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risali negli anni

24 Maggio 2006

Bagagli leggeri

Nulla è più lontano da me della letteratura new age e non ho mai letto un libro di Coelho, anche se lo trovo un signore interessante e simpatico. Però oggi, sulla prima pagina di Stilos, l’occhiello del suo articolo mi ha colpita:

“Il viaggio richiede un atto di semplificazione che è di ridurre al massimo il bagaglio: un atto che è necessario anche nel viaggio più lungo e intenso, quello della vita. Liberarsi del superfluo, avere il necessario, raccogliere non beni materiali ma spirituali: ecco il segreto.”

Arrivata a casa, ho obbedito a Coelho e alleggerito ulteriormente il bagaglio, togliendo un po’ di cose inutili.
Per le mie otto ore di volo, due libri che spero mi inchiodino: L’impero di Cindia di Federico Rampini e La vampa d’agosto di Camilleri.
Tornerò su questo blog tra una decina di giorni. Ciao.

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12 risposte a “Bagagli leggeri”

  1. Un po’ credo che sia vero anche per la scrittura, eliminare il superfluo, ridurre all’essenziale. Qualcuno diceva (ricordo male la frase): un uomo che dice con venti parole ciò che si può dire con cinque, è capace di qualsiasi delitto.
    Magari non così drastico 😉

  2. Mi hai fatto ricordare un libro che ho letto tanti anni fa da adolescente: “Avere o essere”.
    Grazie al tuo post mi hai fatto venire voglia di leggerlo, per capire i segreti di come raccogliere i beni spirituali e liberarsi di quelli materiali.

    Grazie Luisa! Grazie del tuo blog!

  3. A proposito di semplificazione, Einstein diceva “make things as simple as possible, but no simpler” e vorrei suggerire la (ri)lettura di un classico (1956) delle scienze cognitive che dovrebbe essere un “must” per tutti coloro che si occupano di comunicazione scritta: “The Magical Number Seven, Plus or Minus Two: Some Limits on Our Capacity for Processing Information” di George Miller.
    Ad maiora

  4. A levare. A alleviare. A allevare. A scolpire. Ecco, sì. A scolpire. Il viaggio è a scolpire. A lottare contro l’immobilità della pietra, contro il fermoimmagine della materia.
    Bisognerebbe alleviare il dolore della materia col voyage… senza terminare mai. Nemmeno al termine della notte, forse.
    Allevare viaggi, almeno per un po’ di frescura nella Vampa d’agosto.
    Anzi no. Camilleri, lui sì che è frescura. Mette un po’ di quella “allegrezza” del comico che fa il verso a Ivano Fossati.
    Io, per me, amo le strade… etc etc

  5. cosa fa il giardiniere ogni anno per garantire il raccolto? più semplice ed evocativo di così…
    un maestro zen direbbe: non puoi riempire la tua tazza, se non la svuoti.
    Però ti direbbe anche che la tua via è solo tua, e TU la devi trovare per scoprirne la assurdità – ed ecco il riso…

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