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risali negli anni

12 Ottobre 2003

Un’altra buona ragione per scrivere un blog

Ero partita dall’ emisfero destro, ma man mano che vado avanti sto scoprendo altre buone ragioni per tenere un blog.
Per esempio, che scrivere quasi tutti i giorni in maniera libera e veloce, seguendo non solo il dovere ma anche il piacere di scrivere, di comunicare un breve pensiero o un semplice link, di annotare un paio di versi, tiene in allenamento come poche altre cose.
Per non parlare dell’allenamento alla titolazione: spesso ci metto più a titolare il post che a scriverlo. Ottimo segno.

Io credo, sinceramente credo, che non c’è miglior via per arrivare a scrivere sul serio che di scribacchiare giornalmente.
Italo Svevo

Nulla dies sine linea.
Plinio il Vecchio

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5 risposte a “Un’altra buona ragione per scrivere un blog”

  1. Forse sono proprio queste ultime le ragioni più valide. Quanto all’emisfero destro, mi pare che tutti noi che con la scrittura ci lavoriamo, alla fin fine anche se blogghiamo per piacere, un bell’esamino a sinistra non lo si nega a nessun pensiero, nemmeno a quelli più “urgenti”. Sui titoli invece concordo in pieno e noto che non sono molti i blog che ne fanno uso.

  2. Ciao Luisa, seguo ormai da tanto MdS. Vedo che anche nei blog riesci ad essere puntuale e precisa!
    Scrivendo, anche nel mio blog, ho imparato a comunicare meglio su tutti i fronti. E’ uno “skill” con cui sto raccogliendo molto! Grazie anche a te ::dani PS fantastica la frase di Svevo, ci credo tantissimo 😉

  3. blog dall’emisfero destro o sinistro? anche se scrivere in questi contesti non è mestiere ma diletto, suppongo sia necessario equilibrio, perché qualche volta un filtro a ciò che si è digitato ci vorrebbe.
    chiamiamola autocritica, senso della misura, consapevolezza se vuoi.
    molto bello questo blog per chi ama parole letture e scritture come me. mi permetto di linkarlo. tt

  4. Hai perfettamente ragione, dal canto mio ho un piccolo blog in cui mi esercito a scrivere piccole recensioni dei libri che leggo. Non serve a nulla probabilmente (ma questo può costituire un vantaggio) però mi spinge a meditare – se si può usare questo termine – in modo più profondo e sistematico sulle sensazioni che mi sono state suscitate. Ci sono due vantaggi, si comprende meglio cosa si prova verso un libro o un personaggio, ci si esercita faticosamente a scriverne per un “lettore”, anche se inesistente, quindi a disciplinare pensiero e scrittura.
    Mauro

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