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18 Novembre 2004

Itinerari personali e misteriosi

La Repubblica sta per lanciare il suo Almanacco dei Libri, che uscirà da dopodomani tutti i sabati. Una bella concorrenza allo storico Tuttolibri della Stampa.
Per questo, ieri la pagina della cultura ospitava una lunga intervista a Daniel Pennac, che in realtà non diceva qualcosa di molto diverso da quanto abbiamo tutti letto nel suo libretto Come un romanzosui diritti del lettore. Oggi la stessa pagina è più interessante e originale, con l’articolo Quel gesto chiamato leggere a firma di Stefano Bartezzaghi.

Un passo mi è piaciuto molto, che riguarda quell’itinerario personalissimo che ci porta di libro in libro:
“Si continua a leggere perché un libro ne richiama un altro, per analogia o per contrasto; per cambiare l’atmosfera del libro precedente o per approfondirne un’idea. Nel leggere, insomma, non riconosciamo solo sequenze di lettere e parole, ma sappiamo associare a queste sequenze la loro musica interiore, magari sbagliando e travisando. Questa seconda lettura, al contrario della prima, non si può mai finire di impararla”.

Sarebbe interessante tenere traccia, come su una mappa mentale, di questi itinerari per ciascuno di noi. Quale libro ci ha portato verso un altro, e poi verso un altro ancora, e magari perché.

Per me funziona soprattutto il desiderio di conoscere a fondo un autore che mi è particolarmente piaciuto: cerco di leggere tutto di lui o di lei, di esplorarne il territorio per intero. E mentre esploro, al piacere dell’approfondimento si unisce il rimpianto di stare finendo la scoperta, soprattutto per gli autori del passato. Per quelli contemporanei, ogni nuovo libro è una promessa di gioia.

5 risposte a “Itinerari personali e misteriosi”

  1. Io tengo un “diario delle letture”: ogni volta che finisco un libro lo aggiungo alla lista con l’indicazione del mese in cui l’ho letto. Grazie a questa “lista” posso ricostruire i percorsi che mi hanno portata da un libro all’altro. Per finire, redigo anche un elenco “geografico” delle letture: Letteratura italiana, tedesca, americana, sudamericana, etc…Per capire quali aree devo ancora approfondire…

  2. Volevo ringraziarti per i grandi spunti di riflessione e di curiosità che mi offri. Il post di oggi mi è piaciuto particolarmente. Nella scelta del libro mi affido spesso all’istinto. Entro in una libreria,mi guardo intorno e scelgo quello che mi colpisce, a volte è la copertina, il titolo o il commento.E se il libro mi piace allora leggo tutto quello che l’autore ha scritto. Un pò come per te, ti ho conosciuta grazie a Lucchini perchè sono interessata a tutto quello che riguarda la scrittura e ora ti vengo a trovare spesso. Complimenti.

  3. Personalmente seguo diversi percorsi: il primo è quello dell’Autore di cui amo conoscere almeno due o tre opere, il secondo riguarda l’epoca ( anni venti ecc.ecc.) il terzo è più inerente al contenuto, alla scelta del tema. Naturalmente seguo anche i consigli di lettura. In questo momento quelli di Aletheia.

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