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	<title>Il blog del mestiere di scrivere</title>
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		<title>Il blog del mestiere di scrivere</title>
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		<title>WTD ebook</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 11:32:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luisaeditor</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[siti belli e cose utili]]></category>

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		<description><![CDATA[Write to done è un blog sulla scrittura che segnalai tempo fa e che non ho più visitato per molto tempo. Appartiene alla categoria di blog che si reggono sui guest, come Copyblogger. Ci trovi cose interessanti, ma anche tante – troppe per me – voci diverse. Molti guest blogger scrivono per acquisire visibilità e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.mestierediscrivere.com&#038;blog=29748623&#038;post=2548&#038;subd=luisacarrada&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.mestierediscrivere.com/Blog/better_writing.jpg" alt="" width="197" height="253" /></p>
<p><a href="http://writetodone.com"><strong>Write to done</strong></a> è un blog sulla scrittura che segnalai tempo fa e che non ho più visitato per molto tempo. Appartiene alla categoria di blog che si reggono sui guest, come <a href="http://www.copyblogger.com">Copyblogger</a>.<br />
Ci trovi cose interessanti, ma anche tante – troppe per me – voci diverse.<br />
Molti guest blogger scrivono per acquisire visibilità e ogni pretesto è buono.<br />
Però stamattina ci sono capitata quasi per caso e vi ho trovato l&#8217;ebook <a href="http://writetodone.com/wtd-books/"><strong>The nearly Ultimate Guide to Better Writing</strong></a>.<br />
D&#8217;accordo, il titolo non è eccelso ma da una scorsa all&#8217;indice mi è sembrato utile e piacevole.<br />
Potete scaricarlo gratuitamente sia in pdf, sia in formato epub.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/luisacarrada.wordpress.com/2548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/luisacarrada.wordpress.com/2548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/luisacarrada.wordpress.com/2548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/luisacarrada.wordpress.com/2548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/luisacarrada.wordpress.com/2548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/luisacarrada.wordpress.com/2548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/luisacarrada.wordpress.com/2548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/luisacarrada.wordpress.com/2548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/luisacarrada.wordpress.com/2548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/luisacarrada.wordpress.com/2548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/luisacarrada.wordpress.com/2548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/luisacarrada.wordpress.com/2548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/luisacarrada.wordpress.com/2548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/luisacarrada.wordpress.com/2548/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.mestierediscrivere.com&#038;blog=29748623&#038;post=2548&#038;subd=luisacarrada&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>(per chi scrive) è sempre stagione di carciofi</title>
		<link>http://blog.mestierediscrivere.com/2012/05/15/per-chi-scrive-e-sempre-stagione-di-carciofi/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 06:29:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luisaeditor</dc:creator>
				<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[ferri del mestiere]]></category>

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		<description><![CDATA[Di solito segnalo ma non riproduco per intero i post altrui e per la lettura rimando sempre alla fonte. Faccio un&#8217;eccezione per l&#8217;ultimo di Nuovo e utile, Scrittura, rilettura e cucina dei carciofi. Non aggiungo nemmeno una parola a quanto scritto in maniera così efficace da Annamaria Testa: Capita spesso che ragazze e ragazzi mi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.mestierediscrivere.com&#038;blog=29748623&#038;post=2541&#038;subd=luisacarrada&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di solito segnalo ma non riproduco per intero i post altrui e per la lettura rimando sempre alla fonte. Faccio un&#8217;eccezione per l&#8217;ultimo di Nuovo e utile, <a href="http://www.nuovoeutile.it/ita_scrittura_rilettura_carciofi.html"><strong>Scrittura, rilettura e cucina dei carciofi</strong></a>.<br />
Non aggiungo nemmeno una parola a quanto scritto in maniera così efficace da <a href="http://www.annamariatesta.it/biografia.htm">Annamaria Testa</a>:</p>
<p style="padding-left:30px;">Capita spesso che ragazze e ragazzi mi facciano vedere i loro scritti. Perfino a quelli che vogliono fare pubblicità chiedo di mostrarmi almeno un testo lungo: da un titolo pubblicitario, per quanto brillante sia, è impossibile capire se uno maneggia le parole decentemente, e con grazia.<br />
Così, in novantacinque casi su cento, dopo poco mi ritrovo a fare la medesima domanda: <em>santa polenta, ma hai riletto quel che hai scritto?</em><br />
Le risposte vanno da <em>no, perché andavo di fretta</em> (argh) a <em>sì, certo</em> (ehm).<br />
… e quante volte hanno riletto, ‘ste anime sante? Una volta. Una. Una sola.<br />
Beh, si scrive e poi si rilegge scorrendo le righe e morta lì, no?</p>
<p style="padding-left:30px;">Spiego che si rileggono una volta gli sms. Le mail, se sono non brevissime, qualche volta in corso di scrittura e poi alla fine, prima di cliccare <em>send</em>. Ma un testo per il pubblico va riletto mooolte volte. E, a ogni rilettura, qualcosa va aggiustato. Spesso, quando si modifica una frase, anche la punteggiatura va cambiata di conseguenza.<br />
Il testo apparirà tanto più necessario e <em>naturale</em> quanto più sarà stato, con un paziente e invisibile lavoro di affinamento, reso adatto a dire esattamente quel che vuol dire. Né di più né di meno.<br />
Mi guardano con gli occhioni spalancati, ‘sti pivelli.</p>
<p style="padding-left:30px;">Allora parte il teatrino. Prendo la penna e, mentre quelli fanno spallucce, comincio a segnare gli errori di ortografia: accenti, apostrofi. E orrendezze anche peggiori.<br />
