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risali negli anni

9 Aprile 2006

La parola che dà il via

If writing a book is impossible, write a chapter.
If writing a chapter is impossible, write a page.
If writing a page is impossible, write a paragraph.
If writing a paragraph is impossible, write a sentence.
If writing a sentence is impossible, write a word and teach yourself everything there is to know about that word and then write another, connected word and see where the connection leads.

Lo stato di vero blocco davanti alla pagina bianca per fortuna lo conosco sempre più di rado. Scrivo moltissimo e ormai conosco mille modi per cominciare.
Nessuno di questi mille però mi ha soccorso oggi di fronte a un lavoro nuovo, su un tema di carattere legale, molto lontano da me. Da trattare con grande precisione, ma con uno stile originale.

Avevo tutto: la scaletta, gli appunti, la struttura.
Niente, non riuscivo a trovare quella che io chiamo “la chiave giusta”, il tono di voce che ti convince e che da solo ti guiderà lungo le pagine, una dopo l’altra.

Scartabellando tra le pagine del Poynter, pieno di consigli per scrittori in crisi, mi sono imbattuta nelle poche righe del Premio Pulitzer Richard Rhodes, con il suo invito a partire dalla singola parola.
Io di solito faccio il contrario: è la struttura, la scaletta, la visione di insieme che mi fa sentire il terreno fermo sotto i piedi. Però, visto che mi gingillavo ormai da ore, ero disposta a provarle tutte.
E così ho fatto. Sono partita dalla parola “creatività”, che a prima vista nulla c’entra con uno studio legale.

Eppure ha funzionato, e il gioco delle connessioni di parola in parola mi ha fatto arrivare rapidamente a pagina 10.

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5 risposte a “La parola che dà il via”

  1. piacere di conoscerti, sono dario….grazie del suggerimento…anche a me per scrivere serve l’ispirazione, e certe volte proprio si dimentica di me…seguirò il tuo consiglio…ciao! Ah….se vuoi farti qualche sorriso passa da me….ma non troverai uno stile da vincere il Pulitzer!

  2. talvolta sento la mancanza di un metodo organizzativo per le mie idee.
    è un po’ la differenza tra suonare ad orecchio e studiare la musica.
    puoi anche diventare un ottimo jazzista, ma devi chiamarti come minimo Louis Armstrong ….

  3. E’ una specie di gioco che a volte insegno ai miei studenti: se non sai come cominciare un tema, cerca la parola-chiave e parti dalla sua definizione sul dizionario… a volte saltano fuori idee che non si immaginavano proprio!

  4. Ciao,
    non sono uno scrittore, ma mi sto cimentando con il blog.
    Certe volte, mi sembra facile cosa scrivere. Altre volte sono annebbiato e non so da dove partire.
    Partire da una singola parola e connetterla con un altra può essere una valida tecnica.
    Per ora con questo commento, sto creando una connessione tra me e il tuo sito.

    Gianluca

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