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risali negli anni

15 Maggio 2004

Piccolo case study vissuto in prima persona

Ho bloggato poco in questa settimana, ma il lavoro si è mangiato gran parte delle mie energie e del mio tempo. Da qualche giorno il nuovo sito della mia azienda è finalmente online. Io e le mie colleghe ne siamo piuttosto soddisfatte, anche se ci sono parecchie cose e cosucce da mettere a posto, nonché tanti nuovi contenuti da inserire.

A dire il vero, in alcuni momenti abbiamo disperato di farcela perché vincoli e difficoltà erano tanti. E le nostre idee su come dovesse venir fuori e cosa comunicare pure.

I vincoli
– doveva essere certificato W3C senza essere povero né troppo spartano
– doveva essere un canale di distribuzione della nostra documentazione di marketing
– doveva rappresentare in maniera unitaria l’offerta di 15 aziende di informatica presenti praticamente in tutti i settori di mercato
– l’obiettivo: raccontare un gruppo di information technology e il suo valore per il paese; un gruppo che a sua volta fa parte di un gruppo famoso e importante; estrapolare il nostro valore unico, che non è nelle tecnologie (si comprano ovunque) ma nelle competenze professionali delle persone.

Le idee
– non dobbiamo realizzare un sito uguale a tutti i siti fotocopia delle grandi aziende di information technology
– dobbiamo realizzare un sito che faccia capire quali vantaggi porti l’informatica ai cittadini e al paese, senza far vedere nemmeno un pc
– siccome la nostra azienda non vende al consumatore ma alle grandi organizzazioni, dobbiamo dare informazioni molto esaustive e precise, ma senza caricare di testo le pagine, anzi le pagine le vogliamo leggere leggere, quasi rarefatte
– dobbiamo distinguere fortemente l’azienda, ma senza fare troppe rivoluzioni, altrimenti ci bocciano il progetto.

Le scelte
– grande enfasi alle immagini, cui è affidata l’atmosfera del sito e anche i nostri obiettivi: l’Italia, le città, i cittadini e i paesaggi in un contrappunto continuo con le persone, le nostre e quelle per le quali lavoriamo, persone che non corrono, ma che pensano, progettano e scelgono. Abbiamo inoltre abbandonato il blu, che ci ha accompagnato per molti anni e che contraddistingue insieme ad altri colori freddi i siti di informatica, a favore del giallo, caldo e solare, a fare da orizzonte a un’azienda mediterranea
– struttura rigorosa per capire sempre dove si è: indice della sezione a sinistra, testo al centro, approfondimenti a link a destra
– poco, pochissimo testo nelle pagine html, più bodycopy che testo vero e proprio (tranne il profilo aziendale, lì non era possibile): per chi vuole approfondire, tutte le brochure in pdf (leggerissime) sono nel menu di destra; questo ci ha permesso di lasciare nelle pagine i messaggi principali senza togliere nulla a chi vuole andare a fondo.

Cosa ci piace di più: l’uso che abbiamo fatto degli alt text. Quando il mouse passa sulle immagini in alto, appare una brevissima storia o una suggestione (“cassette di sicurezza custodiscono tesori e ricordi; due donne immaginano i loro segreti” per il mercato banche).

Cosa ci è costato più fatica: trovare la tagline. Poi “per via di torre”, come diceva Michelangelo, siamo arrivate a due sole parole: Italian Brainware, in cui il solo -ware rimanda (ma inequivocabilmente) all’informatica. Tutto il testo al nostro concept: paese e persone.

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3 risposte a “Piccolo case study vissuto in prima persona”

  1. Scusa, Margherita.
    Questo è un vecchissimo post, inviato come novità per un errore.
    Sto mettendo a posto il blog e per qualche misterioso motivo un paio di post sono stati inviati.
    Me ne scuso con tutti.

    Luisa

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