… poi segno le frasi storte, o perché i tempi verbali non concordano, o perché non concordano verbi e soggetti, collocati alle opposte periferie di periodi caotici. Oppure perché o il verbo o il soggetto è definitivamente <em>missing</em>. Poi segno gli anacoluti, che sembrano disinvolti ma sono solo bruttarelli: per esempio <em>l’orologio, Pippo lo aveva rotto…</em><br />
Segno le parole ripetute senza intenzione o necessità e a breve distanza (es: <em>fino ad ora Pippo era in ritardo di mezz’ora</em>). Già che ci sono, dove posso tolgo le d eufoniche. Segno i salti ingiustificati dal passato al presente o viceversa e, se sono ripetuti e ammucchiati in poche righe, gli andirivieni tra “noi”, “tu”, forme impersonali.<br />
Segno le frasi di cui il testo può fare a meno senza perdere un milligrammo di senso. Intanto ho guardato la punteggiatura: di solito trovo virgole sparse dove capita, come petali di rosa sul percorso della processione. O come fiati presi a caso da un attore maldestro.<br />
Ah: comincio a segnare anche le parole fuori tono. Per esempio quelle troppo colloquiali in un testo tutto in punta di penna, o viceversa.<br />
E segno le formule goffe o antiquate: ci sono ventenni che usano <em>egli, al fine di, allorquando</em> e altri muffosi avanzi del tempo che fu.</p>
<p style="padding-left:30px;">Poi vado a vedere se la scrittura ha ritmo. E se ci sono dei cortocircuiti di senso.<br />
Uno degli esempi più divertenti mi è capitato di recente. È l’<em>incipit</em> di un testo di intenzione peraltro non disprezzabile:<br />
<em>Il braccio chiede consiglio alla mente e intanto è sulla porta del cuore ad origliare ogni suo sospiro.</em><br />
Dico all’autore: e ora, anima santa, visualizza quel che hai scritto.<br />
C’è un braccio (tranciato?) che chiede consiglio alla mente (come fa? Parla? Pensa? È telepatico?) e intanto (sempre lui, il braccio multitasking) è sulla porta del cuore (urca!) ad origliare (il braccio ha orecchie?) ogni suo sospiro (e come fa a sospirare, il cuore? Ha una bocca? E i polmoni, in questo campionario anatomico, che fanno? Battono?).<br />
Spero di avervi dato un’idea di quel che si può trovare se ci si prende la briga di passare un testo al setaccio fine. E sì, certo, le metafore vanno bene, eccome: ma solo se non collassano l’una sull’altra in una poltiglia di incongruenze.</p>
<p style="padding-left:30px;">Naturalmente tutto questo lavoro di rilettura parte dal presupposto che il testo racconti qualcosa che val la pena di leggere, se no è meglio risparmiarsi anche la fatica di scrivere e dedicarsi a qualche hobby più divertente.<br />
Ma se uno decide di scrivere, non c’è verso. Deve anche rileggere, se ha un minimo di rispetto per il proprio pensiero. E quando dico “rileggere” intendo: con attenzione, e più di una volta. Quante volte? Tante: cinque, dieci, anche venti se il testo è lungo o complesso.</p>
<p style="padding-left:30px;">In sostanza, lavorare su un testo è come cucinare carciofi. PRIMA si puliscono e si tirano via le foglie dure e guaste. POI si taglia la punta: via tutte le spine. POI si dividono a metà, o in quarti, eliminando anche quelle barbette interne fetenti e traditrici che, se finiscono in bocca, allappano. POI bisogna lavarli bene bene.<br />
Solo se è stata tirata via la roba sbagliata, brutta, inutile ci si può divertire coi profumi e i sapori. E si può mettere in pentola aggiungendo tutto quel che serve.<br />
Mi diceva però l’ortolano che adesso la gente non vuol più rompersi l’anima, perdere tempo e pungersi per pulire i carciofi: molti preferiscono quelli già pronti, sfogliati, privati del gambo, decapitati. Anche se fanno tristezza, rinsecchiti e nerastri come sono.<br />
Ma chi scrive deve rassegnarsi. E pulire bene i suoi carciofi.</p>
<p>Ho appena spedito questo post ai partecipanti di un laboratorio di scrittura che ho tenuto in un&#8217;azienda la scorsa settimana e con i quali non ho fatto altro che pulire e cucinare carciofi. E ho appena eliminato dalla frase precedente un anacoluto che mi era scappato. Era disinvolto, ma bruttarello.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/luisacarrada.wordpress.com/2541/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/luisacarrada.wordpress.com/2541/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/luisacarrada.wordpress.com/2541/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/luisacarrada.wordpress.com/2541/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/luisacarrada.wordpress.com/2541/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/luisacarrada.wordpress.com/2541/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/luisacarrada.wordpress.com/2541/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/luisacarrada.wordpress.com/2541/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/luisacarrada.wordpress.com/2541/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/luisacarrada.wordpress.com/2541/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/luisacarrada.wordpress.com/2541/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/luisacarrada.wordpress.com/2541/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/luisacarrada.wordpress.com/2541/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/luisacarrada.wordpress.com/2541/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.mestierediscrivere.com&#038;blog=29748623&#038;post=2541&#038;subd=luisacarrada&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Di allineamenti e copertine</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 14:47:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luisaeditor</dc:creator>
				<category><![CDATA[siti belli e cose utili]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi è arrivato ieri il secondo numero di Rrose, raffinata rivista che ha come sottotitolo La creatività, di volta in volta. Del primo numero e della scelta coraggiosa di avviare di questi tempi una rivista cartacea su temi che trionfano in rete ho già scritto. Mi ha attirato subito il primo articolo, un&#8217;intervista all&#8217;art director [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.mestierediscrivere.com&#038;blog=29748623&#038;post=2532&#038;subd=luisacarrada&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è arrivato ieri il secondo numero di <a href="http://www.rroseselavy.org/index.html"><strong>Rrose</strong></a>, raffinata rivista che ha come sottotitolo <em>La creatività, di volta in volta</em>. Del primo numero e della scelta <img class="alignright" src="http://www.mestierediscrivere.com/Blog/rose_2.jpg" alt="" width="200" height="233" />coraggiosa di avviare di questi tempi una rivista cartacea su temi che trionfano in rete <a href="http://blog.mestierediscrivere.com/2012/01/16/destini-incrociati/">ho già scritto</a>.<br />
