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risali negli anni

21 Gennaio 2007

Dure a morire

Nonostante gli amministratori delegati che bloggano e le conversazioni che impazzano, pare che il corporatespeak, il gergo, continui a impazzare pure lui. Anche se tutti sanno che non funziona più.
Factiva, azienda statunitense che misura e cura la reputazione delle aziende in rete, anzi la loro competitive share of voice, ha monitorato per tutto il 2006 le parole più usate nei comunicati stampa, a livello globale, USA e UK.
Ecco le prime 20 a livello globale:

next generation
flexible
robust
world class
cutting edge
easy to use
scalable
well positioned
market leading
turnkey
mission critical
groundbreaking
industry standard
best of breed
user friendly
enterprise class
enterprise wide
interoperable
extensible
breakthrough.

Nell’ultimo decennio è cambiato tutto, ma apparentemente nei comunicati stampa non è cambiato niente. Viene però da chiedersi quante aziende ricorrano ancora al “classico” comunicato stampa e quante comincino ad affidare le informazioni che le riguardano ad altri canali, e ai blog in primis.

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4 risposte a “Dure a morire”

  1. Credi davvero che sarà Hillary Clinton a “chattare” con i potenziali sostenitori e a “bloggare” e che sia stata lei a farsi venire l’idea del blog aprendo con largo anticipo la campagna elettorale? Visto l’approccio molto tradizionale con cui ha dato il via all’operazione sarei propenso a pensare il contrario. Al video non può rinunciare, ma ormai è un mezzo tradizionale, come lo era la radio per Truman o per Roosevelt. L’ambiente è finto-casalingo e ricorda i discorsi del caminetto, il gatto calzino della figlia e i cani da sciuretta dell’attuale presidente. Siamo noi a dimostrare di essere anni indietro facendoci impressionare e ad abboccare con tutte le scarpe.
    A proposito, nessuno ha rilevato che la strombazzata assoluzione degli scopiazzatori di musica non vale niente? Stampa libera… Non è necessario essere crumiri quando gli altri scioperano per difendere i privilegi di tutti.

    Luigi Muzii

  2. Se non sbaglio queste venti occorrenze sono quelle che caratterizzano anche l’ultimo discorso di steve jobs, che però è tutt’altra stoffa, vero sacerdote del rito hitech marketing, come ha detto carlini.
    e.r.

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