategia comunicativa da me utilizzata ti ha fatto errare sulle mie intenzioni?penso tu ti riferisca al mio punto di vista sulla campagna, iniziato con “mi sembra che”, il soggetto è esplicito, un soggetto presuppone un suo punto di vista…Ciao Gennaro, Ester

  47. Ah dimenticavo, hai ragione quando dici “conta la creatività, associata all’intelligenza e alla professionalità” ma dimentichi l’esperienza. l’esperienza in un settore piuttosto che in un altro può variare di gran lunga i risultati. Quindi anche ROSA ha una parte di ragione.
    E poi, l’efficacia comunicativa di una pubblicità sociale? è di difficile valutazione ma si fa presto a dire che le campagne sociali non portano a nulla…

  48. Mi sorprende il tuo atteggimento Gennaro perchè non lo capisco. Io ringrazio Luisa Carrada per la sua ospitalità: rispetto l’opinione tua e di scrive qui, dico la mia…
    I miei possibili erroracci li ho ammessi più di una volta, mi autocito “io non sono allenata a scrivere, non so farlo…”, secondo me non può permettersi di compiere errori chi scrive per mestiere, anche perchè altrimenti nascono le ambiguità sia per gli ignoranti come me sia per gli Accademici della Crusca. Non mi sembra un’eresia, no?
    Virgoletto “pubblicitario commerciale” perchè non so se nel linguaggio tecnico si dica così, se esiste una differenza tra chi fa comunicazione sociale e chi comunicazione commerciale. Nessun giudizio di valore, mi scuso se non era chiaro questo punto, ma dal testo pensavo si comprendesse.
    Se “non tutti sono in grado di capire” potresti con “creatività, intelligenza, e professionalità” far comprendere…
    infatti io che non sono abituata a leggere opinioni quasi in tempo reale su internet ho sentito che urlavi le parole che hai scritto (senza emoticon varie), dicendo forse la metà delle cose interessanti e giuste che pensi.
    Mi dispiace se ti ho offeso perchè dal tuo tono sembra che io ti abbia offeso personalmente, ma non capisco perchè.
    Io non penso che Luisa Carrada si inferocisca, perchè dovrebbe? E se fosse così ne parleremmo…non penso che ci siano Bastiglie su internet, nè condanne capitali…
    Simpaticamente
    Rosa

  49. Aspettavo un tuo parere Ester…
    dovrò rileggere ancora il tuo intervento perchè fermenti nella botte dei miei dubbi ; ), ma volevo ringraziarti subito.
    Parli giustamente del pregiudizio, ma tra le diverse ambiguità che vedo nella campagna c’è anche quella della frase “gli ultimi saranno i primi”, orripilante (SECONDO ME) citazione biblica per nulla ironica, e se ironica banale nel contesto (SECONDO ME, per gusto personale, diciamo così…), che si riferirebbe alle statistiche europee sulla povertà in cui la Calabria è segnalata ultima. Cosa mi dici su come questa frase si integri col tema del pregiudizio e le facce dei ragazzi e tutto il resto?
    Perché percepisco una contraddizione di fondo…
    rosa

  50. Oggi su Repubblica il “si” è stato corretto.
    Si trattava di errore prima? Ai posteri l’ardua sentenza.

  51. Mi è venuta una pesantezza di stomaco, vado a prendere un Alka-Seltzer. Pubblicità commerciale.
    Gennaro

  52. Scusate, che cosa ha di costruttivo tutto questo insistere (e indulgere) alla polemica?
    Non credo che l’immagine dei calabresi e dei non-calabresi ne esca migliore. Né la profondità di riflessione pare giovarne.

    Anna

  53. orrenda campagna, troppo ambigua, foto tutte uguali, per la serie siamo gli ultimi della classe e manco i manifesti sappiamo fare. io non avrei mai pagato perché veicola il messaggio al contrario. e poi che significa “gli ultimi saranno i primi”? sono indignato.

  54. Finalmente qualcuno oltre Ester e “L’amica Rosa” che ha capito qual’è il punto. Grazie Whathefuck…

  55. Sì, esatto. L’hanno corretto. Il punto è che tutti parlano a nome dei calabresi. I calabresi questo, i calabresi quello. Li mandano anche in cartaceo gigante con sgrammaticature pertinenti al loro essere “indietro”. Sempre e comunque. Che dire? uno ci prova a far cambiare idea alla gente: sui calabresi, dico… Ma se poi il blog di “scrittori a fondo perduto” non vi piace, allora è inutile… addio, calabresitudine.

  56. Intervengo in questa discussione perchè chiamato in causa da un amica. Inizialmente questa pubblicità aveva creato in me una sensazione di fastidio ma, ad una prima reazione impulsiva, è seguita poi la fase riflessiva. Mi sono chiesto qual’è lo scopo di questo spot? Parlare bene della Calabria? No. Parlare Male della calabria, nemmeno. Forse lo scopo di questo spot è proprio quello di creare indignazione, quello di suscitare una reazione. Di spot sulla Calabria ce ne sono stati tanti, dallo slogan “Calabria mediterraneo da scoprire” a quello “mare vostrum, l’ospitalità è un modo di essere” che si basano sui punti di forza della Calabria quali il mare e l’ospitalità della gente. Questi spot però rischiano di essere autoreferenziali cioè degli spot che esaltano gli aspetti positivi e ormai risaputi della Calabria per coprire quelli che sono i punti deboli quali i cattivi collegamenti, la mancanza di infrastrutture, la mancanza di una vera e propria organizzazione del settore turistico, la presenza della malavita organizzata ecc. ecc.. Tali spot rischiano dunque di essere dimenticati in breve tempo o comunque confusi con gli spot di altre località come l’Egitto o la Tunisia. E rischiano inoltre di apparire poco credibili. La campagna pubblicitaria di Oliviero Toscani ha il merito invece di “svecchiare” un certo modo di fare pubblicità. Ecco che con Toscani i calabresi perdono quell’immagine di persone dal carattere chiuso, riservato, a volte anche scontroso e testardo così come viene percepito dal resto della popolazione italiana e assumono un aspetto nuovo che punta sull’autoironia. I calabresi cioè dimostrano la capacità di ridere di se stessi, dei propri difetti e quindi, nell’immaginario collettivo, acquistano in simpatia, attirando su di loro l’affetto e la solidarietà del resto del Paese. In questo consiste la genialità di Oliviero toscani. Col senno di poi siamo tutti bravi a dire che una campagna pubblicitaria così avrebbe potuto farla chiunque e che non c’era bisogno di spendere tanti soldi o di chiamare un nome così importante però la genialità consiste nel rendere speciali le cose semplici, nello stupire attreverso l’idea. Anche un taglio su una tela siamo in grado di farlo tutti ma quando negli anni 60 lucio Fontana primo presentò questo tipo di quadri riuscì a stupire il mondo intero per la genialità della sua idea!

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