Mi ha attirato subito il primo articolo, un&#8217;intervista all&#8217;art director <a href="http://www.falcinelliand.co/">Riccardo Falcinelli</a>.<br />
L&#8217;occasione è l&#8217;uscita del suo libro <a href="http://www.minimumfax.com/libri/scheda_libro/531">Fare i libri. Dieci anni di grafica in casa editrice</a>, in cui racconta la collaborazione con la Minimum fax, fatta di centinaia di copertine di libri. Mi ha colpito un passaggio, che si riferisce al problema dell&#8217;allineamento del testo:</p>
<p style="padding-left:30px;">Siamo abituati a leggere il testo giustificato, sui giornali (diviso a colonne) e sui libri.<br />
Perché hai scelto il testo a bandiera per Fare i libri?</p>
<p style="padding-left:30px;">Il testo giustificato è di norma più leggibile sui testi lunghi e negli impaginati classici. Ma su testi brevi è meno elegante e si sposa meno bene con le illustrazioni, specie quando la composizione di testi e immagini è molto libera. In questo caso la giustificazione sarebbe stata un&#8217;incoerenza rispetto all&#8217;andamento cinematografico dello sfogliar pagina. Poi il testo sbandierato mantiene costante lo spazio tra le lettere, mentre la giustificazione falsa un po&#8217; questi rapporti, tanto che i designer più rigorosi difendono a spada tratta i testi sbandierati.<br />
In generale, vale una sola regola: leggiamo meglio quello che leggiamo di più: quindi per i romanzi meglio la giustificazione, nei testi corti meglio la bandiera. Ma senza prendere le regole troppo alla lettera.</p>
<p>L&#8217;indicazione mi ha confortata perché è la risposta che do sempre io – paladina dell&#8217;allineamento a sinistra – quando in un laboratorio di scrittura si solleva la questione &#8220;allineamento&#8221;. Abbandonare il giustificato per molti è come abbandonarsi al caos.<br />
Eppure è l&#8217;ideale per la leggibilità di lettere, email, testi web, slide.<br />
Io allineo a sinistra anche i testi lunghi, come i <a href="http://www.mestierediscrivere.com/index.php/quaderni/">Quaderni del MdS</a>. Mi ci sono abituata e non potrei fare altrimenti.</p>
<p>E a proposito di carta e copertine&#8230; l&#8217;hanno già linkata in tanti, ma se non l&#8217;avete ancora vista, prendetevi venti minuti per godervi la TED Conference di <a href="http://luigibicco.blogspot.it/2012/01/chip-kidd.html">Chip Kidd</a>: <strong>Progettare libri non è una cosa da ridere</strong> (sottotitoli in italiano):</p>
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		<title>Esageratamente iperbolici</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 10:09:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luisaeditor</dc:creator>
				<category><![CDATA[web writing]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Frenate l&#8217;entusiasmo, gente!&#8221; titola l&#8217;ultimo post della rubrica del Guardian Mind the language. L&#8217;editor Gary Nunn coglie la tendenza sempre più diffusa a ricorrere a iperboli (&#8220;immensamente superiore a qualsiasi cosa abbia mai visto&#8221;). Nata sulla strada (&#8220;dove per strada intendo il colloquiale spirito del tempo: tweet, facebook update, hashtag, conversazioni tra gente più che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.mestierediscrivere.com&#038;blog=29748623&#038;post=2504&#038;subd=luisacarrada&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Frenate l&#8217;entusiasmo, gente!&#8221; titola l&#8217;ultimo post della rubrica del Guardian <a href="http://www.guardian.co.uk/media/mind-your-language/2012/may/03/curb-your-enthusiasm-mind-your-language">Mind the language</a>.<br />
L&#8217;editor Gary Nunn coglie la tendenza sempre più diffusa a ricorrere a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Iperbole_(figura_retorica)">iperboli</a> (&#8220;immensamente superiore a qualsiasi cosa abbia mai visto&#8221;).<br />
Nata sulla strada (&#8220;dove per strada intendo il colloquiale spirito del tempo: tweet, facebook update, hashtag, conversazioni tra gente più che adulta&#8221;), la tendenza dilaga negli ambienti di lavoro e nelle redazioni giornalistiche, anche quando ci si riferisce ad avvenimenti normalissimi. Deve essere vero, perché Massimo Mantellini lo notava in un suo post di questi giorni: <a href="http://www.mantellini.it/?p=19659">Trasformazioni epocali</a>.<br />
Le iperboli vanno riservate – ci ricorda Nunn – al &#8221;best of the best&#8221;. Invece mille cose diventano incredibili, grandiose, fantastiche (i nostri corrispettivi dell&#8217;ormai onniprensente <em>awesome</em> in inglese).<br />
Il pericolo è impoverire il linguaggio e &#8220;trovarci in bancarotta di aggettivi e avverbi adatti quando l&#8217;occasione è davvero speciale. Prima di spararla grossa, è meglio cercare alternative che possano esprimere lo stesso fattore Wow! Quello sarebbe davvero grandioso. O in realtà, solo corretto.&#8221;<br />
Ma la vera scorciatoia verso l&#8217;esagerazione è il punto esclamativo. Ne parla il Boston Globe: <strong><a href="http://articles.boston.com/2012-04-26/style/31391414_1_exclamation-mails-thoughtful-language">The overuse of exclamation points!</a><br />
</strong>La <em>bangorrea </em>affligge tutti, anche chi come me è abituato a sorvegliare molto la propria scrittura. Mi innervosisco quando mi arrivano le newsletter con &#8221;offerta imperdibile!&#8221;, &#8220;richiedi la fidelity card!&#8221;, &#8220;in esclusiva per te!&#8221;, &#8220;scopri l&#8217;offerta che ti abbiamo riservato!&#8221;, ma poi non riesco a non scrivere &#8220;grazie!&#8221; quando concludo un&#8217;email. È come se mi spegnessi il sorriso da sola.</p>
