Storytelling: dove si racconta di arance, patate, pesche e pomodorini

2 giu

Per narrare le loro attività e i loro prodotti, quante aziende mettono in piedi superpiattaforme digitali, lanciano contest, li condiscono di hashtag, li sostengono con campagne multimediali! E poi magari le storie, invece di raccontarcele, le chiedono a noi.

Forse per questo mi ha colpito la ricca e gustosa semplicità dei video con i quali Coltura & Cultura racconta la ricerca sui prodotti della terra. Per aiutarci a capire quanta innovazione, di ieri e di oggi, è stata necessaria per farli diventare quelli che sono.

Non so se ad attirarmi di più sia stato il breve testo che accoglie il visitatore

Come nasce quello che mangiamo?
Il vero racconto dei prodotti della terra.
Da leggere, guardare, scoprire.

 o i titoli curiosi e fiabeschi dei brevi video di quattro minuti

L’amore salva la pesca

La patata sdoganata

Le arance con l’ombelico

La mela addormentata

Il mostro e la carota

Fatto sta che mi sono ritrovata a guardarmi i video uno dietro l’altro. In ognuno l’agronomo Duccio Caccioni arriva, prende una sedia, ci si spaparanza, appoggia i gomiti sul tavolo, ci guarda fisso e comincia a raccontare una storia che ha per protagonisti pesche, spighe, fragole, patate, uva e pomodorini.

Ogni tanto si abbassa, tira fuori un oggetto e lo piazza sul tavolo: piatti, piante, cartine geografiche, mappamondi, lampade, pagnotte, fotografie incorniciate, un mostro giocattolo… e intanto smangiucchia, annaffia e rompe uova, lascia cadere lì paroloni difficili quali antociani, fenoli, terpeni…Tutto qui, più qualche semplice e deliziosa animazione che prende vita sullo sfondo bianco.

Mentre lui chiacchiera e si agita, tu impari un sacco di cose sulla storia dell’agricoltura e la scienza dell’alimentazione. Per esempio che la patata, così calorica e nutriente, fino al Settecento era considerata il cibo del diavolo perché cresce sottoterra e veniva evitata anche durante le peggiori carestie, finché un giorno un famoso chef…

 

La storia degli agrumi prende avvio dalle arance Navel, cioè quelle “con l’ombelico” e da Bahia in Brasile ci porta in Sicilia passando dalla California. Non so voi, ma io non sapevo che arance e limoni hanno solo pochi secoli perché sono stati inventati incrociando altri agrumi. Il limone, per esempio, nasce dall’incrocio tra cedro e arancio amaro. L’arancio, invece…

 

Tra tante, la storia più sorprendente è quella del pomodoro pachino, new entry che nasce solo nel 1989 in Israele ma da genitori italiani, cresce temprato da una vita dura e da condizioni ambientali e climatiche tra le più difficili. Sarà per questo che alla fine viene su così buono:

 

Per altre storie sorprendenti e istruttive, brevi miracoli di fantasia e intelligenza low cost, non c’è che da andare su Coltura & Cultura.

3 Risposte to “Storytelling: dove si racconta di arance, patate, pesche e pomodorini”

  1. Personaggio in cerca d'Autore 28 giugno 2014 at 2:47 pm #

    Luisa, ti ho nominata per un premio!

    http://claudiodifilippo.wordpress.com/2014/06/28/premio-talento-innato/

  2. Pronostici 2 agosto 2014 at 9:43 pm #

    Articolo interessante e originale!

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  1. [DU weekend] video, social, e un po’ di mindfulness prêt à porter | Digital Update - 7 giugno 2014

    […] Coltura & Cultura, storytelling in pillole video […]

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