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risali negli anni

15 Aprile 2006

Occhi pieni di cielo


Amedeo Modigliani

Strano che stamattina, alla grande mostra romana di Amedeo Modigliani, più che ai colli abbia fatto attenzione agli occhi. Occhi di donna, di vecchio o di bambino quasi tutti senza pupille, ma come fessure aperte su un altro mondo.

Ce n’erano di neri e marrone scuro, chiusi come saracinesche, ma anche di azzurri come il mare e come il cielo. Sembrava di guardare le antiche statue greche e romane, con i loro pezzi di vetro al posto degli occhi, oppure con le orbite completamente vuote. O ancora le maschere africane, così amate da Modigliani e da Picasso.

Del resto Amedeo amava la scultura e quello avrebbe voluto fare. Solo che la pietra costava molto di più di tela, colori e pennelli, e inoltre la polvere che sprigionava durante la lavorazione era micidiale per i suoi polmoni già minati. Mentre dipinge i suoi ritratti pensa a Brancusi e alle sue forme primigenie e allora un volto diventa un uovo di alabastro e il collo si slancia come un uccello in volo. Pensa alle maschere africane, alla simmetria di quegli occhi vuoti, a quei nasi lunghi e dritti. Pensa alle statuette cicladiche di molti millenni fa, ieratiche, con gli occhi che guardano fisso il Mar Egeo, e anche lui dipinge di azzurro gli occhi di un bimbo. Costantin Brancusi

Un occhio alla scultura di altri paesi e altri contimenti, e un occhio alla tradizione della pittura italiana, che amava tanto e conosceva così bene. Un lungo collo di donna/cigno come le madonne del Parmigianino, un giovane si avvita nervosamente su una sedia come gli ignudi di Michelangelo, una giovane donna si abbandona nuda e il suo corpo diventa un paesaggio come nella Venere di Urbino di Tiziano.

Ci sono tutti, alla mostra, i personaggi che affollavano il piccolo mondo della Parigi artistica del primo decennio del Novecento: mercanti, artisti Amedeo Modiglianicome Picasso e Soutine, giornaliste americane, la poetessa Anna Achmatova, Guillaume Apollinare, la bellissima e tragica moglie Jeanne, ma anche bambini e attricette sconosciute. Tutti immortalati anche in splendide fotografie in bianco e nero, che aprono la mostra.
Ma lo sguardo offerto al fotografo nei ritratti di Modigliani sembra ritrarsi verso l’interno o protrarsi verso un orizzonte lontano. Uno sguardo profondo e puramente interiore.

 

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