<h1></h1>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/luisacarrada.wordpress.com/2504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/luisacarrada.wordpress.com/2504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/luisacarrada.wordpress.com/2504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/luisacarrada.wordpress.com/2504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/luisacarrada.wordpress.com/2504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/luisacarrada.wordpress.com/2504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/luisacarrada.wordpress.com/2504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/luisacarrada.wordpress.com/2504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/luisacarrada.wordpress.com/2504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/luisacarrada.wordpress.com/2504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/luisacarrada.wordpress.com/2504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/luisacarrada.wordpress.com/2504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/luisacarrada.wordpress.com/2504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/luisacarrada.wordpress.com/2504/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.mestierediscrivere.com&#038;blog=29748623&#038;post=2504&#038;subd=luisacarrada&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il genere delle nuvole</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 08:44:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luisaeditor</dc:creator>
				<category><![CDATA[lingua italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mio 1000mo tweet è su un dilemma. Meglio &#8220;nella cloud&#8221; o &#8220;nel cloud&#8221;? #Nova24 usa la prima definiz. Google più la seconda. twitta stamattina Roberto Battaglia. Ho sorriso, perché mi sono ricordata delle tante disquisizioni sul genere dell&#8217;email. Una vita fa. Sono d&#8217;accordo con Nova24: femminile! La Crusca docet: La questione del genere dei nomi stranieri [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.mestierediscrivere.com&#038;blog=29748623&#038;post=2501&#038;subd=luisacarrada&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left:30px;">Il mio 1000mo tweet è su un dilemma. Meglio &#8220;nella cloud&#8221; o &#8220;nel cloud&#8221;? <s>#</s>Nova24 usa la prima definiz. Google più la seconda.</p>
<p>twitta stamattina <a href="https://twitter.com/#!/batpad">Roberto Battaglia</a>.<br />
Ho sorriso, perché mi sono ricordata delle tante disquisizioni sul genere dell&#8217;email. Una vita fa.<br />
Sono d&#8217;accordo con Nova24: femminile!<br />
La <a href="http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=3780&amp;ctg_id=93">Crusca</a> docet:</p>
<p style="padding-left:30px;">La questione del genere dei nomi stranieri che entrano nella nostra comunicazione corrente segue una regola apparentemente semplice: attribuire il genere che ha la parola corrispondente in italiano, per cui, ad esempio &#8220;la hall&#8221; (in italiano &#8220;sala&#8221;), &#8220;la mail&#8221; (in italiano &#8220;la posta&#8221;), &#8220;il manager&#8221; (in italiano &#8220;l&#8217;uomo d&#8217;affari&#8221;), ecc. o che ha originariamente nella lingua d&#8217;origine (per le lingue come l&#8217;italiano che attribuiscono il genere ai sostantivi).</p>
<p>Nel caso della cloud, il femminile aiuta anche l&#8217;immaginazione.<br />
&#8220;Il cloud&#8221; mi fa pensare a una macchina. Ad hardware, a metalli.<br />
&#8220;La cloud&#8221; a una nuvoletta. Bianca e leggera (ma in questo caso, speriamo, poco propensa a svanire nel nulla).</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/luisacarrada.wordpress.com/2501/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/luisacarrada.wordpress.com/2501/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/luisacarrada.wordpress.com/2501/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/luisacarrada.wordpress.com/2501/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/luisacarrada.wordpress.com/2501/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/luisacarrada.wordpress.com/2501/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/luisacarrada.wordpress.com/2501/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/luisacarrada.wordpress.com/2501/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/luisacarrada.wordpress.com/2501/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/luisacarrada.wordpress.com/2501/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/luisacarrada.wordpress.com/2501/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/luisacarrada.wordpress.com/2501/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/luisacarrada.wordpress.com/2501/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/luisacarrada.wordpress.com/2501/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.mestierediscrivere.com&#038;blog=29748623&#038;post=2501&#038;subd=luisacarrada&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Social reading</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 10:31:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luisaeditor</dc:creator>
				<category><![CDATA[maestri]]></category>
		<category><![CDATA[writers life]]></category>

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		<description><![CDATA[Social reading: mi piace pensare non sia solo quello delle frasi più sottolineate dagli altri lettori sull&#8217;ebook, ma anche quello più sottile delle suggestioni, dei ricordi e dei collegamenti che ognuno di noi fa quando legge le parole di qualcun altro. Suggestioni che possono tornarti anche attraverso tradizionalissime strade, come l&#8217;email.  Il mio breve post [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.mestierediscrivere.com&#038;blog=29748623&#038;post=2498&#038;subd=luisacarrada&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#000000;">Social reading: mi piace pensare non sia solo quello delle frasi più sottolineate dagli altri lettori sull&#8217;ebook, ma anche quello più sottile delle suggestioni, dei ricordi e dei collegamenti che ognuno di noi fa quando legge le parole di qualcun altro. Suggestioni che possono tornarti anche attraverso tradizionalissime strade, come l&#8217;email. </span><br />
<span style="color:#000000;">Il mio breve post di stamattina ha ricordato a Luca Iori – lettore di questo blog – un brano di <strong>Primo Levi</strong> tratto da <a href="http://www.anobii.com/books/Laltrui_mestiere/9788806147730/0176eb62d1f92edec6/"><strong>L&#8217;altrui mestiere</strong></a>, una raccolta di articoli pubblicati negli anni da La Stampa. È un libro bellissimo, che conosco bene, ma non ricordavo il brano che Luca mi ha inviato poco fa. Eccolo:</span></p>
