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14 Febbraio 2006

Disegnare, per cominciare a scrivere

L’altro ieri, domenica 12 febbraio, Alessandro Lucchini mi ha segnalato uno speciale dedicato alla pagina bianca sull’inserto Domenica di Repubblica.

Una charity di Londra, Book Aid International, ha chiesto a 25 scrittori britannici di riempire un foglio A4 sul tema della pagina bianca. 25 fogli che saranno battuti all’asta il prossimo 21 febbraio, con l’obiettivo di acquistare libri per scuole, biblioteche, università e ospedali in Africa.
Repubblica ha proseguito il gioco, proponendo la stessa prova a cinque scrittori italiani: Santacroce, Citati, Camilleri, Lodoli e Lucarelli.

La cosa che mi ha colpito di più, nelle pagine pubblicate, sia per gli scrittori d’oltremanica sia per i nostrani, è che almeno la metà delle “ispirazioni” non erano costituite da parole, ma da immagini.

Un albero genealogico per l’autrice di Harry Potter, un cervello per lo scrittore di gialli Ian Ranking, disegnini a margine del testo per molti, una strana donna-gatto per Isabella Santacroce, un autoritratto con palloncini per Marco Lodoli.
Il quale Lodoli ha anche scritto un articolino sullo stesso dossier di Repubblica, che comincia così:

Pagina bianca, immacolata, perfetta nella sua purezza maestosa e silente: campo di neve muta e candidissima sulla quale un viaggiatore vuole lasciare le sue impronte e le sue parole per andare lontano. Bisogna avere il senso dell’oltraggio per avanzare in quel bianco extrastrong, bisogna dimenticare completamente la vergogna di prendere la parola al cospetto del mondo e pestare con gli scarponi neri di inchiostro, tirati dalla necessità di quel percorso: e quando si è giovani viene facile, si affondano le sillabe nella pagina pulita senza esitare un attimo, le frasi si posano facili e violente, i fogli bianchi si sporcano di desideri assoluti, di incoscienza eccitata, sono il vuoto in cui inventare il viaggio della salvezza: e il libro nasce in pochi mesi, ma già il primo giorno tutto è chiaro, deciso, irreversibile.
 
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