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risali negli anni

23 Giugno 2003

A Giulio, che ha appena compiuto tre anni

Da qualche mese parli benissimo e non sbagli un congiuntivo.
Il tuo vocabolario è ricchissimo: dici “arrampicarsi” e non “salire”, “raggiungere” e non solo “venire”.
Ti compiaci, e si vede, quando usi “proprio” e “addirittura”. Li metti all’inizio o alla fine delle frasi: hai ragione, fanno più effetto, lo insegnano anche nelle scuole di comunicazione.
Ma basta una vocale fuori posto per farti spalancare gli occhi colore del cielo.
“Il massaggino si fa sul pancino, il messaggino si manda sul telefonino”.
Lo ripetiamo tante volte, come una filastrocca.
Strofiniamo pance e schiene, scriviamo alla mamma dal tastierino.
Cambia la vocale. Di parole o di mani, sempre di carezze si tratta.

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Una replica a “A Giulio, che ha appena compiuto tre anni”

  1. Mia figlia (ora ha 5 anni), mi ha veramente stupito da qst punto di vista. Ha cambiato molte mie convinzioni in fatto di linguistica. Ero convinto che l’imparare a parlare fosse un fatto di pura e semplice imitazione. Invece, Ilaria mi ha dimostrato (e credo che lo farà presto anche Giulio) che una parte è imitazione, ma il resto è frutto di elaborazione mentale, anche abbastanza profonda, ma di cui i bambini sono capaci anche in età che non immagineremmo.
    Ilraira, per esempio, aveva da poco incominciato a parlare ma dimostrava di avere capito che a situazioni diverse corrispondevano voci verbali diverse, e cercava di adattare il verbo alla situazione. Naturalmente, sbagliava tutti gli irregolari (non poteva avere idea delle tortuosità del pensiero – e del linguaggio – degli adulti), ma proprio per questi capivo che il tutto era frutto di un suo ragionamento autonoma. Se ne usciva spesso con frasi del tipo: “Ninna con mamma faio”(invece di faccio), “Un bacio a mamma daio”, “Nel letto di mamma vaio”. Una volta si è spinta fino a “Tutto a posto mettato”. Il fatto che da nessuno abbia mai sentito dire faio, vaio, daio e mettato mi induce a credere che abbia cercato di costruire una sua “grammatica”, applicando a modo suo le regole che aveva intutito sentendo parlare i grandi. Sono sicuro che anche in Giulio noterai presto qualcosa di simile! Aldo

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