<p style="padding-left:30px;"><span style="color:#000000;">Il primo segreto è il riposo nel cassetto, e credo che abbia valore generale. Fra la prima stesura e quella definitiva, deve passare qualche giorno; per ragioni che ignoro, per un certo tempo l&#8217;occhio di chi scrive è poco sensibile al testo recente. Bisogna, per così dire, che l&#8217;inchiostro si sia asciugato bene; prima, i difetti sfuggono: ripetizioni, lacune logiche, improprietà, stonature.</span></p>
<p style="padding-left:30px;"><span style="color:#000000;">[...]</span><br />
<span style="color:#000000;">Dopo la maturazione, che assimila uno scritto al vino, ai profumi ed alle nespole, viene l&#8217;ora di cavare dal pieno. Quasi sempre ci si accorge che si è peccato per eccesso, che il testo è ridondante, ripetitivo, prolisso: o almeno, ripeto così capita a me. Inguaribilmente, nella prima stesura io mi indirizzo ad un lettore ottuso, a cui bisogna martellare i concetti in testa. Dopo lo smagrimento, lo scritto è più agile: si avvicina a quello che, più o meno consapevolmente è il mio traguardo, quello del massimo di informazione con il minimo ingombro.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Lo so che in questo periodo sono un po&#8217; monocorde con questa storia dell&#8217;editing, ma le mie letture e riflessioni seguono quello in cui sono immersa al momento. Ancora un po&#8217; di pazienza: presto si passa ad altro.</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/luisacarrada.wordpress.com/2498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/luisacarrada.wordpress.com/2498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/luisacarrada.wordpress.com/2498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/luisacarrada.wordpress.com/2498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/luisacarrada.wordpress.com/2498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/luisacarrada.wordpress.com/2498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/luisacarrada.wordpress.com/2498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/luisacarrada.wordpress.com/2498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/luisacarrada.wordpress.com/2498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/luisacarrada.wordpress.com/2498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/luisacarrada.wordpress.com/2498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/luisacarrada.wordpress.com/2498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/luisacarrada.wordpress.com/2498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/luisacarrada.wordpress.com/2498/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.mestierediscrivere.com&#038;blog=29748623&#038;post=2498&#038;subd=luisacarrada&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Ultime e felici sforbiciate</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 07:32:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luisaeditor</dc:creator>
				<category><![CDATA[writers life]]></category>

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		<description><![CDATA[Impelagata nel più impegnativo autoediting della mia vita, godo i frutti di aver messo il testo nel cassetto per tre mesi – il minimo suggerito da Zadie Smith. Non c&#8217;è solo il vantaggio di attivare la propria via dorsale e leggere come se fosse la prima volta. C&#8217;è il distacco emotivo: quello che ti fa [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.mestierediscrivere.com&#038;blog=29748623&#038;post=2494&#038;subd=luisacarrada&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Impelagata nel più impegnativo autoediting della mia vita, godo i frutti di aver messo il testo nel cassetto per tre mesi – il minimo suggerito da Zadie Smith.<br />
Non c&#8217;è solo il vantaggio di attivare la propria via dorsale e leggere come se fosse la prima volta. C&#8217;è il distacco emotivo: quello che ti fa dimenticare tutta la fatica che ci hai messo, e ti permette di distaccarti con leggerezza e senza alcun rimpianto da parole, periodi, interi periodi.<br />
Sforbici sforbici, e vedi il testo riprendere quota.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/luisacarrada.wordpress.com/2494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/luisacarrada.wordpress.com/2494/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/luisacarrada.wordpress.com/2494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/luisacarrada.wordpress.com/2494/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/luisacarrada.wordpress.com/2494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/luisacarrada.wordpress.com/2494/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/luisacarrada.wordpress.com/2494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/luisacarrada.wordpress.com/2494/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/luisacarrada.wordpress.com/2494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/luisacarrada.wordpress.com/2494/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/luisacarrada.wordpress.com/2494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/luisacarrada.wordpress.com/2494/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/luisacarrada.wordpress.com/2494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/luisacarrada.wordpress.com/2494/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.mestierediscrivere.com&#038;blog=29748623&#038;post=2494&#038;subd=luisacarrada&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Anatomia della lettura</title>
		<link>http://blog.mestierediscrivere.com/2012/04/28/anatomia-della-lettura/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 12:09:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luisaeditor</dc:creator>
				<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[writers life]]></category>

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		<description><![CDATA[La lettura di Imagine, How creativity works mi ha fatto bene. Abborderò al più presto gli altri due libri del trentunenne newyorkese: Proust era un neuroscienziato e Come decidiamo. Uno dei temi che mi hanno toccata più da vicino è quello della &#8220;distanza&#8221; dal testo da rivedere, dal problema da risolvere, dal vuoto da riempire. I [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.mestierediscrivere.com&#038;blog=29748623&#038;post=2490&#038;subd=luisacarrada&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La lettura di <a href="http://blog.mestierediscrivere.com/2012/04/24/leggere-saggi-whatever-the-medium/"><strong>Imagine, How creativity works</strong></a> mi ha fatto bene. Abborderò al più presto gli altri due libri del trentunenne newyorkese: <em>Proust era un neuroscienziato</em> e <em>Come decidiamo</em>.<br />
Uno dei temi che mi hanno toccata più da vicino è quello della &#8220;distanza&#8221; dal testo da rivedere, dal problema da risolvere, dal vuoto da riempire. I due geniali autori di <a href="http://www.mestierediscrivere.com/index.php/articolo/madetostick"><strong>Made to stick</strong></a> l&#8217;avevano chiamato &#8220;la maledizione della conoscenza&#8221;, Lehrer lo chiama &#8220;outsider problem&#8221;. Riusciamo a vedere una soluzione solo quando riusciamo a dimenticare tutto quello che sappiamo e a guardare con occhi nuovi, come se fosse la prima volta.</p>
<p style="padding-left:30px;">È una delle sfide centrali per chi scrive. L&#8217;autore deve rileggere continuamente le frasi che ha scritto (una delle inefficienze dell&#8217;editing!). Il problema è che così si perde rapidamente la capacità di vedere i propri testi con gli occhi del lettore. Lo scrittore sa perfettamente cosa voleva dire, perché è lui ad averlo detto. Ma per dare forma a una frase chiara, a una narrativa coerente, ha bisogno di fare l&#8217;editing come se non sapesse nulla, come se non avesse mai visto quelle parole prima.<br />
Chi scrive deve diventare estraneo al suo lavoro. Se riesce a fuggire dalla sua posizione privilegiata, vede improvvisamente tutte quelle frasi imprecise e quelle infiorettature superflue, sente quali sono le parti deboli della storia e dove la prosa rallenta. Ecco perché la scrittrice <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zadie_Smith">Zadie Smith</a>, in un <a href="http://faculty.sunydutchess.edu/oneill/failbetter.htm">saggio sulla scrittura</a>, sottolinea l&#8217;importanza di mettere da parte per un po&#8217; i propri testi e permettere al tempo di compiere la sua amnesiaca magia:</p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Quando finisci un romanzo, se i soldi non sono una disperata priorità, se non devi vendere o pubblicare all&#8217;istante – metti tutto in un cassetto. Per tutto il tempo che puoi. Un anno e più è l&#8217;ideale, ma pure tre mesi vanno bene&#8230; Per rivedere un romanzo devi avere la testa sulle spalle, ma non quella dello scrittore nel pieno del suo lavoro, e nemmeno quella dell&#8217;editor professionale che ne ha già lette dodici versioni. Ci vuole la testa di un estraneo intelligente, che prende il libro da uno scaffale e comincia a leggere. In qualche modo devi far tua la testa di quell&#8217;estraneo. E dimenticarti di aver mai scritto il libro.</em></p>
<p>D&#8217;ora in poi mi ricorderò dell&#8217;anatomia neurale della lettura e dell&#8217;editing. Il cervello dà un senso alle parole attraverso due percorsi, che attiva in contesti diversi. La via ventrale è diretta ed efficiente: vediamo un gruppo di lettere, le convertiamo in una parola e ne cogliamo il significato. È quella che percorriamo quasi sempre, soprattutto con i testi più semplici, costituiti di parole ed espressioni che ci sono già note. La via dorsale è più accidentata: ci fermiamo quando non conosciamo una parola, una costruzione sintattica non è chiara, la calligrafia è difficile da decifrare. Rallentiamo sì, ma prestiamo più attenzione.<br />
Fino a poco tempo fa si riteneva che la via dorsale venisse abbandonata una volta appresa la lettura, invece le ricerche dimostrano che continuiamo a usare per tutta la vita entrambe le vie, a seconda del grado di consapevolezza e di attenzione mentre leggiamo.<br />
La lettura di ciò che abbiamo appena scritto è tutta ventrale: la familiarità crea gli automatismi, cela gli errori. Se rileggiamo tempo dopo con la testa dell&#8217;estraneo possiamo contare di più sulla via dorsale, che fa saltare all&#8217;occhio tutto quello che non va.</p>
<p style="padding-left:30px;">L&#8217;unico modo per rimanere creativi nel tempo – senza essere sopraffatti da tanta conoscenza – è di sperimentare l&#8217;ignoranza, contemplare ciò che non riusciamo pienamente a capire.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/luisacarrada.wordpress.com/2490/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/luisacarrada.wordpress.com/2490/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/luisacarrada.wordpress.com/2490/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/luisacarrada.wordpress.com/2490/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/luisacarrada.wordpress.com/2490/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/luisacarrada.wordpress.com/2490/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/luisacarrada.wordpress.com/2490/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/luisacarrada.wordpress.com/2490/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/luisacarrada.wordpress.com/2490/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/luisacarrada.wordpress.com/2490/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/luisacarrada.wordpress.com/2490/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/luisacarrada.wordpress.com/2490/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/luisacarrada.wordpress.com/2490/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/luisacarrada.wordpress.com/2490/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.mestierediscrivere.com&#038;blog=29748623&#038;post=2490&#038;subd=luisacarrada&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Leggere saggi, whatever the medium</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 17:46:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luisaeditor</dc:creator>
				<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Il saggio, vittima dell&#8217;iPad: il titolo dell&#8217;articolo di Roberto Casati sull&#8217;ultima Domenica del Sole 24 Ore è un po&#8217; iperbolico, ma l&#8217;autore è seriamente preoccupato per il destino dei saggi e della qualità della loro scrittura, perché così conclude. Il punto chiave del mio argomento è dunque che l&#8217;ecosistema è veramente nuovo: non si tratta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.mestierediscrivere.com&#038;blog=29748623&#038;post=2482&#038;subd=luisacarrada&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il saggio, vittima dell&#8217;iPad</strong>: il titolo dell&#8217;articolo di Roberto Casati sull&#8217;ultima Domenica del Sole 24 Ore è un po&#8217; iperbolico, ma l&#8217;autore è seriamente preoccupato per il destino dei saggi e della qualità della loro scrittura, perché così conclude.</p>
<p style="padding-left:30px;">Il punto chiave del mio argomento è dunque che l&#8217;ecosistema è veramente nuovo: non si tratta di una semplice digitalizzazione di situazioni preesistenti. L&#8217;ebook comincia a far breccia e a sostituire il libro cartaceo perché esiste un nuovo contesto, in cui però l&#8217;ebook non è la primadonna ma una comparsa tra le tante, e in cui l&#8217;attenzione viene continuamente sollecitata da tutte le altre comparse. Questo contesto non è favorevole alla lettura dei saggi, e finirà per non essere favorevole alla loro scrittura.</p>
<p>La previsione mi sembra un po&#8217; fosca e non credo di essere tanto d&#8217;accordo, ma sono d&#8217;accordo che cambia l&#8217;ecosistema, Lo sperimento da lettrice, e ieri ho passato un pomeriggio molto &#8220;sperimentale&#8221;.<br />
Quando ho letto che Findings aveva aggiunto <a href="http://blog.findings.com/post/21400550240/how-we-will-read-maria-popova"><strong>un&#8217;intervista a Maria Popova</strong></a> alla sua serie sul <a href="http://blog.findings.com/tagged/how-we-will-read">futuro della lettura</a>, mi ci sono buttata a capofitto. La regina della content curation mi piace moltissimo: questa giovanissima bulgara trapiantata negli USA mi sembri incarni il bello del vecchio e del nuovo mondo, il prima e dopo la &#8220;parentesi Gutenberg&#8221;. Legge libri ponderosissimi, ha la pazienza e il fiuto di un topo di biblioteca, ma sa restituire le sue letture con la creatività combinatoria e la leggerezza della rete in post chilometrici sul suo blog <a href="http://www.brainpickings.org">Brain Pickings</a>.<br />
Della sua intervista condivido tutto, pure le virgole, ma soprattutto quando dà la sua definizione del libro – che si guarda bene dal definire &#8220;di carta&#8221; – e della lettura:</p>
<div>
<p style="padding-left:30px;">Dei libri è importante preservare un&#8217;unica caratteristica: &#8220;Sono punti di vista confezionati.&#8221;</p>
<p style="padding-left:30px;">Una rosa è una rosa è una rosa. La lettura è la lettura, qualsiasi sia il medium.</p>
<p>Non perdetelo. Federico Badaloni ne ha tradotti ampi stralci sul suo blog <a href="http://federicobadaloni.blog.kataweb.it/snodi/001624/maria-popova-la-scrittura-la-lettura-e-il-futuro-del-libro.html">Snodi</a>.<br />
Comunque, alla fine Maria Popova cita <a href="http://www.jonahlehrer.com/"><strong>Jonah Lehrer</strong></a>, divulgatore scientifico che ama moltissimo e che ha appena pubblicato il suo terzo libro, <a href="http://www.jonahlehrer.com/books/imagine/"><strong>Imagine</strong></a>, dedicato alla creatività.<br />
<img class="alignleft" src="http://www.mestierediscrivere.com/Blog/imagine.jpg" alt="" width="200" height="303" />Tra cliccare, andare su Amazon e scaricarlo non è passato più di un minuto e subito ero catturata dalla storia dell&#8217;invenzione di un oggetto quotidiano, lo Swiffer. <em>Imagine</em> parte così, dalla pulizia dei pavimenti. E prosegue con un giovanissimo Bob Dylan in piena crisi creativa.<br />
Ho passato sul libro l&#8217;intero pomeriggio, nonostante il lavoro incombesse. Ma mi sentivo ampiamente giustificata: Lehrer spiega benissimo come e perché tra gli ingredienti indispensabili per far maturare le idee e creare qualcosa di nuovo ci siano anche la rilassatezza, il far nulla, il sogno ad occhi aperti, il pensare ad altro. O il fare una doccia calda. Sì, l&#8217;effetto creativo della doccia calda ha solidissime basi scientifiche!<br />
Lo spiega portandoci nei meandri del cervello, nei laboratori dove i neurofisiologi pongono alla gente strani quesiti e osservano cosa succede nella loro testa, in aziende tradizionalissime eppure straordinariamente creative. Ma soprattutto ci porta nella mente e nei testi degli scrittori e ci fa scoprire perché Bob Dylan per scrivere le sue canzoni più belle dovette arrivare al punto di abbandonare tutto, e perché invece <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wystan_Hugh_Auden">W.H. Auden</a> avesse bisogno di impasticcarsi in continuazione per rifinire i suoi versi. Ma ci sono anche <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Stearns_Eliot">T.S. Eliot</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jack_Kerouac">Jack Kerouac</a>, <a href="http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/woolf.htm">Virginia Woolf</a>.<br />
Il bello di questo bellissimo libro è che la scrittura è presa come paradigma di ogni processo creativo.</p>
<p style="padding-left:30px;">Il bisogno costante di insight ha forgiato il processo creativo. Questi radicali momenti di scoperta sono talmente preziosi che ci siamo inventati rituali e tradizioni per incrementare le possibilità di un&#8217;epifania, porci in ascolto delle associazioni remote che arrivano dall&#8217;emisfero destro. Guardate ai poeti, che così spesso contano su forme letterarie con vincoli strettissimi, come gli haiku e i sonetti. A prima vista, questi metodi sembrano non avere senso, perché l&#8217;atto creativo diventa molto più difficile. Invece di comporre liberamente, i poeti si frustrano da soli con vincoli strutturali.<br />
Ma il punto è esattamente questo. Se la forma non è una sfida per i poeti, se non sono obbligati a guardare oltre le associazioni più ovvie, non scriveranno mai un verso originale. Rimarrebbero incollati a cliché e convenzioni, con aggettivi prevedibili e verbi noiosi. Ecco perché le forme poetiche e la metrica sono così importanti. Quando un poeta deve trovare una rima con una parola di sole tre sillabe o un aggettivo che si incastri nello schema giambico, finisce per scoprire ogni sorta di connessioni inattese; la difficoltà del compito accelera il processo di insight.</p>
<p>Sono solo a un quarto di <em>Imagine</em> e pregusto quello che deve ancora arrivare. Un saggio tradizionale, di 300 pagine, che sto leggendo sull&#8217;iPad. Ma mi tiene incollata, senza nessuna tentazione di sbirciare su Twitter o di controllare la posta.<br />
Non credo che i saggi corrano pericoli e debbano temere la concorrenza di altre primedonne se ci offrono visioni originali, una scrittura vivida e tersa, un deciso punto di vista. &#8220;Whatever the medium&#8221; come dice Maria Popova.</p>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/luisacarrada.wordpress.com/2482/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/luisacarrada.wordpress.com/2482/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/luisacarrada.wordpress.com/2482/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/luisacarrada.wordpress.com/2482/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/luisacarrada.wordpress.com/2482/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/luisacarrada.wordpress.com/2482/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/luisacarrada.wordpress.com/2482/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/luisacarrada.wordpress.com/2482/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/luisacarrada.wordpress.com/2482/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/luisacarrada.wordpress.com/2482/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/luisacarrada.wordpress.com/2482/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/luisacarrada.wordpress.com/2482/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/luisacarrada.wordpress.com/2482/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/luisacarrada.wordpress.com/2482/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.mestierediscrivere.com&#038;blog=29748623&#038;post=2482&#038;subd=luisacarrada&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;inciso in primo piano</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 13:07:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luisaeditor</dc:creator>
				<category><![CDATA[lingua italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella rubrica Correzioni di Internazionale, la curatrice Giulia Zoli questa settimana si occupa della lineetta, segno di interpunzione piuttosto complicato e controverso. L&#8217;unica cosa certa è che non va confusa con il trattino. Quest&#8217;ultimo è più breve e soprattutto serve a unire due parole, mentre di solito le lineette separano: &#8230; le lineette che delimitano delle [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.mestierediscrivere.com&#038;blog=29748623&#038;post=2476&#038;subd=luisacarrada&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella rubrica <em>Correzioni</em> di<strong> <a href="http://www.internazionale.it">Internazionale</a></strong>, la curatrice Giulia Zoli questa settimana si occupa della lineetta, segno di interpunzione piuttosto complicato e controverso. L&#8217;unica cosa certa è che non va confusa con il trattino. Quest&#8217;ultimo è più breve e soprattutto serve a unire due parole, mentre di solito le lineette separano:</p>
<p style="padding-left:30px;">&#8230; le lineette che delimitano delle interruzioni improvvise – inserzioni parentetiche direbbero i grammatici – che aprono la strada ad altri pensieri o ad altre voci. Ma si prestano anche a molti altri usi – forse troppi. Nello scorso numero John Lanchester – che oltre a essere un giornalista è uno scrittore – e si vede – le usa spesso, sia per interrompere un pensiero con un altro pensiero – tipico delle persone curiose e brillanti come lui – sia  per spiegare o aggiungere informazioni. Certi scrittori usano le lineette per fare capolino – a volte in modo chiaramente pretestuoso, no? – nella narrazione. Gli americani le usano spesso per enfatizzare un’affermazione – qualsiasi affermazione. C’è chi le usa al posto di un altro segno di punteggiatura – i due punti. Ma tante lineette possono essere il sintomo di una frase troppo lunga o mal costruita. Internazionale usa le lineette con parsimonia perché – come avrete notato – troppe interruzioni danno fastidio.</p>
<p>A me le lineette sono sempre piaciute. Almeno al pari dei due punti e, come per tutte le soluzioni testuali e i segni di interpunzione di cui ci innamoriamo, devo tenerle molto a bada perché tendo a esagerare.<br />
Mi piacciono perché mi permettono di introdurre con chiarezza un registro, un tono diverso. E perché quando il testo è destinato allo schermo l&#8217;inciso risulta molto evidente e non puoi non vederlo.<br />
Però come molti ho la pessima abitudine di usare comunque il trattino della tastiera, perché più semplice e a portata di mano. In realtà di lineette ne esistono parecchie, tanto che la voce dedicata di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lineetta">Wikipedia</a> deve fare un riassunto finale con uno schemino facile facile.<br />
Comunque, per ottenere la lineetta classica: alt + 0150 sul tastierino numerico.<br />
Per quella &#8220;americana&#8221;, che è un po&#8217; più lunga e non è preceduta né seguita da spazi: alt + 0151 sul tastierino numerico.<br />
L&#8217;ho scritto. A questo punto dovrei averlo anche imparato.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/luisacarrada.wordpress.com/2476/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/luisacarrada.wordpress.com/2476/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/luisacarrada.wordpress.com/2476/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/luisacarrada.wordpress.com/2476/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/luisacarrada.wordpress.com/2476/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/luisacarrada.wordpress.com/2476/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/luisacarrada.wordpress.com/2476/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/luisacarrada.wordpress.com/2476/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/luisacarrada.wordpress.com/2476/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/luisacarrada.wordpress.com/2476/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/luisacarrada.wordpress.com/2476/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/luisacarrada.wordpress.com/2476/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/luisacarrada.wordpress.com/2476/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/luisacarrada.wordpress.com/2476/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.mestierediscrivere.com&#038;blog=29748623&#038;post=2476&#038;subd=luisacarrada&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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